Conflitti

RSS logo

Aiuta PeaceLink

Sostieni la telematica per la pace:

  • Donazione online con PayPal
  • C.C.P. 13403746 intestato ad Associazione PeaceLink, C.P. 2009 - 74100 Taranto (TA)
  • Conto Corrente Bancario n. 115458 c/o Banca Popolare Etica, intestato ad Associazione PeaceLink (IBAN: IT05 B050 1802 4000 0000 0115 458)
Motore di ricerca in

PeaceLink News

...

Articoli correlati

  • Jalal Talabani, un peshmerga, un leader, un uomo di pace
    Jalal Talabani non è stato soltanto, fino al 2014, il Presidente della Repubblica dell’Iraq. E’ stato il garante istituzionale di un Paese nato esattamente un secolo fa.

    Jalal Talabani, un peshmerga, un leader, un uomo di pace

    E’ trascorsa una settimana dal Referendum - così a lungo atteso - per l’indipendenza del Kurdistan Iracheno. Oggi la notizia della morte di Jalal Talabani. I due eventi, casualmente così ravvicinati, sembrano concatenarsi in una sequenza simbolica di passaggio di testimone.
    4 ottobre 2017 - Andrea Misuri
  • Petrolio, armi e nucleare al tempo di Trump e relazioni con NATO, Europa e Italia
    L'amministrazione "spianerà la strada verso il dominio energetico USA"

    Petrolio, armi e nucleare al tempo di Trump e relazioni con NATO, Europa e Italia

    Agli USA interessa davvero sostenere l’asse Arabia Saudita, Emirati, Egitto e Israele piuttosto che Qatar e Turchia? O piuttosto compromettere quello fra Siria, Iran e Russia?
    7 luglio 2017 - Rossana De Simone
  • Il filo rosso dei deboli e degli indifesi di Dino

    Il filo rosso dei deboli e degli indifesi di Dino

    Ma si riuscirà mai, per dirla con don Lorenzo Milani, a far strada agli impoveriti senza farsi strada? Portare al centro della politica gli ultimi, gli emarginati, gli impoveriti, i lavoratori, chi lotta contro le ingiustizie, le mafie, la disumanità e la barbarie delle guerre, facendo quanti più passi indietro perché siano loro a farne almeno una volta, almeno uno, avanti? Ma non sarebbe quasi ora di domandarsi, anche se non so quanti hanno fratelli che sono figli unici, se siamo ancora convinti che esistono gli sfruttati, i malpagati, i frustati, i calpestati e gli odiati e la vicinanza/distanza da loro?
    2 giugno 2017 - Alessio Di Florio
  • Il terrorismo sfuggito di mano
    Manchester e i "combattenti per la libertà"

    Il terrorismo sfuggito di mano

    L'orribile strage è stata compiuta da chi un tempo era un utile strumento di destabilizzazione della Libia e della Siria. Era stato segnalato ben cinque volte all'antiterrorismo. Ma era un utile terrorista perché doveva colpire Gheddafi e Assad. Oggi quel terrorista "buono" colpisce gli innocenti. E ci svegliamo dalla folle idea che il terrorismo sia giustificabile se colpisce i nostri target.
    25 maggio 2017 - Alessandro Marescotti
La violenza si dilata in Medio Oriente

Hamas abbraccia le strategie di Al Qaeda

Per la prima volta diffuso un video con l’uccisione di un sequestrato israeliano
28 settembre 2005 - Pina Sozio

La vittima si chiamava Sasson Nuriel, commerciante cinquantenne abitante dell'insediamento di Pisgat Zeev, alla periferia di Gerusalemme. La sua cattura, secondo un comunicato di Hamas, doveva servire in origine per negoziare la liberazione di prigionieri palestinesi detenuti in Israele, ma la situazione di emergenza creatasi nei giorni scorsi nei Territori avrebbe indotto i miliziani a ucciderlo, tanto più che, secondo Hamas, Nuriel era in realtà un agente dei servizi segreti di Israele. Il cadavere del colono è stato trovato nella giornata di lunedì da militari israeliani penetrati a Bitunya, presso Ramallah. E’ di ieri, invece, la diffusione di un video in cui si vede l’ostaggio con gli occhi bendati, alle sue spalle il vessillo verde di Hamas. Il filmato è accompagnato da un messaggio stilato da una nuova componente del movimento palestinese, l'Unità per la liberazione dei prigionieri, che afferma che questo rapimento è solo "il primo di una serie".
Il sequestro e la diffusione del video sono apparsi subito come il segnale di una nuova tattica dei militanti di Hamas nella loro lotta contro lo stato ebraico. E’ la prima volta, infatti, che in questo contesto vengono utilizzate forme di comunicazione assimilabili a quelle ormai famose dei terroristi legati ad Al Qaeda.
In seguito all’assassinio di Nuriel, la reazione di Israele è scattata immediatamente. Intorno alla mezzanotte, un raid aereo ha colpito uno degli uffici di Gaza del partito al-Fatah (il più forte nello scenario palestinese). Sempre a Gaza city, circa un milione di abitanti sono rimasti senza corrente elettrica in seguito a tre blitz aerei. Stamane, all'alba, truppe israeliane sono entrate nelle città di Tulkarem e Qalqilya, in Cisgiordania, per perquisire le sedi locali di Hamas e della Jihad Islamica.
"Hamas ha commesso un atto imperdonabile e noi dobbiamo dettare nuove regole del gioco" ha minacciato il ministro della difesa Mofaz alla radio militare israeliana. "Non lasceremo che questo passi senza conseguenze".
Negli ultimi giorni le forze israeliane avevano già lanciato un'offensiva contro numerosi esponenti dei movimenti estremisti palestinesi, come rappresaglia per gli attacchi missilistici lanciati dalle milizie contro obiettivi israeliani.

Note:

per approfondire: http://www.haaretzdaily.com
(il sito di uno dei maggiori quotidiani israeliani)

PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.5.6 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Posta elettronica certificata (PEC)