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Accadde il 12 maggio 2000 al largo della Sicilia

L'incidente al sottomarino a propulsione nucleare Tireless. La risposta del ministro Martino

All'interrogazione del senatore verde Sauro Turroni il governo ha risposto che "non è stata mai segnalata una situazione di emergenza tale da giustificare l'avvio di un'apposita campagna di monitoraggio ambientale dell'area d'interesse".

706a SEDUTA PUBBLICA
RESOCONTO SOMMARIO E STENOGRAFICO
Il sottomarino a propulsione nucleare britannico Tireless


MARTEDI' 30 NOVEMBRE 2004

TURRONI - Al Ministro della difesa - Premesso che:

il 12 maggio 2000 un'avaria al largo della Sicilia ha indotto il sottomarino nucleare britannico Tireless a chiedere l'autorizzazione a dirigersi verso un porto italiano ma a seguito del rifiuto delle autorità italiane di concedere il permesso il sottomarino ha infine attraccato a Gibilterra, dove è rimasto in riparazione fino all'aprile 2001;

il guasto provocò la fuoriuscita in mare del liquido di raffreddamento del reattore e sembra essere stato causato da un difetto strutturale riscontrato su diversi reattori montati a bordo di sottomarini inglesi, dodici dei quali vennero richiamati per controlli e riparazioni pochi mesi dopo l'incidente del Tireless, e per sette di essi vennero effettivamente riscontrate incrinature delle condutture;

tali sottomarini hanno tuttavia ripreso la loro attività entro poco tempo, facendo sorgere molti dubbi circa la serietà e l'efficacia dei controlli effettuati;

secondo la ricostruzione dell'incidente contenuta nel documentario "The Loch long monster" del noto regista inglese Ken Loach, proiettato nei giorni scorsi nell'ambito della rassegna "Cinemambiente" in corso a Torino, l'incidente accaduto al Tireless fu in realtà molto più grave di quanto inizialmente sostenuto dalle autorità ed avrebbe potuto innescare la fusione del nocciolo del reattore, con conseguenze imprevedibili;

in particolare, secondo tale ricostruzione, operata anche con l'ausilio degli ambientalisti britannici , che si sono occupati per anni della vicenda, emerse un grave difetto nelle saldature del sistema di raffreddamento del sottomarino;

il reattore del Tireless, contrariamente alla prima versione ufficiale, sarebbe stato riavviato dopo l'avaria, determinando così il riversamento in mare di materiale radioattivo durante le successive 36 ore,

si chiede di sapere:

se risulti a quale distanza dalle coste della Sicilia avvenne esattamente l'incidente del sottomarino nucleare Tireless, se corrisponda al vero che le autorità italiane negarono l'attracco dopo il guasto e quanto liquido radioattivo venne riversato nelle acque italiane;

quali informazioni il Ministro in indirizzo abbia acquisito presso le autorità britanniche e spagnole, al fine di accertare le effettive cause tecniche e le conseguenze ambientali dell'incidente in questione;

se corrisponda al vero che il guasto sia avvenuto a poca distanza dalla costa della Sicilia e che il reattore, inizialmente disattivato, sia poi stato rimesso in funzione, causando la perdita di liquido pericoloso in mare;

se corrisponda al vero il fatto che l'iniziale versione delle autorità sull'entità dell'incidente avesse sottovalutato l'entità del guasto e sottaciuto la perdita di liquido radioattivo;

se e quali accertamenti siano stati operati sullo stato dell'ecosistema marino e della biodiversità dopo che l'incidente venne reso noto, e in particolare se siano stati effettuati analisi e campionamenti delle acque;

se e quali iniziative siano state assunte presso le autorità inglesi al fine di accertare la messa in sicurezza dei sommergibili nucleari inglesi richiamati dopo l'incidente del Tireless e poi rimessi in attività;

se non si ritenga opportuno, in assenza di elementi certi, vietarne la circolazione e l'attracco nei porti italiani.

(4-07786)

Senato, resoconto della seduta N. 775 del 07/04/2005
Risposta dell'on. Prof. Antonio MARTINO, Ministro della difesa

Risposta scritta pubblicata nel fascicolo n. 150
all'Interrogazione 4-07786 presentata da TURRONI

Risposta. ­ In merito all'evento del 12 maggio 2000 che ha visto coinvolto il sottomarino nucleare britannico «Tireless», l'Ufficio di rappresentanza militare presso l'Ambasciata Italiana a Londra, ha comunicato che tale unità ha subito un'avaria determinata da una perdita nel circuito di raffreddamento, per una saldatura difettosa.

A tal riguardo si precisa che l'evento in questione non è avvenuto nelle acque territoriali e, quindi, non si è in possesso di elementi di cognizione in merito alla zona in cui si è verificato tale inconveniente.
Inoltre, non risulta che le Autorità britanniche abbiano mai avanzato richiesta di autorizzazione all'ingresso in un porto italiano del «Tireless», né, pertanto, che tale ingresso sia stato negato.
La suddetta Ambasciata ha reso noto, altresì, che a seguito del problema tecnico in argomento, è stata sospesa l'attività di tutti i 7 sottomarini «classe Trafalgar» ­cui il «Tireless» appartiene ­ e delle 5 unità della «classe Swiftsuree», proprio allo scopo di accertare eventuali difetti costruttivi delle stesse unità.

Quanto alla problematica della sicurezza, si precisa che i sottomarini nucleari britannici ed i loro reattori sono stati progettati e realizzati in conformità alle rigorose normative nazionalli ed internazionali di sicurezza, così come previsto dalla legislazione britannica.
Conseguentemente, la probabilità di un incidente nucleare a bordo di un sottomarino britannico, tale da poter determinare un rilascio di sostanze radioattive, è estremamente remota.
Peraltro, coerentemente con le raccomandazioni della Commissione Internazionale per la Protezione Radiologica, il piano britannico per la risposta ad incidenti nucleari ipotizza l'intera gamma di scenari di potenziali incidenti in aderenza alle disposizioni recate dal «Nuclear Accident Responsee» (NAR).
In ultimo, in merito alla ventilata ipotesi di pericolo di contaminazione delle coste siciliane conseguente all'episodio in parola, il Dicastero dell'ambiente e per la tutela del territorio ha precisato che:

- non è stata mai segnalata una situazione di emergenza tale da giustificare l'avvio di un'apposita campagna di monitoraggio ambientale dell'area d'interesse;

-­ non è mai pervenuta alcuna indicazione in ordine alla rilevazione di dati di contaminazione nucleare marina, riguardanti la Sicilia negli ultimi quattro anni.

Tuttavia, proprio a conferma dell'attenzione che il Governo pone al tema della tutela ambientale, sono state interessate l'Agenzia per la Protezione dell'Ambiente e per i Servizi Tecnici (APAT) e l'Agenzia Regionale Protezione Ambiente (ARPA) Sicilia, in merito all'opportunità o meno di avviare un'attività di monitoraggio.

Il Ministro della difesa

Martino

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