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Il Giappone ritira le sue truppe dall'Iraq

Non interveniva in un conflitto dal 1945
Giacomo Alessandroni20 giugno 2006 - Giacomo Alessandroni

Il primo ministro giapponese Junichiro Koizumi - in accordo con i leade dell'opposizione governativa - ha annunciato un piano per il ritiro delle truppe del suo paese dal sud dell'Iraq, da ultimarsi entro il mese di luglio 2006.

L'annuncio ufficiale è venuto poco dopo che il primo ministro iracheno ha annunciato che a Baghdad le forze militari prederanno il controllo della sicurezza della provincia meridionale di Muthanna proprio a luglio, dove i britannici sono al comando di un contingente multinazionale assieme alle truppe giapponesi.

Attualmente le truppe giapponesi sono impegnate nella ricostruzione di edifici e nell'addestramento di personale medico.

Il fatto è di enorme importanza se si considera che il Giappone non interveniva in un conflitto dal 1945.

Come sarebbe naturale aspettarsi, l'impegno militare più rischioso preso dal Giappone dai tempi della Seconda Guerra mondiale è stato lodato da Washington, ma contrastato da molti elettori in patria.

Le forze armate del sollevante non hanno subito perdite - né morti né feriti - nonostante questo il premier Junichiro Koizumi aveva rischiato la crisi di governo nel 2004 quando vennero rapiti tre civili giapponesi.

In seguito al ritiro, ha annunciato il governo di Bagdad, la provincia sarà la prima a passare sotto il controllo diretto delle forze irachene.

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