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    Paura e rabbia ribollono sotto la superficie

    L'onda chimica si avvicina alla città di Harbin, nel nord est della Cina
    27 febbraio 2006 - Geoff Dyer
    Fonte: Financial Times - 24 novembre 2005

    Le lunghe teorie di camion che sono arrivate ieri ad Harbin hanno fatto in modo che gli scaffali dei supermercati fossero di nuovo riempiti di bottiglie di acqua, dopo che i rifornimenti idrici alla città nel Nord est della Cina erano stati interrotti a causa della paura di inquinamento in seguito ad una esplosione a un impianto chimico della zona. Ma il fatto poco contribuito ad alleviare il disagio serpeggiante nella città dal momento che si è saputo dell’incidente.
    Le lunghe file per i biglietti alla stazione ferroviaria di Harbin testimoniavano la crescente sfiducia della gente nella città, aumentata anche da voci di un imminente terremoto.
    Non è ancora chiaro se l’ondata chimica che si fa strada lungo il corso del fiume Songhua inquinerà i rifornimenti idrici e causerà un disastro ambientale ancora più grande in una città la cui area metropolitana contiene 9 milioni di persone. Ma l’episodio ha già messo in evidenza dei punti deboli del paese in un modo che sta già preoccupando Pechino.
    Il rapido slancio della Cina verso l’industrializzazione degli ultimi due decenni ha reso il pericolo di inquinamento ambientale un rischio costante, mentre un crescente gruppo di esperti ha cominciato a mettere in guardia che le grandi città della Cina potrebbero presto fronteggiare carenze di acqua. Accanto a questa miscela esplosiva, c’è la latente sfiducia delle solenni dichiarazioni ufficiali del dopo Sars circa i rischi della salute pubblica e così la situazione ad Harbin racchiude un potenziale esplosivo.
    Non c’erano segni di panico diffuso ieri ad Harbin, mentre la maggior parte della città proseguiva il suoi abituali affari, anche se le scuole, i bagni pubblici e i negozi di parrucchiere erano tutte chiuse. Ma nelle lunghe code alla stazione ferroviaria si respirava un’atmosfera di rivolta tranquilla. Meng Lu, 15 anni, e sua madre la signora Liu avevano appena comprato i biglietti per Shenyang anche se avevano la prospettiva di passare in piedi il viaggio di cinque ore. “Stiamo scappando da un disastro” ha detto la signora Liu.
    Ieri il governo locale ha tentato di calmare le preoccupazioni della gente dando per la prima volta delle informazioni dettagliate sulla minaccia. Dei funzionari hanno rivelato che una scia di prodotti chimici lunga 80 Km, per la maggior parte benzene, avrebbe attraversato la città durante la notte. Presto sarebbe entrata in tre diversi affluenti, diluendo il suo impatto potenziale, hanno detto. “Sarò il primo a bere un bicchiere d’acqua una volta che i rifornimenti saranno ristabiliti” ha affermato il governatore della provincia di Heilongjiang.
    Ma le autorità stanno pagando il prezzo per il modo pasticciato con cui l’informazione sulla minaccia d’inquinamento è stata data al pubblico. Lunedì è stato prima annunciato che i rifornimenti di acqua sarebbero stati interrotti per quattro giorni per lavori di manutenzione per poi ammettere che l’interruzione era connessa effettivamente con l’incidente industriale avvenuto nella città di Jilin. Poi i funzionari hanno riconosciuto che l’interruzione dell’acqua avrebbe potuto durare più a lungo dei quattro giorni.
    Alcuni funzionari hanno fatto un resoconto ancora più drammatico dei rischi. “L’inquinamento è certo” ha scritto l’organo ufficiale China Daily citando le dichiarazioni di un funzionario del dipartimento regionale degli acquedotti “E’ entrato nel fiume Songhua e ha interessato le rive e i tratti più bassi”
    Una sospensione prolungata dell’acqua potrebbe avere un impatto ancora più grande dal punto di vista dell’economia. McCains, il produttore di patatine, ha dovuto sospendere il suo impianto aperto da poco nell’area di Harbin perché non c’era acqua per lavare le patate.
    Anheuser-Busch, la fabbrica di birra statunitense che ha acquisito la fabbrica di birra di Harbin l’anno scorso, ha annunciato ieri che la sospensione dell’acqua non ha interessato in maniera significativa la produzione di birra e che stava distribuendo alcune delle sue scorte ai cittadini di Harbin.
    “Il municipio di Harbin ha chiesto il nostro aiuto perché rifornissimo la gente di acqua potabile proveniente dai pozzi delle nostre fabbriche, per la quale cosa noi ci stiamo adoperando in entrambe le fabbriche, come anche attraverso il rifornimento con cisterne mobili che consegneranno... acqua fresca da bere” ha dichiarato.
    In aggiunta a questa calamità gira la voce che la città sta per essere colpita da un terremoto. Le dichiarazioni dei funzionari di Harbin che l’origine delle voci era dovuta a una esercitazione antiterremoto fissata per venerdì non ha impedito ad alcuni abitanti di fuggire dalla città.

    Note:

    Tradotto da Gianni Giuliari per www.peacelink.it

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