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casi F-35 e M346

Alta tensione fra Italia e India: il caso AgustaWestland-Finmeccanica

i costi di sostentamento, il consumo di carburante o di energia, la manutenzione, la sostituzione e l’aggiornamento delle attrezzature o parti, il materiale di consumo e lo smaltimento, risultano superiori al costo dell’acquisizione del sistema d’ama
25 marzo 2013 - Rossana De Simone

e book

(piccolo contributo al Forum "armi, guerre, territorio che si terrà il 1 e il 2 giugno presso il castello dei Comboniani a Venegono Superiore-VA)

Vi sono due dossier in sospeso che spiegano l'attuale tensione nelle relazioni tra Italia ed India, il primo riguarda l'acquisto da parte indiana degli elicotteri di AgustaWestland-Finmeccanica a colpi di tangenti, il secondo risale al grave incidente accaduto nel febbraio 2012, quando due militari italiani uccisero due pescatori indiani scambiandoli per dei pirati.

La magistratura italiana inizia a indagare nel caso AgustaWestland nel 2011 in adempimento di un obbligo internazionale, ma è probabile che l’attenzione sia stata fortemente rafforzata dal sospetto che una parte non secondaria di quella tangente, sia rientrata in Italia e da lì abbia alimentato circuiti politico-mediatici tanto oscuri quanto illeciti. Il 15 febbraio 2012 la petroliera Erica Lexie viene coinvolta in una sparatoria al largo delle coste del Kerala, l’Italia sostiene che il fatto sia avvenuto in acque internazionali, l’India in acque indiane. In entrambi i casi il tema prima ancora che internazionale, si fa locale, perché sono due repubbliche in cui la corruzione incide per centinaia di milioni l’anno, con governi e magistrature che scontano ritardi, incongruenze e rimandi.
Il dato politico che permea i due casi è l’indisponibilità iniziale dei due paesi a mettere in comune i rispettivi dossier: l’India nega quello inerente il risultati dell’inchiesta aperta dalla magistratura, l’Italia quello che riguarda AgustaWestland-Finmeccanica.

Per capire meglio cosa è accaduto durante il periodo intercorso fra la gara per 12 elicotteri VIP per il governo di Nuova Delhi (2002), e la firma del contratto con AgustaWestland Uk-Finmeccanica (2010), è utile saperne come sono trattate le relazioni industriali internazionali e quale struttura organizzativa sia stata scelta per gruppo che ha vari stabilimenti nel mondo.
Alla fine degli anni’90 Agusta S.p.a., società partecipata di Finmeccanica dal 1994, decide di avviare un’alleanza strategica con la britannica Westland Aircraft Ltd, già partner nel programma EH101, un elicottero progettato su specifiche delle Marine Italiana e Britannica e sviluppato nelle tre versioni “Naval” (per operazioni navali), “Utility” (per trasporto tattico e logistico) e “Civil” (per trasporto passeggeri e missioni di ricerca e soccorso).

Dopo gli accordi siglati fra i rispettivi azionisti Finmeccanica e GKN dell'aprile del 1999, la joint venture paritetica AgustaWestland viene costituita nel luglio 2000 e diventa operativa il 1° gennaio 2001. Nel 2004 Finmeccanica si assicura l’intera proprietà.
Nel documento “Relazioni industriali e risorse umane” si legge che AgustaWestland conta a livello internazionale circa quattordicimila dipendenti di cui poco meno di seimila in Italia – suddivisi in una decina di unità produttive – circa tremilacinquecento in Inghilterra ed altrettanti in Polonia, poco più di cinquecento negli USA e la parte restante distribuita in varie sedi internazionali.
A fronte di tale struttura decentrata, l’azienda ha provveduto a istituire un comitato aziendale europeo, ed una procedura per l’informazione e la consultazione dei lavoratori nelle imprese e nei gruppi di imprese di dimensioni comunitarie.
www.bollettinoadapt.it/site/home/.../documento19872.html

Oltre all’aspetto puramente sindacale-industriale, è necessario sapere che AgustaWestland si muove secondo un modello di azienda organizzata a rete il cui obiettivo è trasformare gli stabilimenti in veri e propri centri di eccellenza, sebbene centralizzati come unica azienda.
Come si vedrà nel seguito dell’articolo, il contratto fra il Ministero della Difesa Indiano e Finmeccanica, è stato sottoscritto da AgustaWestland UK in quanto gli AW101 Merlin (EH101) vengono prodotti nella ditta con sede Yeovil. Questo significa che la focalizzazione sui mercati agisce attraverso unità di business dedicate con una piena responsabilità sugli stessi.

