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    Milazzo e Gela verso Priolo, denunce per gli inquinanti

    Depositate anche a Priolo le denunce per le attività delle raffinerie
    29 giugno 2014 - Luciano Manna

    la raffineria di priolo

    Vita non semplice per le raffinerie siciliane dove i comitati nati dalle volontà dei cittadini hanno espresso azioni concrete contro chi ha perpetrato attività inquinanti per mezzo dei processi produttivi dei petrochimici, azioni che in alcuni casi hanno consentito l'avvio delle indagini da parte delle procure con conseguente avvio del processo con rinvio a giudizio.

    Qualcuno ai piani alti dei consigli di amministrazione pensava che questi gruppi spontanei di cittadini non sarebbero andati oltre le passeggiate condite di slogan, invece questi comitati nati dai semplici cittadini hanno dimostrato che per fare politica attiva sul territorio ci vuole onestà, volontà e coraggio, il coraggio necessario per difendere la propria terra senza scendere a compromessi con attività camaleontiche di una politica malata a cui non rimane che staccare la spina.

    Le stesse persone che hanno animato le azioni legali di Milazzo e Gela nei confronti delle raffinerie, sabato 28 giugno erano a Priolo per avviare le stesse procedure. Peacelink ha ascoltato in merito Giuseppe Marano e David Melfa.

    Marano - "Oggi 28 giugno alle 10 e 30 a Priolo , I Comitati Milazzo Green e Aria Pulita rappresentati dal sottoscritto Giuseppe Marano e Silvana Giglione si sono incontrati con il Comitato dei Cittadini Priolo Verde rappresentato da Giusy Chiaramonte. La stessa coadiuvata dall'avv. Antonio Giardina ha depositato in procura una Denunzia Querela circostanziata avverso le continue emissioni di gas inquinanti che la costringono a chiudersi con cadenza regolare dentro casa con la paura che la propria famiglia possa ammalarsi"

    Melfa - "Ho avuto il piacere di essere inviato a Priolo, dall'avvocato Antonio Giardina per l'avvio di un azione legale nei confronti delle raffinerie del loco. Ho avuto modo di incontrare Giuseppe Marano, ed insieme a Giusy Chiaramonte, abbiamo deciso di fare fronte comune, eleggendo l'avv.Giardina quale referente legale del triangolo dei veleni Gela, Milazzo e Priolo. Abbiamo inoltre deciso, pur mantenendo ognuno le proprie identità, di chiedere un'audizione al Presidente della Commissione Ambiente della Regione Sicilia"

    Il destino di queste persone che abitano città distanti tra loro centinaia di chilometri ha molti comuni denominatori, sia Marano che Melfa vengono rispettivamente citati in giudizio dalle rispettive società che gestiscono i petrolchimici, per Marano accade ad ottobre del 2013, più tardi arriva puntuale anche quella per Melfa, a giugno 2014.

    Ma c'è da credere davvero che queste persone vengono citate in giudizio da colossi della raffineria italiana per alcune dichiarazioni fatte sui social? Non proprio, queste persone con tanto coraggio non hanno soltano informato la gente sulle esposizioni agli inquinanti industriali a mezzo social ma lo hanno fatto portando esposti, denunce e querele alle procure, molto di più di una semplice frase gettata nella rete.

    A Gela le denunce depositate in diversi anni da David Melfa hanno consentito l'avvio delle indagini e a marzo 2014 parte il processo a carico di tre dirigenti del petrolchimico ENI che rispondono dei reati di "getto di cose pericolose" comprese le "emissioni di polveri e di prodotti gassosi maleodoranti tali da causare fastidio, molestie olfattive e difficoltà respiratorie".

    Molti i comuni denominatori tra Marano e Melfa: una raffineria dietro casa, le denunce, le citazioni in giudizio ma un'eccezione conferma la regola, a Gela c'è un processo in corso e ci sono state delle indagini, a Milazzo le indagini non sono ancora partite.

    Milazzo e Gela sono Siti di Interesse Nazionale, le attività di denuncia sono state le stesse che hanno evidenziato l'impatto ambientale degli inquinanti derivanti dalla stessa attività produttiva, cosa succede alla Procura della Repubblica di Barcellona Pozzo di Gotto dove Giuseppe Marano coadiuvato dall'avvocato Antonio Giadina ha depositato denunce-querele ed esposti in merito alle attività della raffineria di Milazzo? Perchè non si avviano le indagini così come è successo a Gela a seguito del quale oggi qualcuno deve rispondere in un tribunale?

    Quel che c'è di certo è che a Milazzo, Gela e Priolo i cittadini si sono organizzati in gruppi e comitati e hanno depositato le documentazioni per avviare le cause civili con conseguente richiesta di risarcimento del danno, sono i cittadini che chiamano i vertici aziendali a rispondere del loro operato in un'aula di tribunale.

     

     


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