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Test nucleari, sorveglianza e disarmo

la scommessa principale è quella di dotarsi di mezzi capaci di monitorare la proliferazione nucleare nel mondo
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The road

Sembrerà strano parlare ancora di armi nucleari in un periodo in cui si discute tanto di nuove tecnologie militari, veicoli aerei senza equipaggio, armi ad energia diretta, robot autonomi e armi informatiche, armi che sfidano le leggi internazionali di guerra, il primato dello Stato e i limiti geografici della guerra, eppure non bisogna dimenticare che in occidente le armi nucleari statunitensi sono ancora viste come un contributo alla deterrenza, a sostegno dell'articolo 5 del Trattato Nord Atlantico.

Per la sesta volta in Virginia si terrà dall’11 al 14 febbraio il summit sulla deterrenza nucleare http://deterrencesummit.com/ che raccoglie leader americani e internazionali, esperti e dirigenti del settore nel campo della deterrenza. La discussione andrà dalla gestione del complesso di armi nucleari degli Stati Uniti alla sicurezza delle scorte, dai negoziati sul controllo degli armamenti alla politica strategica. “Se siete coinvolti in ogni aspetto del complesso delle armi nucleari degli Stati Uniti, dalle forze strategiche o dalla politica sulle armi nucleari degli Stati Uniti, questo è un evento che non ci si può permettere di perdere”. Più a sud, sempre a febbraio, il 13 e il 14 a Nayarit in Messico, ci sarà un convegno sulle conseguenze umanitarie delle armi nucleari http://www.sre.gob.mx/en/index.php/humanimpact-nayarit-2014

Sebbene non si conosca il numero esatto di armi nucleari perché viene tenuto segreto dai vari paesi, e nonostante vi siano state significative riduzioni nelle forze nucleari in particolare di USA e Russia, tutti gli Stati dotati di armi nucleari continuano a modernizzare le loro restanti forze nucleari e sono impegnati a mantenerle per un futuro indefinito.

In Italia la presenza di ordigni nucleari tattici B61 è stata oggetto di più interpellanze parlamentari, anche a proposito del caccia F-35 che dovrebbe sostituire il Tornado nel caso di un loro trasporto, ed è stata confermata sulla base della “necessità per l’Alleanza di avere una gamma completa di capacità di difesa e deterrenza, convenzionali, antimissile e nucleari, avendo riconosciuto, in piena sintonia con la posizione espressa dal Presidente Obama a Praga il 5 aprile 2009, che finché ci saranno le armi nucleari, l’Alleanza dovrà mantenere una sua capacità di deterrenza analoga” (Sottosegretario Gioacchino Afano, IV Commissione difesa, 30 maggio 2013)
Precedentemente nel 2005 Elettra Deiana, a proposito della presunta presenza di ordigni nucleari sul territorio italiano, così rispondeva al Sottosegretario per la difesa Giuseppe Drago “Lei ci ha confermato la presenza del nucleare in Italia - lo ripeto - nelle basi di Ghedi e di Aviano, e ci ha illustrato gli elementi di sicurezza che sarebbero connessi a tale presenza in ragione del fatto che per quarant'anni (non so quanti ne ha ricordati) non è successo nulla. Ringraziamo il cielo che non sia accaduto nulla!”
http://legxiv.camera.it/chiosco.asp?cp=2&position=Deputati\Schede%20Deputati&content=/_dati/leg14/lavori/stenografici/framevar.asp?sedpag=Sed600/s040.htm