Infatti Ray Edwards, Managing Director AgustaWestland, a seguito della notizia di una cancellazione della commessa indiana, si è mostrato preoccupato perché gli AW101 sono in fase di costruzione in fabbrica. http://mobile.defensenews.com/article/302190019
Dopo le accuse di corruzione nella offerta, che ha visto l’arresto dell’ex presidente e amministratore delegato di Finmeccanica Giuseppe Orsi, allora amministratore delegato di AgustaWestland. e Bruno Spagnolini suo successore presso l’azienda, Raymond Edwards ha scritto una lettera in cui afferma che le accuse di corruzione sono basate su notizie infondate e altri rapporti dei media, e che le indagini italiane sono in una "fase pre-processuale" che significa che l’accusa non è stata ancora accertata in tribunale. http://www.ndtv.com/article/india/vvip-chopper-scandal-in-letter-agustawestland-lists-why-deal-can-t-be-cancelled-335182

La vicenda della gara d’appalto per gli elicotteri AW-101 nella versione per il trasporto VIP nasce con delle anomalie già nel 2002 quando alla selezione parteciparono l’EH101 (AW101), Eurocopter EC225 francese e Mil Mi-172 russo, ma, essendo uno dei requisiti operativi la certificazione per l'elicottero di poter operare un'altitudine di 6000 metri, AgustaWestland viene stata lasciata fuori. Nel 2003 tale requisito scende a quota 4500 metri e fra il 2005 e il 2006 la sua modifica viene accettata. Sempre nel 2006 la quantità degli elicotteri viene alzata da 8 a 12 e il contratto viene inserito nella categoria “Buy” con il 30% di offset. La valutazione dei velivoli non viene effettuata in terra indiana (altra anomalia) ma nel Regno Unito nel 2007, e fra il settembre 2008 e gennaio 2009 il CNC (Comitato negoziazione contratti) inizia le discussioni con il fornitore degli AW101, raccomandando la conclusione del contratto ad un prezzo negoziato di Euro 556.262.000. In una riunione del gennaio 2010 il Comitato governativo per la sicurezza esamina e approva la proposta. Infine il Ministero della Difesa conclude il contratto per la fornitura di 12 elicotteri AW-101 VVIP con AgustaWestland Regno Unito e Finmeccanica nel febbraio 2010.

Per l’affare tangenti con Giuseppe Orsi vengono arrestati anche due cittadini svizzeri, Guido Haschke e il suo socio Carlo Gerosa (titolari di Ids India, Ids Tunisia e Ids Aeromatrix.) http://www.ndtv.com/article/cheat-sheet/vvip-chopper-scam-how-bribes-may-have-been-routed-to-india-331356 , come intermediari di Finmeccanica.
Secondo l’accusa per la vendita degli elicotteri fu pagata una tangente da 51 milioni di euro.
Accanto ai due intermediari ne compare un terzo misterioso, Christian Michel (titolare della Global Service Fze con sede a Dubai e consulente di AgustaWestland), il cui padre Michael Wolfgang, aveva interessi enormi economici enormi in India, e da cui ha ereditato numerevoli contatti commerciali e politici nel corso degli ultimi dieci anni. http://eventiquattro.ilsole24ore.com/eventi-e-altro/management-e-hr/notizie/2013/02/20/riciclaggio-la-mappa-delle-consulen.aspx

