I più anziani fra noi appartengono a una generazione di pacifisti che si è formata negli anni più duri della Guerra Fredda, quando in Europa venivano schierati gli euromissili e l’ombra della guerra nucleare era parte della vita quotidiana. Allora il rischio era chiaro, percepito, discusso. La possibilità di una catastrofe globale non era un’astrazione per addetti ai lavori, ma una preoccupazione collettiva.

Marcia Perugia Assisi 2025
Fonte: https://www.facebook.com/sestoperlapace/posts/pfbid0d3pY7RYshtwfExHfyEa4GNZasoVZawbJWA9J21NEtguU8ek14gtokFjaP9taXUJ6l
In quegli anni si affermò, non senza difficoltà, una politica di distensione prima e di disgelo poi, culminata negli accordi tra Stati Uniti e Unione Sovietica sulla riduzione delle armi nucleari. Intellettuali come Alberto Moravia o matematici come Lucio Lombardo Radice si impegnarono pubblicamente, a livello europeo, per il disarmo. In Italia nacque un forte movimento di scienziati per il disarmo, consapevole del fatto che la conoscenza scientifica comporta anche una responsabilità morale. Oggi abbiamo ancora bisogno di quell’impegno.
Il nodo del New START
Il prossimo 5 febbraio scadrà il trattato New START, uno dei pilastri rimasti per il controllo degli armamenti nucleari. Un accordo che ha drasticamente ridotto il numero di testate nucleari strategiche immediatamente disponibili al lancio, introducendo limiti, verifiche reciproche e un principio di trasparenza fra le due maggiori potenze nucleari.
Eppure, di fronte a questa scadenza cruciale la nostra reazione come pacifisti è insufficiente. Non si vedono mobilitazioni di rilievo.
La domanda è semplice e insieme drammatica: andremo verso una nuova espansione degli arsenali nucleari o manterremo – almeno – gli equilibri attuali? Il tempo stringe, ma il movimento pacifista, dobbiamo ammetterlo con onestà, non sta lanciando l'allarme. Lo ha fatto invece il Bulletin of Atomic Scientists che, richiamando il rischio del mancato rinnovo del trattato New Start, ha scritto: "Troppi leader hanno mostrato compiacenza e indifferenza, adottando in molti casi una retorica e politiche che accelerano questi rischi esistenziali invece di contenerli. Per questo fallimento della leadership, oggi il Bulletin of the Atomic Scientists ha portato l’Orologio dell’Apocalisse a 85 secondi dalla mezzanotte: il punto più vicino alla catastrofe mai raggiunto".
Il New Start riguarda i missili nucleari a lunga gittata. Ma rischiamo un ulteriore passo all'indietro anche per i missili a medio raggio, ossia gli euromissili.
Il ritorno degli euromissili
Il trattato INF, voluto da Michail Gorbaciov, aveva eliminato un’intera categoria di armi: i missili nucleari a raggio intermedio schierati in Europa. Non solo furono rimossi dalle rampe di lancio, ma vennero distrutti. Per la prima volta nella storia della Guerra Fredda, un'intera categoria di testate nucleari, quelle per i missili a medio raggio, fu distrutta per sempre.
Oggi quella stagione appare lontana. Il trattato INF sui missili a raggio intermedio non viene più considerato vincolante. Gli Stati Uniti hanno sospeso gli obblighi il 2 febbraio 2019. Nel 2025, la Russia ha abbandonato unilateralmente la moratoria sui missili a raggio intermedio annunciata nel 2019. Entrambe le parti stanno sviluppando armi precedentemente proibite, rendendo il trattato INF definitivamente defunto.
Tornano sulla scena nuovi euromissili, questa volta ipersonici: i Dark Eagle statunitensi e gli Oreshnik russi. Armi velocissime, difficili se non impossibili da intercettare, che riducono i tempi di decisione e aumentano il rischio di errore e di escalation incontrollata. E noi, come società civile europea, cosa stiamo facendo?
