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No NATO, No Guerre: presidio presso la Base del “Headquarters Nato Rapid Deployable Corps Italy”

26 ottobre 2018 - Rossana De Simone

In un periodo in cui si prospetta il ritorno agli euromissili che può trascinare l’Europa ad una seconda crisi, la prima è durata dal 1977 al 1983, l’ex presidente dell’Unione Sovietica, Mikhail Gorbaciov Gorbaciov, si augura che gli alleati degli Stati Uniti “dopo sobria riflessione, rifiutino di trasformarsi in rampe di lancio per i nuovi missili statunitensi e che le Nazioni Unite intraprendano azioni responsabili per arrestare l’aumento della tensione su scala globale”. Ed è proprio perché si annuncia una situazione caotica per la sicurezza europea, che sono importanti iniziative come quella del Forum contro la guerra che ha indetto per il 27.10.18 un presidio a Solbiate Olona davanti alla caserma NATO di Solbiate Olona http://www.forumcontrolaguerra.org/2018/10/06/no-nato-no-guerre-il-27-10-18-presidio-a-solbiate-olona/

Sebbene diversi documenti di pianificazione strategica pubblicati a Washington hanno apertamente preso di mira la Russia e la Cina come "grandi potenze rivali", il presidente Trump è disposto a negoziare una eventuale uscita del trattato FNI del 1987 siglato l’8 dicembre del 1987 dal Presidente Reagan e dal leader russo Gorbaciov (che riguarda quasi esclusivamente la situazione europea, anche se è di applicazione globale) con Cina e Russia, intrappolando l’Europa nella morsa della NATO. Infatti mentre in Norvegia si sta svolgendo l’esercitazione militare Trident Juncture 18, la più grande esercitazione che la NATO abbia compiuto negli ultimi anni, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump annuncia che intende ritirarsi dal patto di controllo delle armi nucleari a seguito delle presunte violazioni russe. L’esercitazione, che avviene sotto il comando del Comandante del Joint Force Command di Napoli, coinvolge tutti gli alleati e i partner Finlandia e Svezia in quanto inquadrata nello scenario della difesa collettiva previsto dall’Articolo 5 del Trattato Nord Atlantico (invocato dagli USA per la guerra in Afghanistan). Il trattato INF proibisce agli Stati Uniti e alla Russia di possedere, produrre o dispiegare missili balistici e da crociera lanciati a terra con una gamma tra 500 e 5.500 chilometri. Il presidente russo Vladimir Putin ha affermato che, se gli Stati Uniti dispiegheranno missili a raggio intermedio in Europa, Mosca dovrà rivolgersi ai paesi che li ospitano: "Se saranno schierati in Europa, dovremo naturalmente rispondere in modo gentile", ha detto Putin in una conferenza stampa dopo i colloqui con la visita al Primo Ministro italiano Giuseppe Conte. Il segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg, ha dichiarato il 24 ottobre che è improbabile che i membri europei dell'alleanza militare dispieghino nuove armi nucleari sul loro territorio in risposta alle presunte violazioni del trattato INF. Tuttavia nel documento “ALLIANCE MANAGEMENT UNDER THE TRUMP ADMINISTRATION. THE CHALLENGES OF NATO NUCLEAR POLICY” del Finnish Institute of International Affairs, si afferma che la gestione della dimensione nucleare è l’aspetto più delicato della difesa della NATO. Questo è particolarmente vero in un momento in cui le azioni aggressive della Russia, e il suo comportamento minaccioso, hanno cambiato radicalmente l'ambiente di sicurezza in Europa, per cui il presidente Donald Trump ha presentato alla NATO le proprie sfide. USA ed Europa devono dividersi il compito di gestire i miglioramenti di una nuova postura nucleare. https://storage.googleapis.com/upi-live/2018/10/wp105_robert_bell_nato_nuclear3.pdf

Visto che a Trump interessa alimentare una economia di guerra e perseguire ambizioni di dominio militare unipolare, alimentando continue creazioni di tensioni e incertezze globali che possono portare alla guerra, non si capisce perché l’Europa dovrebbe seguirlo aumentando le spese militari e perché debba perpetuare la presenza USA sul proprio territorio attraverso la NATO.

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