Stando ai documenti del tribunale italiano, il signor Michel, come consulente per AgustaWestland, aveva "promesso e incanalato in modo efficace attraverso i fratelli Juli Tyagi, Docsa Tyagi e Sandeep Tyagi, somme di denaro il cui importo totale non è stato interamente quantificato, al cugino Tyagi Sashi, capo della Indian Air Force dal 2004-2007 [...] al fine di realizzare e per aver effettuato un atto contrario al suo dovere d'ufficio” (la necessità che gli elicotteri fossero in grado di volare ad un'altitudine di 6.000 metri è stata successivamente ridotta a 4.500 metri per favorire gli AW101). http://www.telegraph.co.uk/news/uknews/9871650/Agusta-Westland-British-middleman-Christian-Michel-and-a-deal-for-Indias-helicopters.html
In un articolo apparso su Business Standard, funzionari del ministero della difesa hanno ammesso che ci sono state violazioni nei recenti contratti. Violazioni ci sonovstate con il MiG-29 russo, con il C-17 statunitense e con gli AW101 italiani. Le violazioni intervengono fra il fornitore e la sezione acquisizioni del MoD, in quanto entrambi vedono nella rigorosa applicazione delle norme di offset uno ostacolo scomodo. Per quanto riguarda gli AW-101, AgustaWestland avrebbe violato le disposizioni presenti nella procedura per gli appalti pubblici della difesa. Il Defence Procurement Procedure non permette l’acquisto di aerei civili, ma IAF (Indian Air Force) aveva detto che questi elicotteri erano in sua dotazione. Inoltre non sono ammessi offset indiretti (cioè spese non-difesa) più altri offset come ad esempio le spese di partecipazione alle riunioni del comitato di progetto. I funzionari MoD hanno rilevato che il Comptroller and Auditor General (CAG) non ha controllato gli offset, anche se il Ministero della Difesa aveva rivelato che nel 2009 già 8.000 crore per le compensazioni erano stati finalizzati. C’è da annotare che i fornitori esteri hanno sempre resistito agli offset da quando sono stati imposti nel DPP del 2005, sostenendo che l'industria indiana è in grado di produrre materiali per la difesa nelle quantità necessarie, e che le difficoltà dovute alle correzioni procurano uno stallo nei programmi militari di modernizzazione dell'India. Il Ministero della Difesa ha risposto diluendo le norme offset, l'ultimo DPP-2011 permette ai fornitori di usare offset anche nel settore aerospaziale civile, la sicurezza interna e la formazione. http://www.business-standard.com/article/economy-policy/mod-flouts-offset-rules-favours-foreign-vendors-111090100004_1.html
Nel contratto firmato con il Ministero della Difesa indiano, AgustaWestland del Regno Unito e Finmeccanica, sono incluse delle disposizioni specifiche contro la corruzione e l'uso di influenza indebita. In particolare l’articolo 22 del contratto contiene una clausola che consente al 'compratore' di risolvere il contratto con il 'venditore' e recuperare da lui l'importo di eventuali perdite derivanti da tale annullamento. Nell’articolo 23 il venditore deve confermare e dichiarare di non aver impegnato un qualsiasi individuo o impresa allo scopo di intercedere o facilitare l'aggiudicazione dell'appalto, e di non aver versato alcun importo. Questa clausola dà diritto al 'compratore' di prendere in considerazione la risoluzione del contratto. In aggiunta a queste disposizioni è stato firmato anche un Patto di Integrità con il governo che impegna l'offerente ad adottare tutte le misure necessarie per prevenire la corruzione in qualsiasi fase della gara o durante qualsiasi fase di pre-contratto o post-contratto. Il Consiglio di Acquisizione della difesa aveva infatti iscritto il contratto sotto la categoria di acquisizione e tasso compensativo “buy” con un 30% in offset nel 2006.
Nella categoria Buy le richieste di appalto coinvolgono esclusivamente fornitori indiani, i cui prodotti devono necessariamente includere un livello minimo di contenuto domestico pari al 30% nel caso in cui i sistemi siano in parte prodotti da sub fornitori esteri ma integrati da un fornitore indiano. Pertanto, non si ricorre direttamente al fornitore estero per l’intero sistema.
Nell’inchiesta italiana si è rilevato che le transizioni fra AgustaWestland, Ids India e Aeromatrix erano iniziate nel 2007. L'accusa ipotizza che le due società avrebbero fatturato ad Agusta qualcosa come 21 milioni di euro per software destinati a visori tridimensionali montabili su alcuni modelli di elicotteri. Per il pm e per il gip quelle fatture sarebbero fasulle o, quantomeno, gonfiate a dismisura.

