Ecodidattica

Cambiamenti climatici e giustizia climatica

Giustizia climatica: come contrastare l'emergenza climatica attraverso il diritto

Le questioni climatiche vanno comprese e agite in chiave di cittadinanza globale per espandere i diritti umani in una prospettiva di tutela delle generazioni future, e delle aree più povere del pianeta
Daniele Marescotti16 luglio 2021
Daniele Marescotti (www.danielemarescotti.it)

Il tema dei cambiamenti climatici diventa di anno in anno sempre più pressante. Questo tema si sta spostando sempre più su un piano giuridico. In particolare sembra oggi essere pregnante il rapporto fra clima, ambiente e giustizia. L’argomento può essere portato su un piano costituzionale, laddove le fonti regolamentari supreme dovrebbero aggiornarsi nell’accogliere dei veri e propri doveri di “specie” umana rispetto alla Terra e al clima. Si dovrebbero altresì considerare i danni che i cambiamenti climatici portano proprio alle nazioni che paradossalmente meno ne sono responsabili (i Paesi del Sud del Mondo, non inclusi nell'Allegato I della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici). Si verrebbe quindi a delineare un problema di giustizia sociale, strettamente collegata alla giustizia climatica.

Giustizia climatica e sociale

Portare la problematica in oggetto su un piano costituzionale servirebbe quindi a dare responsabilità a ciascuno di noi, giacché allo stato attuale si assiste alla spersonalizzazione del vero responsabile di tali cambiamenti: la specie umana. Infatti proprio la mancanza di un soggetto collettivo giuridicamente responsabile non dovrebbe legittimare la specie umana a spogliarsi di tale responsabilità. Per questo motivo il Prof. Michele Carducci, attraverso tre saggi, “Clima ed ecosistema”, “Giustizia climatica” e “Clima e ambiente come questione di giustizia”, affronta in maniera esegetica le definizioni e le normative che possono aiutare in questo procedimento di responsabilizzazione utile a fronteggiare l’emergenza climatica. 

Prima di continuare, è bene focalizzare la definizione di giustizia climatica.

Il concetto di giustizia climatica conferisce ai cambiamenti climatici mondiali una dimensione etica e politica, e non solo strettamente ambientale. In generale, esso riconosce l'esigenza di considerare l'equità dell'impatto, spesso sproporzionato, dei cambiamenti climatici sui cittadini e sulle comunità sia nelle economie in via di sviluppo che in quelle sviluppate, riconoscendo anche che le categorie più vulnerabili e più povere sono spesso quelle che ne subiscono l’impatto maggiore anche se sono le meno responsabili delle emissioni che tale impatto determinano. La fonte di tale definizione è il Parere del Comitato economico e sociale europeo sulla "Giustizia climatica" (2017).

Nel saggio “Giustizia climatica” il prof. Michele Carducci evidenzia come “l’esistenza di un interesse comune, un “Common Concern”, è richiamato sia nell’UNFCCC (Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici) che nell’Accordo di Parigi del 2015”. 

E si sottolinea come nel Preambolo all’UNFCCC si legge «che i cambiamenti di clima del pianeta e i relativi effetti negativi costituiscono un motivo di preoccupazione per il genere umano»; «che le attività umane hanno notevolmente aumentato le concentrazioni atmosferiche di gas a effetto serra, e che questo aumento intensifica l’effetto serra naturale e che tale fenomeno provocherà in media un ulteriore riscaldamento della superficie della terra e dell’atmosfera e può avere un’influenza negativa sugli ecosistemi naturali e sul genere umano»; «che la previsione dei cambiamenti climatici è soggetta a molte incertezze, in particolare per quanto riguarda la collocazione nel tempo, la grandezza e le manifestazioni regionali»; «che gli Stati hanno il diritto sovrano di sfruttare le loro risorse in rapporto alle loro politiche nel campo dell’ambiente e dello sviluppo, e hanno la responsabilità di garantire che le attività svolte nel territorio soggetto alla loro giurisdizione o al loro controllo non causino danni all’ambiente di altri Stati o di regioni al di fuori della loro giurisdizione nazionale».

I saggi riconducono quindi a tutti gli stati una chiara responsabilità a fronteggiare i cambiamenti climatici superando ogni possibile deresponsabilizzazione interpretativa.

