CyberCultura

Blog da licenziamento

La vita del blogger è dura e senza regole

Negli Usa aumentano i blogger licenziati per i loro diari online. Ma le aziende ancora non hanno una policy sull'argomento
23 febbraio 2006
Maria Zuppello (da New York)

Libro imprigionato Le cifre esatte ancora non ci sono ma la voce comincia a girare in rete e off rete in modo sempre più insistente. Per un blog si può perdere il posto di lavoro. A Dover, negli Usa, un reporter del "Weekly Dover Post" è stato licenziato in tronco quando il suo capo ha scoperto sul suo blog dei post cioè dei commenti scritti, relative alll'assassinio di Martin Luther King completamente offensivi per la comunità nera. Sorte identica ma per altri motivi è’ toccata ad una hostess della compagnia Americana Delta che per il suo diario in rete, "Queenofsky", ha posato senza veli.

Più grave il caso di un impiegato della Microsoft, licenziato solo per aver inserito nel suo blog foto di computer Mac comprati proprio dalla Microsoft. Per non parlare poi di Heather Armstrong, che ha perso il suo lavoro di Web design per aver (s)parlato dei suoi colleghi in rete, sul suo blog Dooce.com
Però Heather è passata alla storia, alla storia dei blog ovviamente. Dalla sua esperienza è stato, infatti, coniato un neologismo "to be dooced" che significa più o meno: essere licenziati a causa di un blog. Il proprio.

Insomma, qui negli Usa le aziende cominciano a rendersi conto del fenomeno blog ma solo per arginarlo. Tutto è comunque ancora agli inizi. Una ricerca condotta dalla Society for Human Resource Management lo scorso luglio stima che l'85% delle compagnie americane non ha ancora un regolamento scritto, una policy insomma, per i blog, policy invece diffusissima per l'uso delle email e dell'internet. Eppure solo qui negli Stati Uniti le stime parlano di 8 milioni di blog, un cifra enorme e in crescita. L'Employment Law Alliance, una rete di studi legali molto potente in America, ha commissionato lo scorso mese di gennaio un sondaggio. Su 1000 intervistati solo il 15 per cento dei datori di lavoro ha previsto una policy aziendale. In mancanza di una policy dunque se un'azienda arriva a licenziare un dipendente a causa del suo blog, proprio perché il blog non è disciplinato all'interno del posto di lavoro, è l’azienda che rischia di perdere la causa. E l'Employment Law Alliance ovviamente è dalla parte dei datori di lavoro.

Ma per il lavoratore/blogger? Non è forse, quello di scrivere, un diritto extraziendale e privato (soprattutto se non si blogga nelle ore di lavoro)? Forse, molto semplicemente il blog comincia a far paura per le potenzialità enormi che porta in sé, il fatto cioè che ognuno può diventare editore di se stesso e condividere la sua scrittura con chiunque lo voglia.
La Guerra ai blogger, insomma, è appena cominciata.

Articoli correlati

  • L'era digitale pretende un esercito digitale
    Disarmo
    USA

    L'era digitale pretende un esercito digitale

    Pubblicato il rapporto della commissione statunitense sull'uso dell'intelligenza artificiale in ambito militare
    3 marzo 2021 - Francesco Iannuzzelli
  • In difesa dei nativi americani
    Pace
    Il movimento di opposizione all’Indian Removal Act

    In difesa dei nativi americani

    Jeremiah F. Evarts (1781–1831) era un missionario, riformatore e attivista cristiano per i diritti degli indiani d'America. Si distinse per la difesa dei diritti degli indiani d'America.
    Redazione PeaceLink
  • Per una critica dell’innovazione capitalistica: il lavoro nella catena del valore delle armi
    Disarmo
    La sicurezza degli Stati passa attraverso il controllo capillare del territorio

    Per una critica dell’innovazione capitalistica: il lavoro nella catena del valore delle armi

    La nozione di sviluppo tecnologico è una nozione inscindibile da quella di sviluppo capitalistico, si trattava pertanto di smascherare la presunta neutralità della scienza
    29 marzo 2021 - Rossana De Simone
  • AI - La nuova corsa agli armamenti
    Disarmo
    Intelligenza artificiale e armi autonome

    AI - La nuova corsa agli armamenti

    USA e Cina, e non solo, gareggiano sul fronte pericoloso della delega delle operazioni militari a sistemi autonomi in contesti sempre più complessi, come i combattimenti in volo
    3 dicembre 2020 - Francesco Iannuzzelli
PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.6.39 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)