AgustaWestland-Tata

Se l’ipotesi di inserire Finmeccanica nella lista nera si realizzasse, come dichiarato dal ministro della difesa AK Antony, non solo si avrebbe l’annullamento della commessa, ma anche la joint venture sottoscritta con l’indiana Tata Sons nel 2010, la Rotorcraft Limited (IRL), istituita per stabilire una linea di assemblaggio per gli elicotteri AW-119 destinati sia per la difesa sia per il civile in India e all'estero, potrebbe subire conseguenze negative. http://articles.economictimes.indiatimes.com/2013-02-15/news/37119281_1_agusta-westland-agustawestland-aw-119
“Nessuno verrà risparmiato, qualunque siano le conseguenze”, ha ammonito il ministro della difesa AK Antony, spiegando che il Central Bureau of Investigation sta indagando sul caso delle tangenti per 51 milioni di euro e che dovrà presentare al più presto un primo rapporto: “Una volta ottenuto il rapporto preliminare del CBI, adotteremo le misure più severe contro chi sarà trovato colpevole, che potranno includere la cancellazione dell’accordo”. Tuttavia bisogna ricordare che tre dei principali responsabili indiani del controverso accordo godono dell’immunità parlamentare perché nel 2005, quando il bando di gara si è ultimato con la scelta degli AW101, il ministro della Difesa era Pranab Mukherjee, Bharat Vir Wanchoo era direttore SPG (Special Protection Group) e Narayanan MK era consigliere della sicurezza nazionale, mentre oggi sono il primo Presidente dell’India, e gli altri due governatori di Goa e del Bengala. http://ibnlive.in.com/news/agustawestland-deal-cbi-may-quiz-goa-governor-wanchoo/377564-3.html

A complicare la situazione il canale NDTV nel febbraio 2013 ha dato la notizia che AgustaWestland era coinvolta in un altro scandalo. Questa volta l’accordo riguardava la fornitura di elicotteri AW119 per la polizia di Delhi. L’accordo prevedeva una percentuale per una intermediazione del cinque per cento sugli elicotteri e del quindici per cento sulle parti, in totale il diciotto per cento del valore dell’appalto, con la Ganton Ltd che ha sede a New York, nonostante che in India sia espressamente vietato questo tipo di accordo per favorire le forniture statali. L’uomo d’affari sarebbe il trafficante d’armi Abhishek Verma, già incarcerato in India per presunte violazioni della legge sul segreto d’ufficio e indagato per riciclaggio dalla magistratura di Nuova Delhi, in relazione al denaro incassato per intermediazioni con altre aziende produttrici di componenti di armi. Il contratto sarebbe stato firmato nell'agosto del 2009, ma poi non andato in porto. http://economictimes.indiatimes.com/topic/Edmond-Kiraz

In relazione alle controversie sull’accordo, e per ottenere i documenti sul presunto pagamento, due membri del Central Bureau of Investigation (CBI) si sono appellati alla Convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione (UNCAC), in quanto le autorità italiane avevano respinto la richiesta della CBI di condividere documenti certificati relativi al caso. L’Italia ha ratificato la Convenzione nel mese di ottobre 2009 mentre il governo indiano nel maggio 2011. L'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato la convenzione con una risoluzione nel 2003 ed è entrata in vigore nel dicembre 2005. .
http://www.ndtv.com/article/india/full-text-statement-by-defence-ministry-on-acquisition-of-agustawestland-vvip-choppers-330886

