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    Raffineria Eni di Taranto, una "bolla" di inquinanti

    Pubblichiamo i dati degli inquinanti relativi agli anni 2013 e 2014
    13 ottobre 2014 - Luciano Manna

    le emissioni di una torcia della raffineria eni

    La situazione dei macro inquinanti della raffineria ENI di Taranto é stata resa nota con un articolo di Peacelink del Luglio 2014. La raffineria, situata a Taranto dal 1967, gestita dalla Shell dal 1975 e in seguito passata sotto il controllo del gruppo  Eni nel 2002, é caratterizzata da un ciclo produttivo che permette il trattamento del greggio separandolo in diverse frazioni: Gas, Gpl, Naphta, Kerosene, Gasoli e Residui. Lo stoccaggio dei prodotti finiti avviene in 133 serbatoi con una capacità complessiva di circa 3 milioni di m3. Nello stesso perimetro aziendale opera una centrale termoelettrica di proprietà del gruppo Enipower, che fornisce energia agli impianti della raffineria.

     

    La questione dei report mai pubblicati

    E’ particolarmente difficile reperire la documentazione dell’ENI relativa alla quantità di inquinanti immessi nell'aria e nell'acqua. I reports più recenti, che avrebbero dovuto essere trasmessi secondo le scadenze dettate dall'AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale), sono, infatti, irreperibili. 

    Consultando l'area preposta sul sito internet del Ministero dell’Ambiente, il documento più recente è  la "Trasmissione rapporto annuale 2014 », relativo all'esercizio del 2013 degli impianti. Tuttavia, la documentazione allegata, fondamentale perchè gli allegati contengono i report, é mancante.  Il capitolo 8 dell’AIA Eni, sul « Reporting », cita:

    "Entro il 30 aprile di ogni anno, il gestore è tenuto alla trasmissione, all'Autorità competente (Ministero dell'Ambiente), all'Ente di controllo (ISPRA), alla Regione, alla Provincia, al Comune interessato e all'Arpa territorialmente competente, un rapporto annuale che descrive l'esercizio dell'impianto dell'anno precedente. Tutti i rapporti dovranno essere trasmessi su supporto informatico. Il formato dei rapporti deve essere compatibile con lo standard "Open Office Word Processor" per le parti testo e Open Office - fogli di calcolo per i fogli di calcolo e diagrammi riassuntivi. Eventuali dati e documenti in solo formato cartaceo dovranno essere acquisiti su supporto informatico per la loro archiviazione".

    Allo stato attuale, la documentazione relativa al 2013 avrebbe dovuto esser già disponibile ma di essa non vi é ad oggi traccia e gli ultimi reports risalgono all’anno 2012. Può anche essere accaduto che Eni abbia trasmesso nei tempi dovuti i report all'ente di controllo e che questo non abbia provveduto alla pubblicazione.

    Per colmare questa grave mancanza di informazione su dati importanti che riguardano gli inquinanti prodotti dalla raffineria, Peacelink ha fatto esplicita richiesta ad Arpa Puglia, la quale ha fornito alcuni dati relativi al periodo 2013 e  2014.

    Al paragrafo 8.1 "Comunicazione Mensile" leggiamo: "E' fatto obbligo di comunicazione mensile, secondo il quale il gestore, al termine di ogni mese, è tenuto alla trasmissione all'ente di controllo ISPRA e all'Arpa territorialmente competente dei valori di concentrazione media mensile relativi alle emissioni in aria per i parametri della bolla". 

    Inoltre abbiamo indirizzato la richiesta ad Arpa Puglia anche per quanto riportato in un documento redatto da Eni ed inserito nella relazione annuale del 2013 dove si scrive che:

    "Le medie orarie elaborate dal sistema di acquisizione, vengono trasmesse “on-line” ad ARPAP DAP Taranto". Inoltre è interessante sapere, apprendiamo sempre dallo stesso documento, che la raffineria possiede un monitoraggio dei camini in continuo ed un portale intranet che comunica in tempo reale le concentrazioni e i flussi degli inquinanti che vengono elaborati da un software che fornisce i dati espressi come media oraria, media giornaliera e media mensile, ricavati a partire dai dati istantanei rilevati.

    Perchè sono disponibili on line solo  i report del 2012 nonostante tutta la tecnologia messa in campo con rilevazioni di inquinanti in tempo reale, monitoraggio in continuo e comunicazioni telematiche?

     

    La misurazione di Bolla

    Prima di visualizzare i dati emissivi dei flussi di massa e delle concentrazioni del 2013 e 2014 (dati ancora non presenti sul sito del Ministero dell’Ambiente), è necessario acquisire un concetto che si definisce la  "Bolla di Raffineria".

