Disarmo

RSS logo

Mailing-list Disarmo

< Altre opzioni e info >

Aiuta PeaceLink

Sostieni la telematica per la pace:

  • Donazione online con PayPal
  • C.C.P. 13403746 intestato ad Associazione PeaceLink, C.P. 2009, 74100 Taranto
  • Conto Corrente Bancario c/o Banca Popolare Etica, intestato ad Associazione PeaceLink - IBAN: IT65 A050 1804 0000 0001 1154 580
Motore di ricerca in

Lista Disarmo

...

Articoli correlati

  • Emergenza nucleare, ecco l'opuscolo distribuito a Bruxelles e che andrebbe distribuito anche nei porti italiani a rischio nucleare
    Saranno mostrate ai giornalisti le compresse di ioduro di potassio in caso di incidente atomico distribuite gratuitamente nelle farmacie di Bruxelles

    Emergenza nucleare, ecco l'opuscolo distribuito a Bruxelles e che andrebbe distribuito anche nei porti italiani a rischio nucleare

    Abbiamo tradotto i punti salienti dell'opuscolo belga. Domani questo opuscolo sarà presentato a Taranto in una conferenza stampa sul rischio nucleare collegato al transito di unità militari a propulsione nucleare, essendo Taranto un porto soggetto a tale eventualità.
    26 marzo 2018 - Associazione PeaceLink
  • Italia a rischio

    Al referendum con 2 reattori nucleari USA nel Golfo di Napoli

    Alla vigilia del referendum approda nel Golfo di Napoli la portaerei "George Bush" a propulsione nucleare: due reattori da 194 MW e un'infinità di missili cruise all'uranio impoverito. I porti italiani sempre più a rischio atomico...
    12 giugno 2011 - Antonio Mazzeo
  • Messaggio di solidarietà antinuclear dagli USA
    Messaggio di Michael Mariotte, Direttore Esecutivo, Servizio di informazione e risorse sulla questione nucleare, USA

    Messaggio di solidarietà antinuclear dagli USA

    Il Nuclear Information and Resource Service (NIRS) statunitense appoggia il movimento antinucleare italiano e il referendum del 12/13 giugno per impedire la costruzione di nuovi centrali nucleari in Italia
    8 giugno, 2011
    Michael Mariotte
  • Golfo di Augusta sempre più a rischio Chernobyl-Fukushima
    Italia radioattiva

    Golfo di Augusta sempre più a rischio Chernobyl-Fukushima

    Con la guerra alla Libia aumentano le soste dei sottomarini nucleari nella baia di Augusta (Sr), una delle aree più inquinate del Mediterraneo. Un'interrogazione denuncia l'assenza di piani d'emergenza in caso d'incidenti ai reattori.
    13 aprile 2011 - Antonio Mazzeo
Guida pratica per l'azione nonviolenta

Decalogo per i porti a rischio nucleare

Questo decalogo sarà presentato il 7 maggio a Taranto insieme a padre Alex Zanotelli.
5 maggio 2004 - Alessandro Marescotti

Nella città dove è prevista la costruzione della "superbase" Usa, Taranto città operatrice di pace lancia a tutta l'Italia una proposta alternativa: il decalogo dell'azione nonviolenta per i porti a rischio nucleare.

Il decalogo che proponiamo è una base su cui lavorare e discutere per arrivare a delineare una guida di azione comune a tutte le città sottoposte al rischio nucleare connesso al transito di unità navali (in genere sottomarini e portaerei) dotate di propulsori nucleari o di armi atomiche. I propulsori nucleari sono sottoposti al decreto legislativo 230/95 relativo ai reattori nucleari in genere; tale normativa (che comporta un obbligo di informazione alle popolazioni e la definizione di un piano di emergenza nucleare) si applica quindi ad esempio a tutti i sottomarini statunitensi i quali sono tutti a propulsione nucleare; per le armi nucleari invece non vi è alcuna normativa che salvaguardi la popolazione e anzi le autorità militari Usa hanno l'ordine di non confermare e non smentire la presenza a bordo di tali armi.
Quando attracca una portaerei americana in un porto italiano a volte accade che la gente faccia la coda per visitarla mentre il movimento pacifista deve mettere in guardia l'opinione pubblica facendo presente che - se dotata di uno o più propulsori nucleari - quella nave è in realtà a tutti gli effetti una piccola centrale nucleare. Negli Stati Uniti, per ragioni di sicurezza, le unità militari a propulsione nucleare non sostano e non attraccano nei porti commerciali. E sempre per ragioni di sicurezza le navi commerciali non hanno propulsori nucleari a bordo. Un incidente nucleare può provocare la fuoriuscita di plutonio la cui radioattività perdura per millenni (si dimezza solo dopo 24 mila anni) provocando il cancro (il chimico Enzo Tiezzi ha scritto: “Un chilo di plutonio disperso nell’ambiente rappresenta il potenziale per 18 miliardi di cancro al polmone").