Nel marzo 2013 gli uffici di Finmeccanica e AgustaWestland a New Delhi sono stati perquisiti dalla polizia criminale indiana (Cbi), e le autorità indiane hanno formalizzato una denuncia contro il gruppo per complotto e frode. La denuncia riguarda 12 persone e quattro società, mentre perquisizioni sono state ordinate in 14 differenti luoghi di New Delhi, della sua provincia e di Chandigarh. "E' stata formalizzata una denuncia sulla vicenda degli elicotteri AW-101 in base alla sezione 120 e 420 del Codice penale indiano e alla Legge sulla prevenzione della corruzione. L'accusa riguarda quattro società e 12 persone, tra cui l'ex capo dell'aviazione militare indiana (S.P.Tyagi). In base alla denuncia, sono state disposte perquisizioni in 14 località".
Intanto in un vertice a Palazzo di Giustizia di Milano tra il procuratore di Busto Arsizio, Eugenio Fusco, e quelli di Napoli che si occupano delle varie inchieste su Finmeccanica, si è fatto il punto sui vari filoni di inchiesta dopo che, nelle settimane scorse, i giudici del tribunale del riesame di Milano avevano respinto la richiesta di scarcerazione presentata da Orsi.

Quando per la prima volta il ministero della Difesa indiano ha introdotto fra le pratiche contrattuali l’accordo di offset (compensazioni industriali o partecipazioni industriali), come parte della procedura per gli appalti pubblici della difesa nell'acquisto di sistemi di difesa superiori a circa 66 milioni di dollari, questo sembrava un modo intelligente di comprare armi.
Ciò derivava dalla considerazione che quando le nazioni comprano equipaggiamenti per la difesa i costi di sostentamento, il consumo di carburante o di energia, la manutenzione, la sostituzione e l’aggiornamento delle attrezzature o parti, il materiale di consumo e lo smaltimento, risultano superiori al costo dell’acquisizione del sistema d’ama. Dunque se si considera che circa il 70% degli equipaggiamenti militari indiani deriva dalle importazioni, il ruolo degli investimenti diretti dall’estero appare sempre più determinante, in quanto permetterebbe al settore industriale di raggiungere adeguati livelli di autonomia e autosufficienza tali da affrancare il paese dall’approvvigionamento estero, strada quasi del tutto obbligata a causa dell’assenza di una solida base tecnologia. Le ambizioni indiane, di fatto, puntano al conseguimento di una maggiore indipendenza strategica nella produzione di armamenti e all’incremento della propria competitività
come potenza commerciale, ritagliandosi una buona fetta del mercato dell’export (nel 2007 il valore delle esportazioni era di soli 100 milioni di dollari). New Delhi, inoltre, punta a sostituire la gran parte dei sistemi d’arma esistenti, considerati ormai obsoleti e arretrati tecnologicamente.
La crescita infatti nel settore della difesa indiano è in aumento, e gli Stati Uniti, Russia, Israele e Francia spingono per aprirsi uno spazio di primo piano nella modernizzazione delle forze armate della nazione del sud asiatico. Il bilancio della difesa indiano prevede di toccare 50 miliardi di dollari a partire 1 aprile 2013, e la maggior parte della spesa andrà a piattaforme aeree nel breve termine superando i 15 miliardi di dollari i prossimi due anni.
Dal 2005 ad oggi, ossia dall’introduzione delle clausole compensative nelle procedure di procurement, sono stati firmati 17 contratti di offset per un valore complessivo superiore ai 4 miliardi di dollari. Il settore dell’aeronautica è quello che più ha beneficiato dalle compensazioni industriali: nello specifico la Hindustan Aeronautics Limited (HAL) e la Bharat Electronics Limited (BEL) costituiscono le due DPSUs che hanno ottenuto il maggior numero di contratti contenenti le compensazioni industriali. Vi sono poi aziende focalizzate sulla componentistica e sulla fabbricazione intermedia specializzate nella produzione di specifici materiali e/o attrezzature:
alcune società del gruppo Tata fabbricano missili e lanciarazzi, realizzano strumenti elettronici e software, componenti in composito e servizi intermedi per applicazioni aerospaziali e difesa; Mahindra Defence Systems fornisce veicoli leggeri, simulatori di sistemi d’arma e mine; Larsen & Toubro provvede alla progettazione, sviluppo e produzione di sistemi missilistici, elettronica e sistemi di ingegneria navale.
Nella tabella sui casi di offset finalizzati (2005-2010) si può vedere che l’acquisto degli elicotteri AgustaWestland avrebbe dovuto realizzare 1268 in cr a fronte di un contratto con valore totale di 4227 cr. (cr sta per crore ed è un'unità del sistema di numerazione indiano per cui sarebbero circa 600 milioni per circa 180 milioni di euro) http://idsa.in/system/files/5_3_SNMisra.pdf