"Davvero bel lavoro", ha detto Justine Johannes, Senior Manager of Materials Synthesis and Processing del laboratorio Sandia Corporation, una società Lockheed Martin, che lavora per il Dipartimento dell'Energia degli Stati Uniti.
Si riferiva al risultato della prova d’urto della bomba penetrante nucleare B61-11, effettuata senza i suoi componenti nucleari. Il test, primo in sette anni, doveva valutare le prestazioni del sistema quando va a sbattere contro il bersaglio anche in condizioni peggiori. Altri test di laboratorio esaminano i segni dell’invecchiamento dei componenti e materiali sottoponendoli ripetutamente a una vasta gamma di condizioni. Il pacchetto nucleare, rimosso da Sandia Corporation prima delle prove, viene studiato separatamente dal laboratorio di ricerca Lawrence Livermore National.
https://share.sandia.gov/news/resources/news_releases/b61_test/#.Uvnjxs6wS3M

Nello stesso mese US Air Force dichiarava che 92 funzionari che sovrintendono i missili balistici intercontinentali (ICBM), lanciati da installazioni terrestri della base militare in Montana, sono rimasti coinvolti in uno scandalo per imbrogli effettuati sui test individuali e per possesso illegale di droga. Per il Pentagono è importante sapere che la fine della guerra fredda non abbia sminuito la percezione che gli ufficiali hanno sulla rilevanza della forza nucleare, per cui si preoccupa che chi lavora nelle basi missilistiche del Montana, North Dakota e Wyoming (in totale 450 ICBM), sia moralmente e professionalmente idoneo. Le prove in questione servono per garantire le competenze degli ufficiali nella gestione degli ordini in caso di emergenza, che comportano il rispetto della catena di comando per lanciare un missile.
La truffa, che è stata scoperta dagli investigatori che cercano il possesso di droga, ha fatto emergere che gli ufficiali sono coinvolti in un clima di stress e paura dovuti anche alla routine spesso noiosa provocata dall’esecuzione dei protocolli di lancio. Di fatto un ufficiale aveva le risposte al test di abilità sul suo cellulare e le ha mandate ai commilitoni, mentre tredici funzionari sono stati trovati in possesso di droga. Deborah Lee James, Segretario dell’Air Force, al ritorno dalla visita nella base, ha dichiarato che esistono problemi sistemici "Paura per il futuro. Paura sulle promozioni. Paura di ciò che accadrà a loro nella loro carriera." Preso atto del risultato dell’inchiesta, il Segretario alla Difesa Chuck Hagel ha ordinato una revisione radicale della forza nucleare.
Già nel 2008 l'allora segretario alla difesa Robert Gates aveva deciso di licenziare il capo della Air Force dopo una serie di incidenti riguardanti le armi atomiche.
http://www.theguardian.com/world/2013/oct/25/eric-schlosser-nuclear-weapons-command-control
L'Air Force dispone di 450 missili balistici intercontinentali in allerta in ogni momento, e ogni giorno 90 agenti lavorano in coppia a turno all'interno dei centri di controllo sotterranei.
http://www.washingtonpost.com/world/national-security/officials-92-air-force-officers-involved-in-test-cheating-scandal/2014/01/30/ddfd6db2-89d6-11e3-833c-33098f9e5267_story.html

Lo studio del Pentagono “Assessment of Nuclear Monitoring and Verification Technologies”
ha concluso che le agenzie di intelligence americana non sono "ancora organizzate o attrezzate" per rilevare lo sviluppo delle armi nucleari o il dilagare degli arsenali esistenti.
La relazione, che serve al Presidente Obama per quando sarà presente al Vertice sulla Sicurezza Nucleare che si terrà all'Aia il 24 e 25 marzo 2014 https://www.nss2014.com/en , ha confermato che la scommessa principale è quella di dotarsi di mezzi capaci di monitorare la proliferazione nucleare nel mondo. "Una delle priorità delle amministrazioni successive è contrastare la proliferazione ma c'è poca coerenza su cosa devono fare le agenzie ad per andare avanti”.
http://www.acq.osd.mil/dsb/reports/NuclearMonitoringAndVerificationTechnologies.pdf

Il problema allora non è tanto il disarmo atomico, ma il controllo degli Stati dotati di capacità nucleare.

 

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