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Le imprese della Chevron-Texaco in Ecuador

4 febbraio 2004 - C.P.Panda

Si tratta di un disastro di dimensioni maggiori di quello di Chernobyl e due volte più devastante del naufragio della Exxon-Valdez. Tra il 1964 e il 1992, una filiale della compagnia petrolifera americana Texaco ha devastato la città di confine di Lago Agrio e le aree circostanti nei pressi dell'Amazzonia ecuadoriana. La multinazionale, secondo gli indigeni dell'area, ha riversato oltre 18,5 miliardi di galloni [circa 85 miliardi di litri - NdT] di rifiuti altamente tossici in 600 pozzi aperti e privi di rivestimento protettivo su un'area di oltre 2.000 miglia quadrate, abitate da una comunità indigena di 30.000 persone, pompando oltre un miliardo e mezzo di barili di petrolio fuori dall'Ecuador. Questa l'eredità di "sviluppo" che si è lasciata alle spalle: una comunità malata e sull'orlo dell'estinzione, un delicato ecosistema devastato. Le conseguenze persistono.
Vai all'articolo intero su http://www.graces.it/envo/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=715

Note:

http://www.graces.it/
Documento originale: ChevronTexaco's Exploits In Ecuador
Traduzione di Matteo Missaglia
C.P. Panda è un giornalista freelance con base negli Stati Uniti e può essere contattato all'indirizzo cppandya80@yahoo.com

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