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L'elogio della pirateria, di Carlo Gubitosa

Girovagando tra gli scaffali ... perle rare

Negli interstizi del pensiero unico emergono vascelli liberi da dogmi e pregiudizi. Autentiche, vere perle contro l'ipocrisia e il perbenismo. Schegge di speranza, porte verso un mondo migliore ...
24 novembre 2005

... negli ultimi tempi per vari motivi mi sono allontanato dalla lettura. Non ho aperto ne sfogliato libri. Ieri mattina, approfittando di alcuni minuti, sono rientrato in una libreria. Girovagando girovagando mi sono imbattuto in due testi che cercavo da diverso tempo. Libri interessanti, tanto quanto importanti gli autori. Un libro era il "viaggiatore leggero" su Alex Langer, l'altro, uscito non più tardi di qualche settimana fa, e' "L'elogio della pirateria" di Carlo Gubitosa. In questi pochi anni passati a camminare su questa terra se c'è una convinzione che ho maturato è quella che nulla è casuale a questo mondo, e penso che anche stavolta sia così. Probabilmente l'elogio della pirateria sarebbe piaciuto ad Alex. Esploratore di nuovi territori, sguardo vigile sul presente volto verso l'avvenire, spirito veramente libero, scevro da pregiudizi e preconcetti ideologici, ne avrebbe apprezzato la lungimiranza e lo spirito libertario, la semplicità e il non essere un preconfezionato biberon pseudointellettuale.
Una abusata quanto inutile dicotomia ottocentesca contrapponeva libertà e eguaglianza, l'una patrimonio del liberalismo borghese, l'altra del socialismo. Testimonianze come quella di Alex e libri come quello di Carlo ci permettono di giungere nel luogo dove l'una non può vivere senza l'altra. Uno dei primi libri che lessi da bambino, e del quale ho ancora un piacevole e nitido ricordo(anche perche' ogni tanto lo rileggo ...) era "Le avventure di Peter Pan". Un passaggio del libro mi ha sempre colpito, quello nel quale l'autore affermava che la mente umana non è disegnabile ne raffigurabile in alcun modo. Ho divorato il libro di Carlo tutto di getto e alla fine l'ho chiuso con rimpianto, avrei voluto continuare nella lettura. Le sue parole prendono per mano il lettore e gli mostrano, come il vecchio della canzone gucciniana, un mondo diverso, pulito, libero, vero. Sono balsamo per la mente umana davanti alla spazzatura e alle pappe pronte quanto malsane che ci vengono propinate ogni giorno. Scriveva in un editoriale su PeaceLink ormai qualche anno fa p. Sesana "uno slogan azzeccato dice che un'altro mondo è possibile. No amici un altro mondo già esiste". E il mondo che persone come Alex hanno costruito con la loro vita e che oggi continua a crescere grazie ai sovversivi, ai libertari che non si arrendono alla transeunte (ir)real(y)t(y)/à quotidiana. Scorrendo le pagine di "L'elogio della pirateria" si apre una porta su questo altro mondo esistente. Un mondo di libertà e eguaglianza, solidarietà e condivisione. Come un vascello la mente naviga, naviga lontano dalle discussioni giornaliere, dai litigi in famiglia, dai compromessi interessati, dall'arroganza, dal perbenismo, dall'ipocrisia, dai benpensanti, dalla prosopopea, da autoelettisi giudici del destino e della vita altrui. È stato un viaggio breve, ma intenso.
Da quando ho avuto la fortuna di conoscere Carlo, cosi' come subito dopo tante altre straordinarie persone, alcune che scrivono anche su PeaceLink, operai di questo luogo straordinario e bellissimo, sono tantissime le cose di cui devo ringraziarlo. Tantissimi doni che mi hanno permesso balzi enormi, che mi hanno aperto la mente e fatto comprendere tantissimo. Ho appreso più dalla sua amicizia in un anno e mezzo che in tantissimi anni di nozionismo scolastico. Da oggi ho un motivo in più per ringraziarlo: la splendida, dolce evasione di ieri sera, nuovi numerosi passi di apertura reale, nuove perle per la mente di questo fanciullo mai cresciuto ...

" perché è venuto ormai il momento di negare
tutto ciò che è falsità, le fedi fatte di abitudine e paura,
una politica che è solo far carriera,
il perbenismo interessato, la dignità fatta di vuoto,
l'ipocrisia di chi sta sempre con la ragione e mai col torto,
è un dio che è morto"
Francesco Guccini - Nomadi, Dio è morto

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