Stop al riarmo, sì alla salute, al lavoro e alla giustizia ambientale
Comunicato del Coordinamento No Riarmo
Solidarietà alle mobilitazioni di Taranto e Genova: stop al riarmo, sì alla salute, al lavoro e alla giustizia ambientale
Il Coordinamento No Riarmo esprime il proprio pieno sostegno ai cittadini e alle cittadine di Taranto e Genova, che si stanno mobilitando per la difesa della salute, dell’ambiente e della dignità del lavoro, contro decenni di inquinamento industriale.
Mentre si progettano e si finanziano piani di riarmo europei da decine di miliardi, le popolazioni delle aree più colpite dall’inquinamento vengono lasciate senza risposte adeguate.
Il Coordinamento denuncia con forza l'ipocrisia delle politiche industriali che destinano fondi enormi alla produzione militare, sottraendo risorse vitali alla sanità, alla scuola, alla ricerca, alla riconversione ecologica e al lavoro dignitoso.
Riteniamo che i lavoratori dell’ILVA, oggi minacciati da un piano di esuberi che potrebbe avere effetti devastanti, debbano essere sostenuti con un intervento straordinario per l’occupazione, che comprenda percorsi di formazione, riconversione professionale, impieghi socialmente utili e progetti ambientali concreti. Questo intervento straordinario per l’occupazione deve essere finanziato contrastando i piani di riarmo.
La spinta verso il riarmo e un’economia di guerra mina la coesione sociale e sacrifica le aree più fragili del Paese. In territori dove l’inquinamento ha già provocato un’epidemia silenziosa di malattie, è inaccettabile il riarmo. E’ inaccettabile assistere a tagli alla sanità pubblica mentre si moltiplicano gli investimenti bellici.
Per giustificare l’aumento delle spese militari, si crea un nemico permanente: oggi la Russia, domani la Cina. Questo “nemico” viene presentato come incombente, minaccioso e superiore militarmente, anche quando i dati reali dicono altro. La spesa militare NATO è infatti dieci volte superiore a quella russa. È una strategia della paura, utile a chi ha interessi economici nell’industria bellica.
Riteniamo che la salute, la pace e il lavoro siano diritti da difendere insieme.
Per tutto questo, il Coordinamento No Riarmo chiede:
- Lo stop immediato ai piani di riarmo europeo e il riutilizzo di quelle risorse per la tutela della salute, la giustizia ambientale e la riconversione produttiva.
- Un piano nazionale per le bonifiche, che coinvolga attivamente le comunità locali e le realtà ambientaliste e pacifiste.
- Un nuovo modello industriale, fondato sulla pace, sulla salute, sulla sostenibilità e sul bene comune.
Il nostro appello è quello di far convergere il movimento dei lavoratori, quello contro il riarmo e quello per l’ambiente ponendo al centro la questione della riconversione delle spese militari in spese per la tutela della salute pubblica e per una politica attiva dell’occupazione.
Coordinamento No Riarmo
23 luglio 2025
Claudia Benedetti
Giuliano Bertozzini
Giuliana Bertullacelli
Andrea Catone
Mario Eustachio De Bellis
Stefania De Marco
Adriana De Mitri
Amilcare Dondé
Oriana Gamberini
Anna Rosa Garbuglia
Tonia Guerra
Lidia Giannotti
Ivan Guarino
Sandra Carpi Lapi
Alessandro Marescotti
Ida Merello
Margherita Milone
Graziano Montanaro
Pietro Morace
Francesco Perrini
Giorgio Rossi
Renata Vela
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