    Il concetto è questo. L'azienda ha sette camini che emettono inquinanti in atmosfera, l'ente preposto pone un limite emissivo che l'azienda applica ad un valore misurato, ma siccome ci sono sette camini, con un calcolo matematico queste sette emissioni dimentano una sola emissione. Questa unica emissione virtuale si chiama "Bolla" che considera l'emissione della raffineria come un singolo insieme,  pertanto per rapportare i valori emissivi con i limiti preposti dall'AIA verrà preso in considerazione solo il valore della Bolla di Raffineria e non quelli dei singoli camini collegati ad ogni singolo impianto. 

    Il concetto da digerire è questo: 

    I valori di Bolla devono essere calcolati come rapporto ponderato tra la sommatoria delle masse inquinanti emesse e la sommatoria dei volumi effluenti gassosi convogliati dell'intera raffineria. I volumi degli effluenti gassosi devono riferirsi al tenore di ossigeno per essi previsto. I suddetti limiti devono riferirsi alle ore di effettivo funzionamento su base mensile.

    I valori limite di emissione si considerano rispettati se durante un anno civile:

    - nessun valore medio mensile (concentrazione) supera i pertinenti valori limite di emissione

    - il 97% di tutte le medie giornaliere non supera il 125% del valore limite per il biossido di zolfo

    In grassetto non a caso perchè non si può omettere un'altra osservazione scaturita da quest'ultima frase che definisce un parametro da rispettare e che nelle rispettive AIA delle raffinerie di Milazzo e Gela è ben diverso e recita così:

    - il 97% di tutte le medie giornaliere (bolla di raffineria) non supera il 125% dei rispettivi valori limite mensili

    Tenuto conto che anche i valori delle concentrazioni della raffineria di Taranto si calcolano in Bolla, ci chiediamo perchè tutte le medie giornaliere a Taranto si rapportano con il solo valore limite del biossido di zolfo mentre nelle raffinerie di Gela e Milazzo  tutte le medie giornaliere si rapportano con i rispettivi valori limiti mensili? Sara perchè il limite del biossido di zolfo è numericamente il più alto rispetto ai limiti degli altri inquinanti e quindi nel calcolo matematico incide in maniera favorevole?

    Valori limiti mensili (unità di misura mg/Nm)

    SO2 (biossido di zolfo) 800 - CO (monossido di carbonio) 50 - NOX (Ossidi di Azoto) 300 

    PTS polveri 40 - COV (composti organici volatili)  20 - H2S (Acido solfidrico) 3 

    Ma cosa misura la Bolla? Per logica si potrebbe pensare che un'unica misurazione che esprime la Bolla di raffineria sia relativa a due o più camini collegati ad un solo processo produttivo, da impianti simili, o da un unico impianto con più camini. Facciamo un esempio pratico: un impianto qualsiasi ha tre camini e di questi misuriamo la bolla, quindi abbiamo un'unico valore rappresentativo dell'emissione di questo impianto che convoglia i fumi alla stessa portata e con le stesse ore di marcia.

    Torniamo ai sette camini della raffineria di Taranto, a quali impianti sono collegati? Che portata hanno? La prima risposta lascia un pò perplessi, ogni camino è collegato ad un impianto produttivo differente, sono i seguenti: E1 Impianto distillazione primaria e platformer, E2 Impianto thermal cracking, E4 Impianto hot oil, E7 Impianto isomerizzazione benzine - TIP, E8 Impianto idroconversione residui - RHU, E9 Impianto 4400 idrogeno, E10 Nuovo Impianto SRU. La seconda risposta è conseguente alla prima. Visti i report ufficiali (rapporto annuale 2013 riferito alla marcia impianti 2012) che riportano le portate dei camini troviamo numeri completamente differenti. Esempio concreto: novembre 2012 - camino E8 portata media fumi emessi umidi 86500 Nm3/h e camino E2 portata media fumi emessi umidi 349100 Nm3/h. (le portate hanno gli stessi discostamenti anche sulle misurazioni dei fumi secchi)

    Si  deduce che misuriamo una Bolla di Raffineria su sette camini che singolarmente sono collegati a impianti differenti e con portate di fumi notevolmente differenti. Può questo unico dato di Bolla essere rappresentativo delle emissioni di questi impianti? Perchè, invece, non vengono applicati limiti emissivi ai singoli camini considerato che su questi esiste un sistema di monitoraggio in continuo?

