Conflitti

Dichiarazione conclusiva del Tribunale di Bruxelles

Iraqi National foundation Congress
Seconda sessione - Baghdad 7 maggio 2005
28 maggio 2005


L'Iraqi National foundation Congress si è riunito a Baghdad una
seconda volta sabato 7 maggio 2005 nella sala della Iraqi Law Association.
L'assemblea dei personaggi, dei movimenti e dei partiti politici contro
l'occupazione ha discusso dell'attuale scena politica in cambiamento e della
condotta del congresso durante il suo primo anno di vita. Si è dedicata agli
eventi precedenti, ha accompagnato e seguito le elezioni, e le conseguenze
delle incursioni e degli attacchi continui sulle città irachene. Ha
sottolineato la forte tendenza ad alimentare nel popolo iracheno la
divisione e il conflitto adottando parti faziose ed etniche nella formazione
degli organi di governo e aumentando l'insicurezza e il caos in tutte le
aree del paese.

Il congresso ha esaminato in maniera critica il suo ruolo attivista,
politico, organizzativo e mediatico, e ha deciso di sostenere i principi
patriottici espressi nella Charter of National Mutuality and Action,(----)
evidenziando i seguenti punti:

1. Il congresso rifiuta l'occupazione dell'Iraq da parte delle truppe
straniere e si avvale di tutti i mezzi possibili per porvi fine, annullando
anche tutti i risultati politici, economici, didattici e morali. La
richiesta minima dell'attuale governo dovrebbe consistere in una
dichiarazione di un programma completo per il ritiro delle truppe straniere
dall'Iraq. Questa rappresenta la condizione minima per la nostra
partecipazione, nelle prossime elezioni, alla stesura della costituzione e a
qualunque altro processo politico.

2. Il congresso sostiene il diritto legittimo della resistenza
irachena in tutte le sue forme poiché diritto inalienabile di un popolo
sotto l'occupazione. La resistenza costituisce, in tutte le sue qualità e le
sue scelte, una parte essenziale del movimento di liberazione nazionale. La
resistenza irachena, insieme alla resistenza palestinese, alla pace,
all'antiglobalizzazione e ai movimenti antiegemonia presenti nel mondo in
generale, costituisce l'ostacolo principale ai piani sionistici e
imperialistici americani per imporre la loro volontà all'umanità.

3. Il congresso sostiene l'unità dell'Iraq come popolo e territorio, e
la sua identità araba-musulmana in termini culturali non etnici, appoggiando
tutti i diritti culturali e nazionali dei componenti del popolo iracheno per
respingere tutti i programmi che mirano a indebolire la sovranità e portano
alla divisione, soprattutto nel sistema federale registrato nel diritto
costituzionale.

4. Il congresso condanna il crollo della sicurezza in Iraq, e
necessita del crimine organizzato, dell'assassinio degli scienziati e del
sequestro dei cittadini per combattere. Condanna anche il terrore sospetto,
inflitto alle innocenti vite irachene, i servizi pubblici e la proprietà
pubblica, dichiarando di essere completamente estraneo alla storia e alle
pratiche del popolo in Iraq.

5. Il congresso condanna tutte le pericolose ostilità che sono
scoppiate di recente, che minacciano di muovere i semi del conflitto e
dell'odio etnico, religioso e confessionale. Per tutto ciò il congresso
ritiene responsabili le forze di occupazione, il consiglio provvisorio e il
governo di transizione. Richiede che si faccia il possibile per scoprire chi
vi si cela dietro e per creare delle
commissioni nazionali che ne controllino le terribili mosse, e che il
possibile sia fatto per proporne il controllo.

6. Il congresso richiede la ricostituzione delle forze armate irachene
sotto il comando degli ufficiali iracheni ben qualificati, corretti e leali,
successivi alla revoca di coloro che hanno arrecato danno alla gente e al
paese. Uno dei primi passi in questa direzione è la riattivazione delle
scuole militari irachene di lunga tradizione, in modo da ricostruire
l'esercito iracheno al servizio del nostro popolo.

7. Il congresso afferma di rifiutare il diritto costituzionale di
transizione che è stato imposto dalle forze di occupazione. Si tratta di un
documento illegale, rifiutato in maniera internazionale non facendo parte di
alcuna decisione intenzionale.

8. Il congresso afferma la stima e l'impegno per l'associazione
arabo-curda, e dichiara la propria volontà al dialogo con tutti i gruppi
fraterni curdi per arrivare ad una soluzione pacifica e benevola che
garantisca gli scopi legittimi, e rafforzi l'unità e la stabilità dell'Iraq.

9. Il congresso condanna fortemente l'aumento del numero dei
prigionieri politici, numero che si aggira oggi alle decine di migliaia, e
l'indeterminazione dei termini di arresto. La tortura, a cui sono sottoposti
molti prigionieri, appartiene a quelle categorie di comunità internazionale
che appoggiano i diritti umani e le libertà individuali, mentre tra gli
abusi perpretati vengono negate le visite familiari e altri diritti
basilari. Il congresso fa appello a tutte le organizzazioni internazionali
affinchè si sostengano gli sforzi per porre fine a queste pratiche illegali
e disumane, per intimidire quelli accusati di crimini verso le corti
irachene indipendenti e per rilasciare tutti gli altri innocenti.

10. Il congresso invita l'esercito iracheno e le forze di polizia ad
eseguire i loro doveri patriottici con coraggio per garantire la salvezza e
la sicurezza dei cittadini, e di essere risoluti nell'opporsi a programmi
che li arruolano in azioni contro i loro compatrioti poiché i loro doveri
sono verso il cittadino e non verso gli occupatori.

11. Il congresso spera di stabilire buoni rapporti di amicizia con
tutti i paesi confinanti con l'Iran, e si rifiuta di interferire negli
affari interni degli altri paesi. Il congresso mette in guardia contro l'uso
del territorio iracheno contro i paesi vicini, in particolare la Siria e
l'Iran tra i paesi arabi e islamici, e ritiene responsabili le forze di
occupazione per le pesanti conseguenze di tale azione.

12. Il congresso dichiara il suo totale sostegno alla coraggiosa lotta
del popolo palestinese per il raggiungimento del suo volere e della sua
sovranità.
Rifiuta l'istituzione di qualsiasi legame politico o di normalizzazione con
i sionisti, entità colonizzatrice e usurpatrice.

13. Il congresso afferma il forte desiderio di ampliarsi per annettere
tutti i movimenti patriottici, le organizzazioni e le personalità che ne
condividono i principi, e afferma il desiderio per il dialogo nazionale con
tutte le forze nel nome dell'Unità e dell'Indipendenza.

Viva a lungo l'Iraq libero e indipendente, con la totale sovranità.

Viva a lungo l'unità irachena completa e determinata.

The Iraqi National Foundation Congress

Information Bureau

PDF File (Inglese e Arabo:
http://www.brusselstribunal.org/pdf/INFCsecondSession070505.
pdf

Note: tradotto da Floriana Figura per www.peacelink.it
Il testo e' liberamente utilizzabile a scopi non commerciali citando la
fonte , l'autore e il traduttyore

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