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    ENI Milazzo: il CTR boccia il rapporto di sicurezza

    La valutazione del rapporto definitivo di sicurezza presentato dalla Raffineria di Milazzo ha ricevuto parere negativo sull’analisi di rischio in esso rappresentata dal Comitato Tecnico Regionale per la Sicilia
    20 novembre 2013 - Luciano Manna

    la raffineria di milazzo

    Riceviamo e pubblichiamo la nota stampa del Consigliere comunale di Milazzo, Giuseppe Marano.

    Con delibera n. 191 del 12.09.2013, il c.d. Comitato Tecnico Regionale per la Sicilia, in sede di valutazione del rapporto definitivo di sicurezza (aggiornamento 2010) presentato dalla Raffineria di Milazzo S.c.p.a., ha concluso esprimendo parere negativo sull’analisi di rischio in esso rappresentata. Per l’effetto, il C.T.R. ha diffidato il gestore – ai sensi dell’art. 27, comma 4, del D.Lgs. n. 334/99 («Fatti salvi i casi di responsabilità penale, qualora si accerti che non sia stato presentato il rapporto di sicurezza o che non siano rispettate le misure di sicurezza previste nel rapporto o le misure integrative indicate dall’autorità competente, l’autorità preposta al controllo diffida il gestore ad adottare le necessarie misure, dandogli un termine non superiore a sessanta giorni, prorogabile in caso di giustificati, comprovati motivi.

    In caso di mancata ottemperanza è ordinata la sospensione dell’attività per il tempo necessario all’adeguamento degli impianti alle prescrizioni indicate e, comunque, per un periodo non superiore a sei mesi. Ove il gestore, anche dopo il periodo di sospensione, continui a non adeguarsi alle prescrizioni indicate l’autorità preposta al controllo ordina la chiusura dello stabilimento o, ove possibile, di un singolo impianto di una parte di esso») – ad adottare, entro 60 giorni, le necessarie misure individuate dallo stesso Comitato nella delibera al fine di prevenire tutti i possibili pericoli e scenari di incidente rilevante e limitarne le conseguenze per la salute umana e per l’ambiente.

    Alla luce di quanto sta emergendo, ci poniamo alcuni quesiti:

    1. I Sindaci dei Comuni di Milazzo e San Filippo del Mela, nel cui territorio è ubicato lo stabilimento gestito dalla Raffineria di Milazzo S.c.p.a., hanno adottato le misure e prescrizioni atte a prevenire o impedire il pericolo o il danno per la salute pubblica, anche chiedendo all’autorità competente di verificare la necessità di riesaminare le autorizzazioni rilasciate, o ancora hanno adottato i provvedimenti, anche contingibili ed urgenti, previsti dalla legge in caso di emergenze sanitarie o per prevenire e/o eliminare gravi pericoli che minacciano l’incolumità pubblica e la sicurezza urbana?

    2. Il Prefetto di Messina ha fatto ricorso ai poteri previsti in caso di urgenza o grave necessità pubblica, per motivi di sanità e sicurezza pubblica?

    3. La Provincia di Messina ha esercitato le funzioni amministrative di propria competenza, anche in materia di tutela e valorizzazione dell’ambiente e per la prevenzione dalle calamità, come previste dalla legge?

    4. E le competenze regionali in materia di incolumità e sicurezza pubblica, di tutela dell’ambiente, di tutela della sanità pubblica, etc., sono state esercitate?

    5. E le corrispondenti competenze ministeriali?

    6. Sono stati adottati (ovvero riveduti ed aggiornati) i Piani di Emergenza Interno ed Esterno, con le previste consultazioni rispettivamente del personale che lavora nello stabilimento e della popolazione e, quindi, sono state attivate le dovute linee di informazione sul rischio industriale nei confronti di tutti coloro che potrebbero essere interessati dagli effetti di un incidente rilevante? E le altre forme di consultazione della popolazione previste dall’art. 23 del D.Lgs. n. 334/99 sono state attivate?

    7. Sono state esercitate – da tutti i livelli di governo interessati – le competenze in materia di Protezione civile al fine di tutelare l’integrità della vita, i beni, gli insediamenti e l’ambiente dai danni o dal pericolo di danni derivanti da catastrofi e da altri eventi calamitosi?

    8. In questo contesto emergenziale, le Organizzazioni Sindacali di categoria hanno assolto ai propri compiti e funzioni istituzionali a tutela dell’integrità della vita, della salute e della sicurezza dei lavoratori che operano nell’insediamento industriale? Ed in che modo?

    9. Il C.T.R. di Palermo come intende procedere rispetto alla valutazione del rapporto definitivo di sicurezza della nuovo impianto di produzione idrogeno (HMU3), sempre di pertinenza della Raffineria di Milazzo S.c.p.a., se – come si evince dal corpo delle delibere assunte il 25.06.2013 e 12.09.2013 – in tale valutazione dovrà considerare le interferenze tra lo stesso impianto di produzione idrogeno e gli altri impianti limitrofi, in termini di contrasto degli scenari incidentali e contenimento delle conseguenze (rimarcando che lo stesso C.T.R. ha espresso parere negativo sulla valutazione del relativo rapporto di sicurezza)?

    10. Il C.T.R. di Palermo, posto il presumibile decorso del termine di diffida di 60 giorni assegnato alla Raffineria di Milazzo S.c.p.a. nella suddetta delibera n. 191 del 12.09.2013, come intende procedere al riguardo?

    11 Gli enti previdenziali come INAIL sono al corrente di questa situazione???'

    12. Gli Enti e le Amministrazioni preposte, hanno provveduto di esporre i fatti summenzionati al Procuratore della Repubblica competente per territorio affinché questi possa assumere le determinazioni di propria competenza in merito alla verifica della sussistenza di eventuali fattispecie di reato, alla individuazione dei soggetti responsabili ed alla loro punizione alle pene di legge?

    Giuseppe Marano Verdi Sicilia

    Fonte: Verdi/GreenItalia

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