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    La morte di Emilio Riva, preceduta da un imponente slopping marrone dell'acciaieria di Taranto

    Alle 10.20 il cielo sopra l'Ilva si colora di fumi intensi, nel primo pomeriggio muore Emilio Riva
    30 aprile 2014 - Alessandro Marescotti

    Ilva al tramonto

    Oggi a Taranto abbiamo assistito sgomenti e sbigottiti al verificarsi di un nuovo imponente fenomeno di slopping che, come un triste presagio, e' sembrato anticipare il ferale annuncio della morte di Emilio Riva.

    Una gigantesca fumata marrone ha avvolto la fabbrica.

    Eccone l'immagine eloquente:

    http://www.peacelink.it/ecologia/a/40073.html

    Chiediamo allo Spesal dell'Asl di Taranto quali siano le condizioni di pericolo immediato per la salute umana a cui sono sottoposti gli operai che vengono avvolti da tali fumi e chiediamo altresi' per quanto tempo dovra' protrarsi tale inquinamento prima di pregiudicare ulteriormente le condizioni di salute di chi inala abitualmente gli slopping.

    La Asl fa prelievi su urina e sangue degli operai per verificare quanto tali condizioni di lavoro intacchino la salute?

    E' prerogativa degli organi di controllo sanitario fare questi accertamenti al fine di verificare il livello di esposizione a sostanze nocive per la salute, in particolare quelle neurotossiche, genotossiche e cancerogene.

    Inoltre ci chiediamo perche' non venga sospeso l'esercizio di impianti gia' sotto sequestro e visibilmente "fuori norma" che continuano a funzionare al di fuori delle prescrizioni dell'autorizzazione Aia, come ha sottolineato la Commissione Europea recentemente. Il verificarsi di tali eventi vistosi infatti non riguarda il semplice malfunzionamento episodico e transitorio di tecnologie efficienti che rispettano l'Aia, ma e' la visibile conseguenza di impianti i quali strutturalmente non rispettano l'Aia, come gia' accertato dalle visite ispettive dell'Ispra. Siamo in presenza pertanto della violazione della direttiva europea 75/2010 la quale all'articolo 8 comma 2 prevede che "laddove la violazione delle condizioni di autorizzazione presenti un pericolo immediato per la salute umana o minacci di provocare ripercussioni serie e immediate sull'ambiente e sino a che la conformita' non venga rispristinata e' sospeso l'esercizio dell'installazione".

    Lo sottolineiamo alle autorita' di governo prima ancora che alla magistratura. E' bene infatti ricordare che la direttiva europea 75/2010 e' stata recepita dall'Italia ed e' in vigore dall'11 aprile 2014.

    Alessandro Marescotti
    Presidente di PeaceLink
    www.peacelink.it

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