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    La relazione Arpa di luglio 2007

    Eurex di Saluggia: aumenta il tasso di radioattività da Stronzio 90

    Il sito - nelle cui vicinanza passa l'Acquedotto del Monferrato - contiene la maggior parte delle scorie nucleari italiane
    2 agosto 2007 - Enrico Miceli

    Nuova rilevazione attuata all’interno del territorio di Saluggia. Il sito, già contaminato da Sr-90, è costantemente monitorato, almeno lungo le zone vicine all’acquedotto del Monferrato (struttura che fornisce acqua potabile a circa 90.000 persone) dall’intervento dell’Arpa in collaborazione con l’Apat. I nuovi risultati dicono che aumenta la concentrazione di Stronzio 90 e per la prima volta alcuni pozzi interni risultano contaminati anche da H-3.
    La situazione era divenuta estremamente preoccupante già nel mese scorso, quando la contaminazione era risultata estesa verso pozzi e sorgenti esterne al sito Eurex – Sogin (sito che contiene la maggior parte delle scorie nucleari italiane). La notizia, preoccupante, che arriva da questa nuova rilevazione è l’aumento dell’intensità della contaminazione.

    Ma andiamo per ordine e riepiloghiamo:
    Negli anni scorsi, all’interno della struttura Eurex – Sogin di Saluggia, un evento probabilmente esterno aveva provocato la fuoriuscita di liquido radioattivo dalla piscina di stoccaggio del sito. La contaminazione, a detta dei responsabili, era comunque contenuta all’interno della struttura. Bene, nessun problema o perlomeno, nulla che dia pensiero eccessivo alla popolazione locale.
    Circa sei mesi fa, una rilevazione attuata dall’Arpa, rilevava che la contaminazione da interna alla struttura era divenuta esterna. Era infatti risultato contaminato un pozzo esterno sito in località Benne, che però, per fortuna, risultava non collegato all’acquedotto. Inoltre il livello di contaminazione non superava i limiti prefissati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. D’accordo, le istituzioni ci consigliano di stare tranquilli poiché non ci sono pericoli per la popolazione.
    Pochi mesi fa, un successivo rilevamento dell’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale, rilevava ulteriori contaminazioni esterne. I siti in questione riguardano una sorgente e un pozzo posto in località Cascine del Porto. Il livello di radionuclidi è basso, sintetizza una nota distribuita dall’agenzia stessa, non c’è di che preoccuparsi. D’accordo, il limite della radiazione del beta emettitore Stronzio 90 è basso, quindi non c’è di che preoccuparsi. Nessun allarme eccessivo.
    Nel frattempo, un intervento voluto dal presidente Sogin di allora (il generale Jean), rende effettivo lo spostamento di queste scorie dall’Eurex al sito dell’ex reattore Avogadro, area posta a pochi chilometri di distanza dal sito Eurex e reputata dall’amministrazione locale inadatta a contenere il materiale. Il processo di spostamento è tutt’ora in atto e terminerà nel corso del 2008. La cittadinanza locale però protesta e vorrebbe la bonifica del territorio.
    La storia, in ogni caso, non termina certo qui. Dall’ultimo documento distribuito dall’Arpa Piemonte e realizzato in collaborazione con l’Apat, risulta testualmente che per i pozzi posti “all’interno del sito EUREX, i valori massimi di contaminazione da Sr-90 dell’acqua di falda (pozzi SPB e SPN) sono significativamente aumentati”. Nello specifico, il pozzo Spb aveva nel gennaio 2007 una concentrazione di Sr-90 pari a 0,0271 Bq/l, il mese di luglio ha rivelato che la concentrazione all’interno dello stesso pozzo è arrivata al valore di 0,109 Bq/l. Analogamente per il pozzo Spn che da 0,0139 Bq/l (valore di gennaio) è arrivato, nel mese di luglio, ad un valore di Sr-90 pari a 0,193 Bq/l. Un incremento vertiginoso di radioattività. Inoltre è da evidenziare un’ulteriore “novità” che vede come protagonisti entrambi i pozzi segnalati. Infatti al loro interno “si riscontra per la prima volta la presenza di H-3 (Trizio nda)”.

    Tra le conclusioni dell’Arpa e dell’Apat si può leggere, infine, che esiste la concreta ipotesi che "gli attuali livelli di contaminazione nei pozzi esterni siano correlabili ad un precedente massimo della contaminazione all’interno del sito. Se questa ipotesi fosse confermata, si potrebbe rilevare un successivo incremento dei livelli di concentrazione anche nei pozzi ESTERNI al sito”.

    micelienrico@yahoo.it

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