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    Soluzioni militari al problema rifiuti in Campania, democrazia in caduta libera.

    Le mosse di Berlusconi in 17 articoli

    Le discariche diventano zone d'interesse strategico nazionale e quindi equiparate a strutture militari controllate dai soldati. I termovalorizzatori passano a 4, di cui uno a Napoli. Il Dipartimento antimafia di Napoli viene coinvolto in tutti i procedimenti riguardanti il processo di smaltimento e raccolta rifiuti ed i reati ambientali. Viene ostacolata l'azione della magistratura in merito ai sequestri di discariche. I CDR vengono trasformati in impianti di compostaggio.
    21 maggio 2008 - Vittorio Moccia
    Berlusconi

    Silvio Berlusconi annuncia, nella conferenza stampa al termine del consiglio dei ministri tenuto a Napoli, i provvedimenti decisi dal governo per porre fine all'emergenza rifiuti. Tutte le discariche saranno controllate dai soldati, in quanto diventeranno zone d'interesse strategico nazionale e quindi equiparate a strutture militari: ci sarà il carcere per chi ne impedirà l'apertura o provocherà disordini. "Sappiamo che il tempo è scaduto" e che "servono anche scelte dolorose e difficili" ma oggi "ci impegnamo a non fare più promesse ma a consegnare certezze".

    Il governo ha nominato l'attuale capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega per affrontare l'emergenza dei rifiuti a Napoli. "Da domani il Sottosegretario Bertolaso attiverà siti per le discariche in tutte e cinque le province campane", ha detto Berlusconi, annunciando che, per i Comuni che avranno sul loro territorio delle discariche "ci saranno compensazioni economiche".
    Il decreto legge varato dall'esecutivo per affrontare e risolvere l'emergenza rifiuti si sviluppa in 17 articoli, prevedendo il coinvolgimento del Dipartimento antimafia, e fissando multe, anche pesanti, per i Comuni che non ottempereranno le nuove norme di raccolta e smaltimento, ponendo infine un freno alla commercializzazione di prodotti 'usa e getta'. In particolare il coinvolgimento del Dipartimento antimafia di Napoli è previsto per tutti i procedimenti riguardanti il processo di smaltimento e raccolta rifiuti e per i reati ambientali; il procuratore nazionale antimafia sarà coinvolto in caso di ipotesi di reato della criminalità organizzata. Infine l'attribuzione della competenza su misure cautelari (sequestro di discariche) passa al Tribunale in composizione collegiale: "Per evitare che un pm adotti singole azioni cautelari in via d'urgenza bloccando così il ciclo dei rifiuti".

    Descisamente pesanti saranno le sanzioni per i Comuni che non raggiungeranno l'obiettivo del 25 per cento di raccolta differenziata entro il 31 dicembre di quest'anno, del 35 per cento nel 2009 e del 50 per cento nel 2010. Lo Stato, nel caso, reagirà con la maggioranza dell'imposta sullo smaltimento rifiuti "pari, rispettivamente, al 25, 25 e 50 per cento" della tassa dovuta.

    Via libera pure ai termovalorizzatori. Berlusconi li dichiara sicuri: "Non bisogna avere paura". La Campania dovrà averne quattro. Quello di Acerra, in costruzione da anni ("Uno scandalo e un dolore: deve entrare in funzione entro fine anno"), quelli di Santa Maria La Fossa e Salerno, e la novità Napoli. "Il sindaco avrà 30 giorni per indicare un sito in cui realizzarlo, altrimenti agirà Bertolaso".

    Non solo. Sempre entro 30 giorni, Napoli dovrà presentare un piano per la differenziata. Quello che c'è, forse, non basta. I 7 impianti per la produzione di combustibile da rifiuti saranno trasformati in impianti di compostaggio.

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