Un'azione nonviolenta nei porti a rischio nucleare può avere queste dieci direttive.

1) Digiuno cittadino: a staffetta un gruppo di persone avvia il digiuno in ogni porto in cui dovesse attraccare un'unità che comporti un rischio nucleare; il piano del digiuno deve essere preparato in precedenza in modo da avere una durata adeguata alla "visita" dell'unità navale nucleare.
2) Comunicati stampa locali: presentazione delle ragioni del digiuno e richiesta di conoscenza del piano di emergenza nucleare; se esso fosse stato diffuso, diffusione della conoscenza del piano con comunicati stampa che evidenzino i rischi e le incongruenze.
3) Evacuazione: richiesta alle autorità - Prefetto e Sindaco - di esercitazioni cittadine di evacuazione della città (ogni piano prevede l'evacuazione).
4) Diniego per ragioni di sicurezza: richiesta alle autorità che - per motivi di sicurezza e in relazione al pericolo terrorismo - nessun permesso di attracco in nessun porto italiano venga concesso a unità navali con propulsione nucleare facendo esplicito riferimento alla non conoscenza o all'inadeguatezza del piano di emergenza e alla non effettuazione in precedenza di prove di evacuazione.
5) Trasparenza nucleare: richiesta alle autorità - ai fini della tutela della sicurezza della popolazione - di conoscere se siano presenti a bordo armi nucleari; poiché le autorità militari Usa non dichiarano mai di avere o non avere a bordo armi atomiche si faccia la richiesta alle autorità politiche locali di pronunciarsi contro l'attracco.
6) Comunicati stampa nazionali: informazioni di tutti gli organi di informazione (da Internet, alle radio, ai giornali, alle TV) del digiuno e delle sue ragioni.
7) Richiesta e studio del piano di emergenza: occorre, in virtù del Decreto Legislativo 230/95, richiedere alla Prefettura il piano di emergenza nucleare; bisogna studiarselo nei dettagli, e questo andrebbe fatto in precedenza.
8) Centro di documentazione: accedere agli archivi di www.peacelink.it sezione disarmo per prelevare l'elenco dei porti a rischio nucleare e delle unità navali che comportano questo rischio, inserirvi i piani di emergenza, sviluppare un dossier per ogni porto a rischio nucleare individuando i rischi trascorsi, sviluppare un dettagliato sistema di documentazione al fine di basare i comunicati stampa su un'informazione inoppugnabile e precisa (questo aspetto va sviluppato in precedenza).
9) Conferenza stampa e archivio giornalisti: costruire una propria banca dati dei giornalisti più sensibili da contattare per conferenze stampa, acquisendo i loro cellulari e stabilendo un previo contatto (questo aspetto va sviluppato in precedenza).
10) Immagine: costruire eventi nonviolenti che abbiano un impatto visivo e documentarli con le macchine fotografiche digitali; realizzare cartelloni colorati in giallo con il simbolo nero della radioattività e fotografarsi di fronte alle basi navali; l'immagine deve sempre accompagnare i comunicati stampa per dare un effetto maggiore.

Note:

Informazioni sull'incontro del 7 maggio 2004 con p. Zanotelli a Taranto
http://db.peacelink.org/calendario/event.php?offset=2&id=699

PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.5.13 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)