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Comune di Augusta, associazioni diffidano la Marina militare

Punta Izzo, pascolo in area potenzialmente contaminata

Un avviso di Marisicilia mette a bando i terreni dell'ex poligono per farvi pascolare gli animali. Obiettivo: aprire la zona militare alle mandrie per controllare la vegetazione. Ma gli attivisti non ci stanno e denunciano i rischi sanitari e i possibili danni al patrimonio naturale
10 gennaio 2020
Coordinamento Punta Izzo Possibile, Natura Sicula Onlus

la costa di Punta Izzo

Far pascolare il bestiame a ridosso di un poligono di tiro, in un terreno potenzialmente contaminato da metalli pesanti. E’ questa l’intenzione della Marina militare, che il mese scorso ha pubblicato un apposito avviso apparso sull’albo pretorio del Comune di Augusta.

La finalità dichiarata dai militari è quella di garantire lo “sfalcio delle erbe” e “il controllo della vegetazione infestante”. Una soluzione che rischia però di arrecare seri danni al patrimonio naturale e alla biodiversità dell’area costiera, già visibilmente offesa da decenni di antropizzazione e attività militari.

L’avviso di Marisicilia, infatti, non stabilisce alcun limite al carico di bestiame, né tanto meno si preoccupa di escludere l’accesso delle mandrie in quelle zone più fragili dal punto di vista naturalistico. Tale attività è pertanto incompatibile con le stringenti prescrizioni di tutela sancite dal Piano Paesaggistico di Siracusa, trattandosi di un intervento in grado di alterare la morfologia del territorio e depauperare i valori naturali in esso presenti.

In tal modo, quindi, verrebbero del tutto vanificati gli obiettivi di conservazione e potenziamento della biodiversità dell’area costiera. Obiettivi che il Piano Paesaggistico ha prescritto per il sito di Punta Izzo, dichiarandolo di particolare interesse biogeografico e apponendovi il massimo livello di tutela (livello 3) anche in virtù della sua straordinaria valenza archeologica e storico-culturale.

Ma oltre ai rischi ambientali, l’intervento programmato da Marisicilia potrebbe avere delle ricadute anche sotto il profilo sanitario. Ciò in quanto gli animali andrebbero a pascolare in un’area utilizzata per decenni per esercitazioni di tiro a fuoco. Un’area che è confinante con la struttura del poligono in cemento armato, dove nel 2017 i militari del Centro Tecnico Logistico Interforze NBC (CETLI NBC) hanno appurato il superamento dei limiti di legge per l’elevata concentrazione di piombo e rame.

bossoli abbandonati sul terreno di Punta Izzo

Un problema di non poco conto se si considera, oltretutto, che le analisi del CETLI NBC fanno esclusivo riferimento ai valori-limite previsti dalla legge per le aree militari; cioè a valori-limite fino a 100 volte superiori a quelli applicabili alle aree civili. Ciò significa che se Punta Izzo fosse trattata come una comune area verde aperta al pubblico, le analisi chimiche metterebbero in luce non solo una contaminazione da piombo e rame ben più grave di quella rilevata, ma anche la presenza di altri inquinanti (come arsenico e cobalto) oltre la soglia tollerata dalla legge.

Va inoltre evidenziato che l’indagine ambientale del CETLI NBC non è stata estesa al perimetro esterno al fabbricato, dove potenzialmente potrebbero trovarsi tracce di munizionamento e conseguente contaminazione da metalli pesanti, atteso che almeno fino al 1977 le esercitazioni militari di tiro a Punta Izzo si svolgevano da terra verso il mare, con conseguente caduta dei proiettili sparati sul litorale e nello specchio marino antistante la scogliera.

Poligono di Punta Izzo, foto ricordo di alcuni militari durante un'esercitazione del 1975. La testimonianza di un ex militare pubblicata su facebook

Sulla base di queste considerazioni, il Coordinamento Punta Izzo Possibile e l’Associazione Natura Sicula hanno diffidato il Comando di Marisicilia e la Direzione del Genio Militare a revocare in autotutela l’avviso pubblico per preminenti motivi di sicurezza, sanitari e di tutela ambientale, sufficienti a escludere in via prudenziale lo svolgimento dell’attività di pascolo all’interno dell’area militare di Punta Izzo. Motivi che sono ben noti al Comando di Marisicilia, che già tre anni fa revocò in autotutela un identico avviso pubblico, a seguito delle proteste sollevate dalle stesse associazioni ambientaliste.

Si chiede infine che la Marina si adoperi per estendere l’indagine ambientale all’intero comprensorio costiero e avviare le bonifiche propedeutiche alla conversione dell’area militare in parco naturale e culturale.

La diffida indirizzata a Marisicilia è stata altresì notificata a Prefetto, Soprintendenza, Asp, Nictas di Siracusa e Sindaco di Augusta, affinché gli stessi enti intervengano per quanto di loro competenza.

Coordinamento Punta Izzo Possibile
Natura Sicula Onlus

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