Disarmo

Lista Disarmo

Archivio pubblico

Guida pratica per l'azione nonviolenta

Decalogo per i porti a rischio nucleare

Questo decalogo sarà presentato il 7 maggio a Taranto insieme a padre Alex Zanotelli.

Nella città dove è prevista la costruzione della "superbase" Usa, Taranto città operatrice di pace lancia a tutta l'Italia una proposta alternativa: il decalogo dell'azione nonviolenta per i porti a rischio nucleare.

Il decalogo che proponiamo è una base su cui lavorare e discutere per arrivare a delineare una guida di azione comune a tutte le città sottoposte al rischio nucleare connesso al transito di unità navali (in genere sottomarini e portaerei) dotate di propulsori nucleari o di armi atomiche. I propulsori nucleari sono sottoposti al decreto legislativo 230/95 relativo ai reattori nucleari in genere; tale normativa (che comporta un obbligo di informazione alle popolazioni e la definizione di un piano di emergenza nucleare) si applica quindi ad esempio a tutti i sottomarini statunitensi i quali sono tutti a propulsione nucleare; per le armi nucleari invece non vi è alcuna normativa che salvaguardi la popolazione e anzi le autorità militari Usa hanno l'ordine di non confermare e non smentire la presenza a bordo di tali armi.
Quando attracca una portaerei americana in un porto italiano a volte accade che la gente faccia la coda per visitarla mentre il movimento pacifista deve mettere in guardia l'opinione pubblica facendo presente che - se dotata di uno o più propulsori nucleari - quella nave è in realtà a tutti gli effetti una piccola centrale nucleare. Negli Stati Uniti, per ragioni di sicurezza, le unità militari a propulsione nucleare non sostano e non attraccano nei porti commerciali. E sempre per ragioni di sicurezza le navi commerciali non hanno propulsori nucleari a bordo. Un incidente nucleare può provocare la fuoriuscita di plutonio la cui radioattività perdura per millenni (si dimezza solo dopo 24 mila anni) provocando il cancro (il chimico Enzo Tiezzi ha scritto: “Un chilo di plutonio disperso nell’ambiente rappresenta il potenziale per 18 miliardi di cancro al polmone").

Un'azione nonviolenta nei porti a rischio nucleare può avere queste dieci direttive.

1) Digiuno cittadino: a staffetta un gruppo di persone avvia il digiuno in ogni porto in cui dovesse attraccare un'unità che comporti un rischio nucleare; il piano del digiuno deve essere preparato in precedenza in modo da avere una durata adeguata alla "visita" dell'unità navale nucleare.
2) Comunicati stampa locali: presentazione delle ragioni del digiuno e richiesta di conoscenza del piano di emergenza nucleare; se esso fosse stato diffuso, diffusione della conoscenza del piano con comunicati stampa che evidenzino i rischi e le incongruenze.
3) Evacuazione: richiesta alle autorità - Prefetto e Sindaco - di esercitazioni cittadine di evacuazione della città (ogni piano prevede l'evacuazione).
4) Diniego per ragioni di sicurezza: richiesta alle autorità che - per motivi di sicurezza e in relazione al pericolo terrorismo - nessun permesso di attracco in nessun porto italiano venga concesso a unità navali con propulsione nucleare facendo esplicito riferimento alla non conoscenza o all'inadeguatezza del piano di emergenza e alla non effettuazione in precedenza di prove di evacuazione.
5) Trasparenza nucleare: richiesta alle autorità - ai fini della tutela della sicurezza della popolazione - di conoscere se siano presenti a bordo armi nucleari; poiché le autorità militari Usa non dichiarano mai di avere o non avere a bordo armi atomiche si faccia la richiesta alle autorità politiche locali di pronunciarsi contro l'attracco.
6) Comunicati stampa nazionali: informazioni di tutti gli organi di informazione (da Internet, alle radio, ai giornali, alle TV) del digiuno e delle sue ragioni.
7) Richiesta e studio del piano di emergenza: occorre, in virtù del Decreto Legislativo 230/95, richiedere alla Prefettura il piano di emergenza nucleare; bisogna studiarselo nei dettagli, e questo andrebbe fatto in precedenza.
8) Centro di documentazione: accedere agli archivi di www.peacelink.it sezione disarmo per prelevare l'elenco dei porti a rischio nucleare e delle unità navali che comportano questo rischio, inserirvi i piani di emergenza, sviluppare un dossier per ogni porto a rischio nucleare individuando i rischi trascorsi, sviluppare un dettagliato sistema di documentazione al fine di basare i comunicati stampa su un'informazione inoppugnabile e precisa (questo aspetto va sviluppato in precedenza).
9) Conferenza stampa e archivio giornalisti: costruire una propria banca dati dei giornalisti più sensibili da contattare per conferenze stampa, acquisendo i loro cellulari e stabilendo un previo contatto (questo aspetto va sviluppato in precedenza).
10) Immagine: costruire eventi nonviolenti che abbiano un impatto visivo e documentarli con le macchine fotografiche digitali; realizzare cartelloni colorati in giallo con il simbolo nero della radioattività e fotografarsi di fronte alle basi navali; l'immagine deve sempre accompagnare i comunicati stampa per dare un effetto maggiore.

Note: Informazioni sull'incontro del 7 maggio 2004 con p. Zanotelli a Taranto
http://db.peacelink.org/calendario/event.php?offset=2&id=699

Articoli correlati

  • Emergenza nucleare, ecco l'opuscolo distribuito a Bruxelles e che andrebbe distribuito anche nei porti italiani a rischio nucleare
    Disarmo
    Saranno mostrate ai giornalisti le compresse di ioduro di potassio in caso di incidente atomico distribuite gratuitamente nelle farmacie di Bruxelles

    Emergenza nucleare, ecco l'opuscolo distribuito a Bruxelles e che andrebbe distribuito anche nei porti italiani a rischio nucleare

    Abbiamo tradotto i punti salienti dell'opuscolo belga. Domani questo opuscolo sarà presentato a Taranto in una conferenza stampa sul rischio nucleare collegato al transito di unità militari a propulsione nucleare, essendo Taranto un porto soggetto a tale eventualità.
    26 marzo 2018 - Associazione PeaceLink
  • Conferenza stampa sul rischio nucleare
    Taranto Sociale
    PeaceLink scrive al Prefetto

    Conferenza stampa sul rischio nucleare

    Richiesta l'informazione della popolazione sulla base della normativa vigente e anche la distribuzione di compresse di ioduro di potassio a protezione della tiroide in caso di emergenza nucleare, così come avviene a Bruxelles e nel Belgio
    27 marzo 2018 - Associazione PeaceLink
  • Disarmo
    Italia a rischio

    Al referendum con 2 reattori nucleari USA nel Golfo di Napoli

    Alla vigilia del referendum approda nel Golfo di Napoli la portaerei "George Bush" a propulsione nucleare: due reattori da 194 MW e un'infinità di missili cruise all'uranio impoverito. I porti italiani sempre più a rischio atomico...
    12 giugno 2011 - Antonio Mazzeo
  • Messaggio di solidarietà antinuclear dagli USA
    Ecologia
    Messaggio di Michael Mariotte, Direttore Esecutivo, Servizio di informazione e risorse sulla questione nucleare, USA

    Messaggio di solidarietà antinuclear dagli USA

    Il Nuclear Information and Resource Service (NIRS) statunitense appoggia il movimento antinucleare italiano e il referendum del 12/13 giugno per impedire la costruzione di nuovi centrali nucleari in Italia
    8 giugno, 2011
    Michael Mariotte
PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.6.26 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)