Misurazione della radioattività
Piano piano gli studenti hanno preso contatto con una parola nuova: il sievert.
Leggiamo sul Sole 24 Ore: "Cos’è il sievert? Il sievert è l’unità di misura dei raggi assorbiti dai tessuti umani: equivale a 1.000 millisievert, parametro di riferimento per stabilire i livelli di contaminazione".
Ci aiuta anche Wikipedia:
"Il sievert (simbolo Sv, pronuncia svedese [ˈsiːvəʈ]), il cui nome deriva da quello dello scienziato svedese Rolf Sievert, è l'unità di misura della dose equivalente di radiazione nel Sistema Internazionale ed è una misura degli effetti e del danno provocato dalla radiazione su un organismo".
Le misurazioni non sono state difficili. Bastava trascrivere il dato del dispay che cambiava frequentemente. Sono stati scelti punti simbolici, come il cancello della scuola, la sala docenti, la sala delle proiezioni, le aule degli studenti stessi, l'ingresso degli altri istituti scolastici. Poi il tutto è stato inserito in un foglio elettronico di Google Drive.
I dati delle rilevazioni della radioattività sono in questa tabella.
L'unità di misura finale è stata il μSv/h (ossia il microSievert/ora).
Anche il dato che vedete nella foto (scattata oggi) è in μSv/h.
Il dato globale annuo si ottiene moltiplicando il valore orario medio per il totale delle ore di un anno (24x365=8760).
In massima parte i dati - se non vi sono fattori di inquinamento ambientale connessi alla radioattività - sono ragionevolmente attribuibili al fondo di radioattività naturale.
Amara ironia della sorte: nelle stesse ore in cui parlavamo di centrali nucleari durante Ecodidattica, in Francia si verificava un'esplosione nella centrale di Flamanville.
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