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E-Vote - primato svizzero

27 settembre 2004 - Tecnomatic Cafè

La Svizzera entra prepotentemente nella storia del voto online. Oggi, oltre 22 mila ginevrini potranno esprimere il loro voto - a partire da un qualunque pc - per quello che può essere definito come il primo referendum nazionale a votazione elettronica del mondo.

Una procedura semplicissima, il proprio numero identificativo da inserire sul sito www.ge.ch/ge-vote e la possibilità di votare comodamente online in tutta sicurezza. Un sistema di sicuro successo, in quanto già sperimentato dagli svizzeri per la prima volta ad Anières (gennaio 2003), nella Repubblica e Cantone di Ginevra, dove i cittadini furono chiamati ad esprimersi se autorizzare o meno un credito municipale per la ristrutturazione di un immobile. Un sistema rodato e "capito" dalla gente, se osserviamo che all'ottimo risultato raggiunto ad Anières (1162 elettori), si è poi aggiunto quello di Cologny (2500 elettori, novembre 2003), Carouge (9100 elettori, aprile 2004) e Meyrin (9200 elettori, giugno 2004). Tappe fondamentali decretate da un successo di partecipazione per questo importante e storico primato.

La chiave del successo svizzero è da ricercarsi nella "comodità" della procedura di voto. La "democrazia diretta" in Svizzera comporta in media anche cinque chiamate annuali alle urne per i cittadini. Questo spiega anche il successo consolidato di un'altra forma di espressione di voto: a Ginevra, ad esempio, il voto postale è utilizzato da circa il 95% degli elettori - cosa che ha permesso di aumentare la partecipazione al voto di circa il 20 % in dieci anni.

L'idea di restituire un diritto importantissimo come quello del voto a chi è impossibilitato a presentarsi materialmente alle urne ha però un paradosso chiamato "digital divide". E' forte il rischio di un incremento del divario digitale fra i cittadini, cioè fra chi è in grado di usare gli strumenti e i canali di comunicazione informatici e chi invece non possiede le necessarie conoscenze. Nel momento in cui l'esercizio dei diritti politici dovesse orientarsi sulle nuove tecnologie, queste persone correrebbero il rischio di trovarsi fortemente svantaggiate e di vedere in pratica limitati i propri diritti.

Il software utilizzato in Svizzera per il voto elettronico è stato sviluppato dal governo stesso ed è sotto copyright. Al momento, si esclude l'utilizzo di un sistema aperto.

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