Il Golden Dome USA
Il nostro silenzio è ancora più grave sul progetto del Golden Dome, il nuovo scudo spaziale che Donald Trump ha rilanciato. Un sistema che richiama il progetto di Reagan (poi abbandonato) e che rischia di rompere definitivamente gli equilibri strategici, spingendo le potenze nucleari a moltiplicare le testate per superare le difese avversarie.
Questo progetto non è marginale. È uno degli elementi chiave per comprendere la nuova corsa agli armamenti e persino alcune scelte geopolitiche, come l’interesse strategico per la Groenlandia. Eppure, anche qui, nessuna nostra mobilitazione, nessun dibattito pubblico serio.
Recuperare i ritardi
Il movimento pacifista si mobilita su molte battaglie giuste e necessarie. Ma forse manca una visione strategica capace di conoscere e intercettare le minacce future: quelle che determineranno un indebitamento colossale per la corsa agli armamenti e un aumento dell’insicurezza globale.
L’Italia, intanto, procede nello sviluppo del G‑CAP, il caccia di sesta generazione, pienamente inserito in questa nuova era della guerra ipertecnologica e interconnessa. Anche qui, il dibattito pubblico è debole. Occorre recuperare i ditardi.
Tutto ciò è conseguenza anche di una carenza di conoscenza. Molti pacifisti non sanno cosa sia davvero il trattato New START, cosa implichi il Golden Dome, cosa rappresentino i nuovi missili ipersonici, cosa ci sia dietro la sigla G-CAP. Senza conoscenza non c’è consapevolezza. Senza consapevolezza non c’è mobilitazione.
Il nostro compito attuale
In questo contesto, occorre informare, informare e ancora informare. Solo così l’informazione può trasformarsi in consapevolezza. E solo dalla consapevolezza può rinascere un movimento pacifista capace di agire non solo sul presente, ma sul futuro. Perché oggi la posta in gioco non è una singola guerra, ma la sicurezza globale e la vita delle generazioni che verranno. Il movimento pacifista è di fronte a un bivio: costruire una forte consapevolezza nell'opinione pubblica come negli anni Ottanta o diventare irrilevanti e privi di una visione strategica.
Glossario
New START
Trattato tra Stati Uniti e Russia entrato in vigore nel 2011, che limita il numero di testate nucleari strategiche e dei vettori di lancio, prevedendo ispezioni e meccanismi di verifica.
INF (Intermediate-Range Nuclear Forces Treaty)
Trattato firmato nel 1987 da USA e URSS che eliminava i missili nucleari a raggio intermedio schierati in Europa, portando alla distruzione di intere categorie di armi.
Euromissili
Missili nucleari a raggio intermedio schierati in Europa durante la Guerra Fredda; oggi il termine è usato anche per indicare i nuovi sistemi missilistici che potrebbero essere nuovamente dispiegati nel continente.
Missili ipersonici
Armi capaci di viaggiare a velocità superiori a Mach 5, difficili da intercettare e in grado di ridurre drasticamente i tempi di reazione.
Dark Eagle
Sistema missilistico ipersonico sviluppato dagli Stati Uniti.
Oreshnik
Nome attribuito a un sistema missilistico ipersonico russo.
Golden Dome
Progetto di scudo spaziale antimissile promosso dagli Stati Uniti, volto a intercettare missili balistici anche dallo spazio.
Militarizzazione dello spazio
Processo di utilizzo dello spazio extra-atmosferico per fini militari, con satelliti, sensori e potenzialmente sistemi d’arma.
G‑CAP (Global Combat Air Programme)
Programma per lo sviluppo di un caccia di sesta generazione che coinvolge Italia, Regno Unito e Giappone, inserito nel contesto della guerra ad alta tecnologia.
Distensione / Disgelo
Fasi della Guerra Fredda caratterizzate da una riduzione delle tensioni tra blocchi contrapposti e dalla firma di accordi sul controllo degli armamenti.
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