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Resoconto dell’Assemblea della rete Vialebasi

Venezia, centro sociale zona bandita -14 novembre 2004.
14 novembre 2004 - Nella Ginatempo

Una riunione intensa e partecipata, molto orientata al che fare, dunque a come fare politica insieme. Questa la prima impressione positiva dell’incontro di domenica scorsa. E’ stata la prima volta (dopo un primo tentativo-poi interrotto- del 1997 con il comitato gettiamo le basi) che si sono messi insieme i comitati di lotta dei territori attorno alle basi con il tavolo bastaguerra, per fare una rete nazionale e lanciare una campagna politica contro le basi militari e per la smilitarizzazione dei territori. La prima volta dopo la guerra umanitaria e la guerra preventiva, e dopo Firenze, i socialforum e il 15 febbraio. Ciò significa che la rete si fonda su energie, persone ed esperienze che vengono da anni di lotte precedenti, ma significa anche che è nuova oggi, alla luce del nuovo ordine mondiale e del movimento altermondialista, la voglia di mettersi insieme a lavorare per una prospettiva comune e su un comune percorso. Da questo punto di vista speriamo che questa data, 14 novembre 2004, sia proprio un vero inizio: l’inizio di una campagna vera che abbia radicamento sociale. La lista dei partecipanti alla riunione mostra una buona rappresentatività della mappa territoriale italiana. Erano presenti realtà di Sigonella, Grosseto, Aviano, Brindisi/Taranto, Bologna/Romagna, Milano, Roma, Venezia, S. Donà di Piave, Firenze, Riva del Garda, Trieste, Genova. A queste si aggiungono associazioni presenti come la Convenzione permanente di donne contro le guerre, la Tavola della Pace di Trieste, Artisti contro le guerre, la Wilpf, il Comitato per il ritiro delle truppe dall’Iraq e vari gruppi di Bastaguerra dei socialforum. I compagni sardi, impossibilitati a venire per un disguido del volo aereo, hanno inviato una nota scritta.
La discussione è stata molto ricca ed è difficile sintetizzarla in questo resoconto, quindi mi limiterò a fare un indice dei temi trattati ed una agenda delle proposte e delle iniziative che ci siamo dati. Rinvio per l’approfondimento dei temi in discussione al documento politico che è in progress, frutto della discussione che abbiamo fatto e di un lavoro collettivo online dei componenti della RETE, e che sarà pronto a breve.
La discussione ha approfondito i seguenti temi:
a) la prospettiva politica strategica della campagna
b) gli obiettivi specifici che ci diamo a breve come piano di lavoro
c) con quale metodo di lavoro e organizzazione procediamo
d) con quali collegamenti nazionali, internazionali e locali
e) quale agenda nei prossimi mesi.
Circa la prospettiva politica mettiamo al centro la questione della chiusura delle basi e della smilitarizzazione dei territori perché le basi sono gli strumenti di morte della guerra globale e ciò conduce il nostro paese ad essere complice della guerra, a violare la nostra Costituzione pacifista e la nostra volontà di pace. Le basi, compresi i porti nucleari ed i poligoni di tiro, e le numerose forme presenti di insediamento militare, sono contemporaneamente una minaccia continua per la salute e la sicurezza delle popolazioni locali che vivono attorno alle basi. Per questo la nostra campagna si indirizza a chiedere la smilitarizzazione non solo delle basi USA e NATO, ma anche quelle del riarmo italiano (e di supporto alla nuova armata europea) per una prospettiva generale di disarmo.
La discussione su come intrecciare alla nostra campagna il tema politico della revoca degli accordi secretati bilaterali che consentono la presenza delle basi USA in Italia ed il tema politico della fuoruscita dell’Italia dalla NATO, si è sviluppata mettendo in evidenza i seguenti aspetti:
-gli accordi con gli USA conducono alla presenza di centinaia di basi straniere sul nostro territorio, da parte della potenza più armata del mondo che, a differenza dell’Italia, non ha firmato i trattati per la messa al bando delle armi nucleari e di distruzione di massa, e persegue attivamente la guerra preventiva, in palese contrasto con l’art.11 della nostra Costituzione. Ciò significa che le basi USA ospitano proprio quelle armi che l’Italia formalmente ha messo al bando (come a Ghedi, ad Aviano e a Camp Darby) e significa anche che l’Italia viene di fatto condotta in guerra - al di fuori di ogni decisione sovrana del popolo italiano - e usata come gigantesca portaerei delle macchine da guerra USA.
- il nuovo Concetto Strategico della NATO del 1999 ha peggiorato la struttura e la funzione offensiva della NATO trasformandola di fatto in strumento della guerra preventiva e della aggressione militare agli altri popoli. Ciò consente agli organi di governo della NATO di sferrare azioni di guerra in giro per il mondo, coinvolgendo i paesi aderenti al Patto atlantico, contro le loro stesse Costituzioni e i loro Parlamenti.
- Gli attuali piani di ampliamento delle principali basi militari italiane (La Maddalena, Camp Darby, Taranto, Napoli e Sigonella) sono frutto di decisioni Usa e NATO imposte come servitù politiche oltrechè militari al nostro paese ed ai territori locali interessati da questi processi.
- Su questi temi si è proposto di promuovere un comitato di sostegno di giuristi per esplorare la possibilità di una legge di iniziativa popolare o altre vie di legiferazione dal basso e di pressione sul livello parlamentare e istituzionale. E’ stato riproposto il tema strategico della neutralità militare da parte della Convenzione permanente di donne contro le guerre come condizione istituzionale che elimina contemporaneamente sia le basi militari che le alleanze militari che producono riarmo e guerra.

