Elezioni in iraq: un importante passo verso l’uscita dal caos del paese
La posizione dell'Associazione delle ONG Italiane sulle prospettive del dopo-voto iracheno
6 febbraio 2005
Fonte: Periferie N. 1
<Lo spazio umanitario da salvaguardare Dal caso iracheno, come da quello afgano, occorre trarre alcune lezioni per il futuro. Una preoccupazione, in particolare, sta a cuore alle organizzazioni umanitarie: quella della salvaguardia dello spazio umanitario. I principi che guidano le organizzazioni umanitarie si basano sulla totale autonomia e indipendenza nelle scelte e nell’azione, al fine di garantire l’indispensabile neutralità e imparzialità dell’aiuto. Con severità esse sono state fedeli alla scelta di non collaborare con le forze di occupazione in Iraq, cercando così di salvaguardare l’integrità dello spazio umanitario contro ogni possibilità di confusione e di inquinamento. Purtroppo questo spazio è sempre più invaso da altri principi, come le strumentalizzazioni e le modalità di intervento di missioni militari definite umanitarie, dove i soldati portano aiuti nei villaggi su mezzi blindati o comunque dotati di quelle stesse armi che uccidono, dove gli aiuti sono decisi sulla base delle convenienze politiche, se non dai Servizi segreti. Tutto ciò produce un vero e proprio inquinamento dei principi e dell’azione umanitaria, creando grande confusione tra la gente che non riesce più a distinguere gli operatori umanitari dai militari e mettendo quindi a rischio l’azione umanitaria e la presenza di volontari, operatori umanitari e operatori sociali, la cui unica arma è, e deve rimanere, il rapporto di fiducia e di solidarietà costruito con la gente. Imperativo umanitario, autonomia, indipendenza, neutralità e imparzialità sono principi inconcepibili in una forza armata, per definizione sottoposta a decisioni politiche di parte. Chiediamo con forza che sia abolito il termine umanitario da qualsiasi presenza o attività delle forze armate in Iraq come ovunque nel mondo. Chiediamo con forza che ognuno faccia il proprio mestiere ed adempia alla propria missione, senza ambiguità di sorta, senza sconfinamenti in terreni non propri e quindi senza confusioni. Occorre che siano individuate regole di comportamento, da far valere a livello internazionale, ad iniziare dall’UE, a salvaguardia dell’azione umanitaria e dei suoi principi e in applicazione del diritto internazionale umanitario».
Giornali come il New York Times, fino al 2003 ostili alla guerra, finirono per accettare come veritiere le affermazioni di Powell e per considerare ineluttabile l'intervento armato. A guerra terminata non fu trovata alcuna traccia di quelle fantomatiche armi.
Dopo due decenni di guerra continua in Afghanistan, una crescente popolazione di veterani si presenta per cure di salute mentale. La depressione rimane una delle principali condizioni di salute mentale nei militari. E ogni anno più di seimila si suicidano.
January 1st of each year is the time for formulating resolutions to keep or break (usually the latter) during the 365 days ahead. So Martina, an ex-pacifist who now is no longer “ex”, has decided to make only one resolution for 2023. “That way,” she says, “I’m sure to keep it.”
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