In conclusione possiamo dire che siamo in presenza non dei classici danni “ambientali” localizzati, definiti e caratterizzati che vengono considerati dalle normative nazionali, europee e internazionali. Siamo invece in presenza di danni climatici che vengono resi, sottolinea il prof. Michele Carducci, permanenti ed evidenti per la presente e per le future generazioni. Ed è importante intervenire contro la negligenza, pubblica o privata, per evitare che i rischi e le situazioni costitutive dell’emergenza aumentino e si diffondano ulteriormente.

“La giustizia climatica - scrive il Comitato economico e sociale europeo sulla «Giustizia climatica» - riconosce che le categorie più vulnerabili e più povere della nostra società sono spesso quelle che subiscono l’impatto maggiore a livello di cambiamenti climatici. Tale concetto viene generalmente visto in un contesto globale di interdipendenza spaziale e temporale, concentrandosi sulle responsabilità di quei paesi il cui sviluppo si è basato sullo sfruttamento delle risorse naturali”. (Cfr. https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:52017IE1144&from=EN)

Anche il Parlamento Europeo si è espresso con un’apposita risoluzione (2017/2086(INI)).

L'emergenza in atto solleva dal punto di vista del diritto delle inedite questioni di “giustizia climatica” intra- e inter-generazionale. Questioni che vanno comprese ed agite in chiave di cittadinanza globale per espandere i diritti umani in una prospettiva di tutela delle generazioni future, e delle aree più povere del pianeta, ben sapendo che l'emergenza climatica e le sue ripercussioni si stanno già manifestando oggi in tutta la loro gravità.

Note: MICHELE CARDUCCI è professore ordinario di Diritto costituzionale comparato e Diritto climatico presso l'Università del Salento

Allegati

Articoli correlati

  • Il Pianeta sull'orlo del baratro
    Ecologia
    Rapporto catastrofico dell'ONU sul clima

    Il Pianeta sull'orlo del baratro

    Il Segretario Generale dell'ONU, Antonio Guterres, ha lanciato un allarme per l'inquinamento da combustibili fossili. Il rapporto sottolinea che nel 2023 la temperatura media era di 1,45 gradi sopra i livelli preindustriali. Avvicina il pianeta alla soglia critica di 1,5 gradi, concordata nel 2015
    19 marzo 2024 - Redazione PeaceLink
  • Premio alla pediatra Annamaria Moschetti
    Ecologia
    Rose Day 2024 organizzato da Zonta Club Taranto

    Premio alla pediatra Annamaria Moschetti

    Attivista per l'ambiente, riceverà un premio per il suo impegno nella lotta per la salute pubblica a Taranto, in particolare per la tutela dei bambini. La cerimonia si svolgerà il 15 marzo, alle ore 17.30, presso il Palazzo di Città a Taranto. PeaceLink esprime profonda gratitudine.
    14 marzo 2024 - Redazione PeaceLink
  • Nuovo spreco di risorse nei caccia di sesta generazione
    Disarmo
    L'accordo sul Global Combat Air Programme (Gcap) è stato firmato a Tokyo anche dal governo italiano

    Nuovo spreco di risorse nei caccia di sesta generazione

    La sostituzione di 240 jet Eurofighter con il nuovo caccia rappresenta per noi pacifisti un impegno non condivisibile che sposta risorse dal campo civile a quello militare. La cooperazione internazionale per la lotta ai cambiamenti climatici e alla povertà estrema viene prima di ogni altra cosa.
    14 dicembre 2023 - Redazione PeaceLink
  • Ridurre la spesa militare è fondamentale per contrastare i cambiamenti climatici
    Ecologia
    Webinar su COP 28, militarizzazione e ambiente

    Ridurre la spesa militare è fondamentale per contrastare i cambiamenti climatici

    Co-organizzato da quattro prestigiose organizzazioni - l'International Peace Bureau, Global Women’s United Against NATO, No to War, No to NATO e l'Asia-Europe People’s Forum - questo webinar cerca di favorire una comprensione più profonda della complessa interazione tra militarizzazione e ambiente.
    10 dicembre 2023
PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.7.15 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)