Circa il punto b) come organizzare gli obiettivi di lotta dei prossimi mesi di campagna, sono stati proposti:
- la lotta contro gli ampliamenti delle basi,
- il monitoraggio delle varie forme di inquinamento ambientale degli insediamenti militari,
- l’accesso ai siti militari con possibilità di ispezioni e controlli contro la segretezza e l’extraterritorialità,
- la pubblicizzazione dei piani di evacuazione d’emergenza delle principali basi e porti italiani,
- l’approfondimento dei progetti di riconversione delle strutture militari in strutture per uso civile.
Sul punto c) metodo di lavoro e organizzazione, la parola chiave utilizzata è RETE. Rete non vuol dire coordinamento secondo un modello che vede una direzione centrale, ma soprattutto connessione/scambio da nodo a nodo della rete. E’ importante allora che i soggetti locali si impegnino a costruire sul proprio territorio reti locali che coinvolgano soggetti plurali, per esempio associazioni, forze sindacali, media, reti del nuovo municipio, ambientalisti, ma è importante che si impegnino anche a connettersi con gli altri nodi della rete in modo cooperativo. Si tratta dunque di costruire più connessione, usando il sito vialebasi.net, usando momenti organizzativi, assemblee e convegni non solo nazionali ma regionali o di area, usando i” facilitatori “che facciano da staffette e producano connessione tra luoghi e tra i momenti centrali e quelli locali.
Sul punto d) che riguarda i collegamenti, si cercherà di costruire una vasta adesione alla campagna nei suoi contenuti politici generali e nei suoi obiettivi, attraverso il coinvolgimento di parlamentari, giornalisti, intellettuali, ambientalisti che si impegnino a sostenere e non solo a firmare il manifesto politico della campagna.Ciò con la consapevolezza delle contraddizioni esistenti nel centro-sinistra e difendendo l’autonomia e la radicalità del nostro movimento. Le contraddizioni del quadro politico sono ancora più stridenti nel tessuto locale, come mostra ad esempio il caso dei lavori di ampliamento di Sigonella dove le collusioni mafiose si mescolano agli appalti assegnati alle grandi imprese rosse (es. lega delle cooperative) o il caso di Aviano dove i comuni di centro-sinistra favoriscono l’ampliamento degli insediamenti dei militari. Ma la creazione di reti locali può rompere il quadro delle compatibilità politiche quando si mette in evidenza con la controinformazione e il paziente lavoro di comunicazione sociale la pericolosità e l’insostenibilità sociale e ambientale dei siti militari (come nel caso della Sardegna). Naturalmente saranno utilizzati i collegamenti possibili con gli altri luoghi del movimento che si organizzano contro la guerra, come ad esempio la Rete del Nuovo Municipio e il Forum sociale Mediterraneo.
I collegamenti internazionali possono essere costruiti connettendosi alla campagna mondiale contro le basi Usa Nato che propone un lavoro di documentazione su un sito e una giornata mondiale di mobilitazione contro le basi in data da definire. E’ importante però che consolidiamo il nostro percorso, ancora molto iniziale come rete nazionale, per essere poi in grado di offrire alla campagna internazionale una vera capacità di mobilitazione in Italia, una documentazione ragionata con mappatura aggiornata dei siti militari e della nostra Rete, un documento politico articolato e condiviso. Dunque, anche la questione della giornata nazionale o internazionale davanti alle basi è un evento da costruire che richiede lavoro e tempo e su cui potremo esprimerci dopo alcuni mesi di campagna.
e)Agenda e cose da fare.
Sono proposti due incontri nazionali. Uno organizzativo, che prosegua il lavoro avviato a Venezia e che si svolga a Firenze al margine del FORUM DEL MOVIMENTO CONTRO LA GUERRA che viene organizzato dal Comitato fermiamolaguerra di Firenze e dal Tavolo nazionale Bastaguerra e di cui Doretta di Firenze ha già inviato il programma sulla mailing list bastaguerra (i compagni di Firenze lo hanno illustrato nel corso della assemblea).
L’altro incontro nazionale è pensato come un seminario da svolgersi in una giornata a Brescia, durante le iniziative contro EXA (la Fiera della Armi) in collegamento con il Brescia social forum. Il seminario nazionale della campagna Vialebasi potrebbe essere costruito con la documentazione raccolta in questi mesi, con la mappatura dei siti militari in ogni regione ( a partire dalla mappa fornita da Carta che è stata giudicata inesatta in alcune informazioni e da aggiornare), con un calendario fitto di assemblee regionali e di area e potrebbe essere propedeutico anche alla giornata nazionale di mobilitazione davanti alle basi che ci auguriamo di poter costruire.
Sono stati pubblicizzati numerosi incontri sul tema delle basi previsti in queste prossime settimane che fanno seguito al bel Convegno di Aviano: il 20 novembre a Taranto, l’11 e 12 dicembre a Pisa ( organizzato dal Comitato ritiro delle truppe), il 13 dicembre a Grosseto (organizzato dal Centro Donna e dal Maremma social Forum).
Il percorso continua soprattutto con il lavoro sui territori e come disse il topo alla noce “dammi tempo che ti bucherò”, ovvero ci dissi u surici a nuci: dammi tempu ca ti perciu.

Note:

Info: nellagin@tiscali.it

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