Il 3 febbraio comincia la discussione nella Commissione Difesa della Camera

Il GCAP arriva in Parlamento e triplica i suoi costi

Il GCAP, o Global Combat Air Programme, è il programma internazionale per sviluppare un aereo da combattimento di sesta generazione. Il consorzio coinvolge Italia, Regno Unito e Giappone. In passato vi sono state prese di posizione contrarie da parte di esponenti pacifisti.
2 febbraio 2026
Redazione PeaceLink

Il GCAP

Il 3 febbraio 2026 la Commissione Difesa della Camera dei deputati esaminerà lo Schema di decreto ministeriale relativo al programma pluriennale di armamento SMD 40/2025, dedicato allo sviluppo di un sistema di combattimento aereo di sesta generazione

Questo è ciò che si legge sul sito della Camera dei Deputati: "3 febbraio 2026 - Commissione Difesa Camera - Schema di decreto ministeriale di approvazione del programma pluriennale di A/R n. SMD 40/2025, relativo allo sviluppo di una architettura complessa e interoperabile basata su un «sistema di sistemi» di combattimento aereo di 6^ generazione - Future Combat Air System (FCAS), caratterizzata da una piattaforma principale (core platform - GCAP) e da sistemi cooperanti non pilotati (velivoli a pilotaggio remoto o adjuncts), da una marcata capacità multi-dominio, imperniata su tecnologie emergenti fortemente innovative, destinata al prospettico rinnovamento dei velivoli F2000 Eurofighter dell'Aeronautica militare (esame Atto n. 373 – Rel. Saccani Jotti) (Non sono previste votazioni)".

Fonte: Commissione Difesa della Camera

La comunicazione va collegata alla documentazione parlamentare sul programma GCAP a cui è collegato un preciso programma pluriennale di approvvigionamento del Ministero della Difesa.

Il GCAP, o Global Combat Air Programme, è il programma internazionale per sviluppare un aereo da combattimento di sesta generazione. Il consorzio coinvolge Italia, Regno Unito e Giappone. L'obiettivo è realizzare entro il 2035 un velivolo stealth dotato di sistemi di intelligenza artificiale e di droni collegati all'aereo.

Il "Programma Pluriennale di A/R n. SMD 40/2025" è l'aspetto tecnico-amministrativo e finanziario. "Programma Pluriennale" indica un piano di spesa che copre più anni, tipicamente in linea con la Legge di Bilancio. "A/R" sta per "Approvvigionamento e Realizzazione", che è la fase operativa in cui il Ministero avvia le procedure per acquistare o sviluppare un sistema d'arma. "SMD" è la sigla per "Stato Maggiore della Difesa", l'organo che pianifica le esigenze operative. Infine, "40/2025" è il numero di protocollo, indicando che è il 40esimo programma di A/R approvato nell'anno di programmazione 2025.

Cosa significa nel complesso? La comunicazione presente sul web indica che alla Camera dei Deputati il 3 febbraio 2026 si discuterà l'atto formale con cui il Ministero della Difesa, per l'anno 2025, ha inserito nel suo piano di spesa pluriennale una specifica voce, la numero 40, dedicata ai fondi per avviare le attività di approvvigionamento e realizzazione legate al programma GCAP.

Perché è importante? Per tre ragioni principali. Primo, segnala il passaggio dal piano tecnico al piano esecutivo e finanziario. L'Italia formalizza e stanzia così le risorse per la sua parte di lavoro nel programma di sviluppo del prototipo. Secondo, implica il controllo parlamentare. Tutte le spese militari pluriennali di grande entità devono passare al vaglio del Parlamento per l'autorizzazione e il controllo democratico. Terzo, rappresenta un segnale all'industria e ai partner internazionali. L'approvazione di questo programma dà il via libera contrattuale per iniziare a impegnare risorse con le aziende del settore e a coordinare gli investimenti con i partner Giappone e Regno Unito.

In sintesi, è il meccanismo finanziario e autorizzativo italiano per tradurre la partecipazione al progetto GCAP in una linea di spesa precisa, controllata in teoria dal Parlamento, che permetterà di pagare le aziende per lo sviluppo del nuovo caccia. È il modo concreto in cui l'Italia finanzia la sua quota del programma.

In passato vi sono state prese di posizione contrarie da parte di esponenti pacifisti, a partire dal missionario comboniano Alex Zanotelli.

Nel frattempo i suoi costi sono triplicati.

Infatti il costo previsto per la fase di sviluppo del GCAP è passato da circa 6 miliardi di euro a oltre 18,6 miliardi di euro per l’Italia da sola. Questo dato emerge dalla documentazione trasmessa dal Ministero della Difesa al Parlamento italiano e riflette un aggiornamento delle stime basato sui costi di maturazione tecnologica, testing, sviluppo e design.

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