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Cibi e Colture transgeniche

Peace Link risponde ad Edoardo Boncinelli
22 aprile 2003 - Alessandro Gimona

Il 31 Marzo 2000 Repubblica .it ha pubblicato un' intervista al biologo e genetista Edoardo Boncinelli, riguardante I rischi (o la loro presunta assenza) dei cibi e delle colture transgeniche:

http://www.repubblica.it/online/cultura_scienze/boncinelli/boncinelli/boncinelli.html

L'intervista contiene una serie di inesattezze e da' l' erronea impressione che vi sia consenso tra gli scienziati riguardo all' innocquita' di cibi e colture transgeniche. Questa risposta, inviata alla redazione del sito web di Repubblica, e' volta a rettificare, almeno in parte, tali inesattezze.

Il Terzo mondo si puo' sfamare in maniera ecologica

Cara redazione, scrivo per rispondere all' intervista comparsa sul sito web del giornale, intitolata

"Come si sfama il Terzo Mondo? Tutti i sì al cibo transgenico L'inquinamento della Terra potrebbe diminuire".

Dissento dal tono rassicurante dell' intervistato e spero vogliate ascoltare e pubblicare anche le ragioni degli scienziati meno ottimisti. Anch'io sono un biologo e lavoro come ecologo e ricercatore in un istituto di ricerca britannico.

L'idea che le preoccupazioni riguardo agli Organismi Modificati Geneticamente (OGM) siano solo allarmistiche e quindi non scientifiche e' totalmente infondata. Probabilmente anni di dibattito e di appelli alla cautela da parte di scienziati (parlo, ovviamente di "quelli veri") sono sfuggiti a Boncinelli. Per quanto concerne gli aspetti ecologici, inviti alla cautela sono stati espressi, per esempio, dagli scienziati dell'agenzia di protezione ambientale Britannica (English Nature), che hanno anche chiesto una moratoria di qualche anno prima dell'introduzione nell'ambiente, dalla Union of Concerned Scientist e dalla FAO

http://www.fao.org/biotech/state.htm

http://www.fao.org/FOCUS/E/SOFI/home-e.htm

Per gli aspetti che riguardano potenziali rischi per la salute, si puo' citare la British Medical Association che rappresenta i medici Britannici (si veda The Impact of Genetic Modification on Agriculture,Food and Health - Board of Science and Education .An Interim Statement, Maggio 1999). Inoltre il principio di equivalenza sostanziale, usato dalla Food and Drug Administration (FDA) per equiparare cibi transgenici a cibi tradizionali nell' autorizzarne il commercio negli USA, e' stato criticato da scienziati con articoli pubblicati da riviste scientifiche internazionali. Si veda ad esempio (Nature, 401). Gli stessi scienziati della FDA hanno messo in serio dubbio la validita' di tale principio. Documenti filtrati all'esterno dell'Agenzia, ed ora disponibili in rete grazie all' Alliance for Biointegrity http:// ww.bio-integrity.org lo dimostrano chiaramente.

Colture che abbiano successo "in terreni che sono devastati dal freddo o dall'acqua o dalla siccità" sono poi ancora lontane ed il loro eventuale potenziale di invadere ecosistemi tropicali e di scambiare geni con parenti selvatici, dovra' essere valutato con attenzione. Quel che piu' importa, pero', e' che la causa prima della fame nel mondo non e' la scarsa produzione. Questo mito che alcuni ripetono , e' sostanzialmente smentito dall' ultimo rapporto degli esperti FAO intitolato "The State of Food Insecurity"

http://www.fao.org/FOCUS/E/SOFI/home-e.htm che dimostra chiaramente come la rimozione di cause sociali, quali poverta' e guerre civili, potrebbe sfamare un gran numero di persone anche con il presente livello di produttivita'. E' vero che alcune modifiche, come la produzione di pro-vitamina A nel riso, allevierebbero le gravi carenze alimentari che si registrano in alcune aree dell' asia. Anche queste modifiche, comunque, debbono essere sottoposte a valutazione di rischi. Il rialscio di OGM nell'ambiente e la loro introduzione nella catena alimentare in paesi in via di sviluppo, entrambi senza adeguate valutazioni dei rischi, puo' trasformare quelle popolazioni ed il loro ambiente in oggetti di esperimenti su larga scala, che sarebbero inaccettabili in Europa.

A coloro che chiedono cautela Boncinelli risponde "Mah, il mio motto in tutte le cose è: provvedere senza preoccuparsi. Quindi l'idea sarebbe di essere abbastanza lucidi da individuare i problemi e da operare tempestivamente. Non esiste nulla in questo mondo che sia a rischio zero." Questo motto e' molto difficile da condividere perchè, non preoccupandosi, l'individuazione dei problemi ed i relativi interventi potrebbero avvenire solo a danno fatto ed essere inefficaci e tardivi, piuttosto che "tempestivi". Si immagini, ad esempio, la produzione di piante che siano invasive o alterino i rapporti di competizione e predazione negli agroecosistemi, o lo sviluppo di allergie alimentari che abbiano conseguenze molto serie per soggetti sensibili. I cittadini e gli ecosistemi meritano un atteggiamento piu' responsabile di quello proposto da Boncinelli. La necessita' di cautela e' stata esplicitamente riconosciuta anche dal recente Protocollo di Cartagena sulla biosicurezza, che sara' ratificato tra breve da circa 130 paesi. Questo, secondo molti analisti, ha ulteriormente rafforzato lo status del Principio di Precauzione nel diritto internazionale.

L'affermazione "non si sta introducendo niente di anomalo nell'ambiente perché la maggior parte delle colture, delle piante e anche degli animali non riuscirebbero assolutamente a sopravvivere al di fuori del campo dove sono coltivate, al di fuori di condizioni particolari" e' priva di fondamento scientifico ed e' dunque solo un' opinione, non un fatto. Questo e' proprio cio' che gli studi debbono cercare di accertare. Esistono vari studi che contraddicono questa opinione e sono ormai spesso citati da coloro che si occupano dei potenziali rischi degli OGM. Ad esempio la capacita' del polline di mais transgenico di uccidere bruchi della farfalla monarca (Nature 399) o la capacita' dei residui di piante che producano la tossina Bt di modificare le comunita' del suolo. Questi risultati evidenziano la necessita' di accertare i rischi e gli effetti caso per caso.

Boncinelli, lamenta poi che non vengano creduti "quelli (cioe' gli scienziati) che si occupano di questo". Non e' chiaro chi siano costoro: mentre i genetisti e gli agronomi, esperti nella produzione degli OGM sono comprensibilmente entusiasti, gli ecologi, gli allergologi ed i medici, che sono piu' competenti nel valutarne i potenziali rischi per ambiente e salute, esprimono molta piu' cautela. L' intervista fornisce quindi una rappresentazione distorta del dibattito scientifico in atto, dando al lettore l' impressione che, secondo gli scienziati, non vi sia nulla da preoccuparsi. Se e' possibile che l'inquinamento chimico diminuisca in alcune aree, per lo meno fino a quando non saranno comparse resistenze degli organismi bersaglio, e' anche vero che le preoccupazioni che le allergie e le malattie su base sconosciuta possano aumentare, e che aumenti l'inquinamento genetico e' invece presente anche e soprattutto tra gli scienziati "veri".

Allego un breve bibliografia Spero che questa dimostri che le preoccupazioni hanno fondamento scientifico e che sia utile a chi voglia approfondire.

Note:

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