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OGM: Alcune Raccomandazioni e Linee Guida

23 aprile 2003 - Alessandro Gimona

All' inizio del 2001 e' stata pubblicata una nuova direttiva europea sugli Organismi Geneticamente Modificati.
La direttiva, che dice di ispirarsi al Principio di Precauzione, regola l'introduzione di organismi modificati e impone una serie di condizioni per le autorizzazioni al loro rilascio nell'ambiente. Tra queste vi sono gli studi di valutazione di impatto.
Benche' la direttiva contenga molte indicazioni riguardo alla protezione di salute ed ambiente, saranno i dettagli della sua implementazione a determinarne l'efficacia o il fallimento.
Alcune aree avranno particolare importanza. Tra queste, citiamo l'indipendenza degli esperti che avranno il compito di valutare l'adeguatezza degli studi pre-autorizzazione, il livello di rigore scientifico a cui tali studi debbano essere condotti, l'esistenza di studi 'base-line' su cui basare ogni successivo monitoraggio, e l'esistenza di procedure di consultazione che assicurino l' effettiva partecipazione del pubblico ai processi decisionali ed ai comitati etici.
E' possibile rendere la normativa piu' efficace? In questo documento PeaceLink mette a disposizione una collezione di raccomandazioni che sono frutto di lunga elaborazione e vengono da due fonti. La e' prima scientifica. Si tratta di due Rapporti. Il primo e' "Elements of Precaution:Recommendations for the Regulation of Food Biotechnology in Canada", elaborato dal massima istituzione scientifica canadese, la Royal Society of Canada. il secondo "Genetically modified Plants for food Use and Human Health. An Update", elaborato dalla Royal Society Britanica, la massima istituzione scientifica del Regno Unito.
Il primo rapporto e' importante perche' e' uno dei primi documenti rivolti ai decisori politici e prodotti da scienziati che rifiuta apertamente il Principio di Equivalenza Sostanziale e raccomanda stringenti stadard scientifici nella valutazione degli impatti. Il successivo documento della Royal Society Britannica conferma la necessità di rivedere il Principio di Equivalenza Sostanziale, e, pur
affermando che i cibi GM sono sicuri in linea di principio, evidenzia la necessità di test più stringenti per allergie da inalazione (ad es. di polline) e per cibi GM destinati ai neonati.
La UK Royal Society e' cautamente ottimista riguardo ai potenziali rischi posti da cibi GM ma riconosce la necessita' di trasparenza nella valutazione dei rischi e la necessita'di continuare la sorveglianza post-marketing.
Facciamo notare che assicurare trasparenza e rigore e' di vitale importanza (si vedano anche i commenti della Royal Society of Canada).
Inoltre, nonostante chi debba pagare i costi di test e sorveglianza non è oggetto di questi rapporti, è lecito chiedersi se, e perchè, i contribuenti debbano affrontare questi costi, visto che i prodotti GM sono spesso privati e brevettati.
La seconda è una collezione di raccomandazioni di tre Conferenze del Consenso, in cui una giuria di cittadini (accuratamente pre-selezionata per rappresentare la diversità nella società civile) pone domande a numerosi esperti e scrive un rapporto finale destinato ai decisori politici.
In molti casi la Direttiva è in sintonia con le raccomandazioni che presentiamo. Tuttavia, in essa, alcune aree chiave, come quelle citate sopra, ricevono scarsa o frettolosa menzione.
Se adottate come linee guida, le raccomandazioni presentate qui potrebbero contribuire a creare una normativa che garantisca maggior protezione dell'ambiente e della salute dei consumatori.

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