Cecenia: L'amnistia per l'assassino e stupratore Budanov è un "irresponsabile contributo all'escalation di violenza in Cecenia"
L'Associazione per i Popoli Minacciati (APM) ha condannato l'amnistia concessa all'ufficiale russo Yuri Budanov dalla Commissione per l'amnistia del Tribunale regionale di Uljanovs come "irresponsabile contributo all'escalation di violenza in Cecenia". L'organizzazione per i diritti umani si appella all'Europa affinché chieda a Putin di non confermare l'amnistia per l'assassino di una giovane donna cecena. Se il governo russo vuole veramente la pace in Cecenia, coloro che hanno commesso i crimini più gravi non possono restare impuniti. Solo una coerente persecuzione legale dei crimini commessi da entrambe le parti può interrompere l'attuale spirale di violenza e contro-violenza. Grazie ad una politica dell'arbitrarietà degli interventi, delle aggressioni, deportazioni, degli stupri e degli assassini, le forze di sicurezza russe mantengono uno stato di costante terrore e paura tra la popolazione civile cecena. Budanov è stato il primo membro dell'esercito russo giudicato davanti ad un tribunale per i crimini commessi contro la popolazione civile in Cecenia. Nel marzo 2000 egli aveva barbaramente stuprato e poi strangolato la diciottenne cecena Heda Kungayeva di Tangi-Tschu. Nel dicembre 2002 Budanov è stato messo in libertà per presunta incapacità di intendere e volere al momento del crimine. Nel febbraio 2003 l'Alta Corte russa ordinò la riapertura del caso e il nuovo processo si concluse con una condanna a dieci anni di carcere. Il ricorso presentato dall'ufficiale russo fu respinto nell'ottobre 2003, quindi Budanov consegnò una richiesta di amnistia alla Commissione per l'Amnistia. Ora i genitori della giovane donna assassinata si sono rivolti al Tribunale per i diritti umani di Strasburgo.
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