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    Ministero dell'Ambiente, cercasi Ministro con esperienza

    Il nuovo governo, cambiano i Ministri e le città inquinate attendono giustizia
    28 febbraio 2014 - Antonia Battaglia

    un peschereccio e una tuta di un operaio ilva

    A Taranto i mesi, gli anni, i governi, sembrano non cambiare mai. Si vive in un clima di attesa di qualcosa che non arriva mai e che quando cambia, in realtà gattopardescamente non cambia mai, conserva e protegge uno status quo bipartisan, l’oggi che era ieri e che sarà domani e che sempre garantirà che chi controlla ed impera possa continuare a farlo.

    Taranto é la città dell’ILVA, di quella città del Sud del nostro Paese la cui peculiarità sta nell’esser stata tradita da tutti i governi che si sono succeduti dal dopoguerra in poi, in una sfilata di decreti, leggi, disposizioni ad hoc, emendamenti, che hanno portato Taranto ad essere cio’ che é oggi: una città malata sul cui futuro pesa la deresponsabilizzazione totale della politica che considera la regione Puglia quasi una terra destinata a sopportare i fumi dell’ilva, la centrale a carbone, la diossina, le malattie, le morti. Tutto. Purché il fastidio non arrivi a Roma e non turbi i palazzi baresi.

    I video e le fotografie di fumi potenzialmente pericolosi e di episodi di slopping filmati in questi ultimi giorni a Taranto dalla gente, dalle strade, dalle auto, dalle case, non vanno di pari passo con la presupposta ventata di novità che Matteo Renzi ed il suo governo ci hanno promesso.

    Il neo-nominato ministro dell’Ambiente é Gianluca Galletti, Udc, deputato fino alla scorsa legislatura e non rieletto nel 2013. Sottosegretario all’istruzione nel governo Letta, é il commercialista di Casini, messo li' ad occupare una posizione per la quale non ha alcuna esperienza. Perché?


    Il Ministero dell’Ambiente é uno dei ministeri chiave nella visione del nuovo corso che la politica europea dovrebbe proporsi di realizzare nella nuova incombente legislatura: in Italia il Ministero dell’Ambiente é un parcheggio all’ultimo piano, quello piccolo e stretto nell’angolino in cui non entra neanche una Smart.

    Quello che resta oscuro é tuttavia il perché di una persona come Galletti che, per quanto possa essere una persona corretta e dedita alla politica, non ha tuttavia alcuna esperienza in materie delicate come l’Ilva, la gestione dei rifiuti, i condoni edilizi, l’urbanistica, la riduzione di CO2 e gli obiettivi europei. Quale « green new deal » può realizzarsi attraverso il Ministro Galletti?

    Allora la domanda che da Taranto voglio porre a Renzi ed al suo vecchio-nuovo PD, a Bondi, a Ronchi, all’area PD-ILVA-Governo perché il Commissariamento dell’Ilva é pur sempre una struttura di governo, é quale sia adesso il prossimo step previsto per Taranto?

    Dopo la legge del 6 Febbraio, dopo la nomina di un Ministro totalmente estraneo ai temi importanti come le eco-mafie, dopo l’annullamento della conferenza su ILVA prevista per il 24 febbraio sui « primi nove mesi della nuova ILVA", quali sono le proposte concrete per risolvere il problema sanitario, ambientale ed occupazionale di Taranto? Quali sono le prospettive di rilancio in Puglia?

    IL Ministro dovrebbe venire immediatamente a Taranto, a Brindisi, passarci magari anche due-tre giorni ma non limitandosi a parlare con la Chiesa. I dati sui morti ed i malati parlano chiaro. Non abbiamo bisogno di altri apprezzamenti, la storia é andata avanti senza i governi: allora potrebbe arrivare presto il momento in cui i cittadini decidano di lasciarsi alle spalle la malapolitica e di voltare la pagina scegliendo una classe che li rappresenti e che sia nuova, diversa, pulita, giovane e che negli ultimi anni non abbia accettato compromessi e lasciato il proprio territorio in mano alla devastazione protrattasi per decenni in mano del potere politico e delle sue molteplici ramificazioni .

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