Le compensazioni industriali o offset sono un argomento che le aziende militari usano per stimolare uno Stato sovrano ad acquistare i propri prodotti, e dunque tale attività è esposta a fenomeni di corruzione. Anche l’Italia si sta muovendo in questa direzione come forma di opportunità commerciale e rilancio industriale. In Italia non esiste una legge sugli offset e sulle partecipazioni industriali legate agli approvvigionamenti militari italiani e nemmeno programmi ufficiali di offset. La posizione ufficiale è che l'Italia non ha una politica generale di compensazioni industriali ma solo una politica particolare, “ad hoc”. In realtà gli offset esistono anche in Italia, e sono parte di una politica di cooperazione industriale militare, come dimostra il fatto che i dati sulle politiche di
offset praticate dall’Italia siano pubblicate negli USA e in Unione Europea. Gli offset italiani sono controllati dalla Direzione Generale degli Armamenti, sotto il Segretario Generale della Difesa, che risponde al Ministro della Difesa. Di fatto la soglia di attivazione degli offset è di 5 milioni di Euro e la richiesta minima è del 70%, ma generalmente arriva al 100%. Il moltiplicatore più alto è 3. La preferenza strategica è l'export dell'industria della difesa italiana.
www.emmeplus.eu/index.php?r=news/default/download&id=100

Si posso fare due esempi di casi più o meno di questo genere. Il primo riguarda il programma F-35.
In genere nei programmi di collaborazione internazionale (come nel caso Eurofighter, Regno Unito, Germania, Italia e Spagna) il principio è quello del “ritorno geografico”, gli offsets invece sono associati all’importazione di equipaggiamenti stranieri per cui il paese acquirente chiede al paese fornitore di intraprendere attività economiche per “compensare” tale acquisizione.
Per il programma F-35 si sarebbero eliminati gli offsets sostituendoli con il concetto di “best value for money”, ma in ogni caso sono i primi contractors americani a gestire il rapporto con gli altri produttori. In realtà tale progetto è semplicemente un programma internazionale a guida americana, che soddisfa soltanto il ritorno economico delle aziende interessate senza che vi siano ricadute tecnologiche nelle stesse e nei Paesi interessati, e quello strategico di un coinvolgimento attivo alle politiche americane.
Il secondo esempio è dato dall’addestratore M-346 di AleniaAermacchi, configurabile anche per ruoli operativi come velivolo da difesa avanzato a costi contenuti (Affordable Advanced Defence Aircraft). L’accordo siglato con Israele per 30 addestratori M-346 ha un valore complessivo di 1 miliardo di dollari e prevede un offset del 100%, in quanto impegna il nostro Paese ad acquistare prodotti israeliani della Difesa per un valore equivalente all’ammontare dell’acquisizione israeliana. La IAI (Israel Aerospace Industries) fornirà infatti all’Aviazione italiana un pacchetto comprensivo di due business jet Gulfstream 550 CAEW (Conformal Airborne Early Warning and Control Systems), Ground Support Systems e supporto logistico per un totale di 750 milioni di dollari. All’interno dell’accordo quadro, la IAI ha siglato un ulteriore contratto con Telespazio per la fornitura di un satellite per telerilevamento alla compagnia italiana, il cui valore è di 182 milioni di dollari.

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