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    Questo è riscaldamento globale

    Dichiarazioni polemiche dell'eminente scienziato sir John Lawton sull'ostinazione dell'amministrazione Bush a negare l'esistenza del fenomeno del global warming.
    2 ottobre 2005 - Michael McCarthy

    Global Warming Gli uragani ultrapotenti che stanno colpendo gli Stati Uniti sono la "smoking gun" del riscaldamento globale, secondo l'opinione di una figura di primo piano tra gli scienziati della Gran Bretagna.

    La crescente violenza di bufere come Katrina, che ha devastato New Orleans, e Rita, che sta ora minacciando il Texas, è molto probabilmente causata dal cambio di regime climatico, ha detto Sir John Lawton, presidente della Royal Commission sull'inquinamento ambientale. Gli uragani diventano più intensi, come previsto dalle simulazioni computerizzate, a causa della crescente temperatura del mare. "L'aumentata intensità di queste straordinarie tempeste è molto probabilmente dovuta al riscaldamento globale".

    In una serie di commenti fuori dai denti -- un attacco sottilmente velato all'amministrazione Bush -- sir John prende di mira i neocon negli Stati Uniti che ancora negano la realtà del cambio di clima.

    Riferendosi all'arrivo dell'uragano dice: "Se questo servirà a far entrare nella testa dei dementi climatici che abbiamo davvero un problema, forse potremmo ricavare qualcosa di buono da questa terribile situazione". Più di un milione di persone -- nota sir Lawton -- dalle coste del Texas stanno fuggendo a nord, mentre Rita, un uragano di rara potenza, infuria attraverso il Golfo del Messico. Probabilmente esso toccherà la terraferma stanotte o nella prima mattinata di domani presso Houston, la quarta più grande città degli Stati Uniti e il centro dell' industria petrolifera nazionale. Le autostrade verso l'interno sono intasate di traffico per circa cento miglia in direzione nord.

    Ci sono fondate paure che Houston potrebbe essere devastata da Rita nella stessa misura di New Orleans, meno di un mese fa, ad opera di Katrina.

    Richiesto di quale conclusione l'amministrazione Bush dovrebbe trarre da due uragani che hanno colpito di USA con tale intensità e in rapida successione, sir John dice: "Se ciò che si presenta con tali orribili auspici farà sì che gli scettici sul cambio di clima riconsiderino la loro posizione, sarebbe un risultato estremamente prezioso."

    Sulla sua definizione di "dementi climatici" egli dice: "Ci sono persone in varie parti del mondo... che semplicemente non accettano l'idea che le attività umane possano cambiare il clima e che lo stiano già facendo."

    "Io li paragono a quelli che negavano che fumare potesse causare cancro ai polmoni."

    Con i suoi commenti, sir Lawton è la terza figura chiave degli ambienti scientifici britannici che attacca gli Stati Uniti per l'ostinazione del governo Bush a negare che il riscaldamento globale sia un fenomeno reale.

    I commenti di sir John seguono e corroborano recenti ricerche, molte delle quali fatte in America, che dimostrerebbero la crescente violenza degli uragani e il nesso causale con il riscaldamento globale.

    Un documento da parte di studiosi americani, pubblicato la scorsa settimana sulla rivista Usa Science, dimostra come la frequenza di uragani dell'intensità di Katrina è quasi raddoppiata negli ultimi 35 anni.

    Sebbene la frequenza generale delle tempeste tropicali in tutto il mondo è rimasta al livello del 1970, il numero di casi di uragani di intensità 4 e 5 è salita drasticamente. Negli anni 70 vi erano in media 10 uragani di categoria 4 e 5 all'anno ma, dal 1990, essi sono quasi raddoppiati, raggiungendo la media di 18 all'anno. Durante lo stesso periodo, le temperature superficiali del mare, tra gli elementi chiave dell'intensità degli uragani, sono aumentate di una media di 0,5 gradi Celsius.

    Sir John afferma: "Sembra sempre più la 'smoking gun'. Pensare che il riscaldamento globale sia causato in maniera sostanziale da attività umane è una conclusione logica, ed esso sta inducendo il riscaldamento della superficie dei mari e la crescente violenza degli uragani".

    Note:

    Articolo originale - 24 Settembre 2005
    Independent

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