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    Diffusa dall'Arpa la documentazione aggiornata

    Eurex Saluggia: Due nuovi siti inquinati dalle scorie radioattive

    Un corso d'acqua sorgiva e il pozzo in località Cascina del Porto sono risultati inquinati da stronzio-90 (così come il pozzo di Casale Benne). L'Arpa sostiene che non ci sono pericoli per la popolazione
    28 maggio 2007 - Enrico Miceli
    Fonte: Relazione Arpa Piemonte

    L’agenzia Arpa ha pubblicato in questi giorni i risultati aggiornati sulle rilevazioni dei pozzi intorno al sito nucleare Eurex di Saluggia. Le analisi riferite allo scorso marzo segnalavano una contaminazione da stronzio 90 anche in un pozzo non utilizzato (esterno alla zona compresa dall’Eurex) posto in località Casale Benne. La radioattività presente nel pozzo non superava però il valore di soglia consentito dalla legge. Le nuove analisi, pur garantendo che non ci sono attualmente rischi per il vicino acquedotto del Monferrato, confermano il basso tasso di radioattività nell’acqua e individuano due nuovi siti esterni contaminati: un corso di acqua sorgiva e un pozzo in località Cascina del Porto. Nella relazione pubblicata dall’Arpa si può leggere: “I valori di concentrazione di Sr-90 nell’acqua di falda superficiale sono non rilevanti dal punto di vista radioprotezionistico, per quanto concerne l’esposizione degli individui della popolazione”. Per il momento, quindi, l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale garantisce che non ci sono rischi per la cittadinanza. “Allo stato attuale” si legge ancora nella documentazione “i valori di contaminazione da Sr-90 riscontrati non rappresentano un pericolo per la popolazione. Risultano infatti rispettati sia i limiti di dose fissati dalla normativa vigente che i valori di screening fissati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità”.

    Intanto sono iniziati sabato 6 maggio, a Saluggia, il lavori per il trasferimento del materiale radioattivo presente all’interno della piscina Eurex. La nuova destinazione, com’è noto, è il deposito Avogadro, sempre a Saluggia. La scelta è stata (ed è ancora) fortemente contestata dalla cittadinanza per via, tra le altre cause, dell’eccessiva vicinanza con il fiume Dora Baltea, che nel 2000 ha inondato il territorio. Il trasferimento durerà circa dieci settimane e riguarderà 52 elementi di combustibile irraggiato. In seguito il materiale sarà spostato in Francia per subire alcuni trattamenti ed entro un paio di decenni farà nuovamente ritorno in patria per essere sepolto. Non si sa ancora dove.

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