    Il concetto di emissione di Bolla si concretizza quando nei recenti reports troviamo alcuni valori fuori norma. Accade per esempio che a giugno 2014 si sono verificati alcuni sforamenti della Bolla rispetto al valore della media giornaliera riferita ad alcuni inquinanti.

    12.6.14 E1+E2+E4+E7+E8+E9+E10 - CO secco di bolla Rif.O2 [mg/Nm│]

    misurato 53.6 - soglia 50

    28.6.14 E1+E2+E4+E7+E8+E9+E10 - Polveri secco di bolla Rif.O2 [mg/Nm│]

    misurato 47.5 - soglia 40

    Ricordate quanto riportato prima? Lo riscriviamo:

    I valori limite di emissione si considerano rispettati se durante un anno civile:

    - nessun valore medio mensile (concentrazione) supera i pertinenti valori limite di emissione

    - il 97% di tutte le medie giornaliere non supera il 125% del valore limite per il biossido di zolfo

    E il gioco è fatto. Una formula matematica con parametri scelti non a caso darà un risultato che rimarrà sempre contenuto rispetto ai limiti preposti, ciò nonostante eventuali sforamenti giornalieri.

     

    Parametri emissivi su misura

    Procediamo ora alla consultazione dei dati emissivi dei flussi si massa espressi in Bolla.

    Quantità di inquinanti emesse dai camini della raffineria Eni di Taranto, (SO2, NO2, Polveri. Espressioni dei flussi di massa in bolla per i camini E1, E2, E4, E7, E8, E9, E10) da gennaio a luglio 2014 

    SO2 Biossido di Zolfo - 315.4 tonnellate

    NO2 Biossido di Azoto - 230,5 tonnellate

    Polveri 33,7 tonnellate

    Ma perchè è consentito scaricare in aria queste quantità di inquinanti? Perchè l'AIA rilasciata alla raffineria di Taranto lo consente e i limiti posti sulle quantità emesse sono più preoccupanti delle stesse quantità emesse sino ad oggi. 

    Limiti emissioni convogliate in aria (Bolla)

    SO2 Biossido di Zolfo - 3050 tonnellate all'anno

    NOx Ossidi di Azoto - 880 tonnellate all'anno

    Polveri totali sospese - 150 tonnellate all'anno

    Si possono confrontare questi limiti con i valori storici della raffineria posti in questa tabella. Un considerazione che muove seri dubbi è appunto l'analogia tra i limiti posti alle emissioni e i valori storici delle emissioni della raffineria in produzione.

    dati storici massici eni taranto

    Se infatti osserviamo questa tabella, presente nel documento AIA della raffineria, ci basta confrontare le emissioni dei flussi di massa alla massima capacità produttiva e i dati storici del 2006 e del 2007 con i limiti emissivi posti nella stessa AIA. Sono quasi identici. Domanda. Da quale analisi e studio scaturiscono i limiti emissivi dei flussi di massa della raffineria di Taranto? Sono stati definiti in base alla loro incidenza sull'ambiente e sulla salute? Tengono conto anche della presenza nello stesso territorio di altre attività industriali inquinanti? O sono state generate semplicemente con un "dimmi quanto inquini e ti darò il limite?".

    Sulla base delle osservazioni sulla Bolla di Raffineria e sui limiti emissivi si possono ritenere efficaci i metodi di controllo e dei limiti posti dall'AIA dal punto di vista della preservazione dell’ambiente e della salute pubblica? Inoltre questi stessi limiti e metodi di controllo si possono ritenere rispettosi della Direttiva Europea 2010/75/UE relativa alle emissioni industriali?

    tutti i report 2013 e 2014 sono disponibili in download a piè di pagina

     

    L'incognita Tempa Rossa

    Nel 2009 furono presentate anche alcune osservazioni, prima del rilascio dell'AIA alla raffineria, da parte di alcune associazioni. I documenti presentati erano quelli di Altamarea e Peacelink. In realtà Altamarea rappresentava con le proprie osservazioni diverse associazioni, tra queste il Wwf Taranto, Legambiente, Comitato per Taranto, Libera, Ail, Lipu, Arci. Forse già nei lavori dell'AIA concessa alla raffineria si poteva fare qualcosa di più, da parte di tutte le associazioni intervenute e non alle osservazioni.

    Ma si possono ritenere efficaci le osservazioni ad un progetto della portata di Tempa Rossa, dove si contesta un determinato incremento delle emissioni, quando sulle emissioni già persistenti non si ha nessuna informazione e non si pone il minimo dubbio in merito all'incidenza sulla popolazione? No! Forse non basta. Alcuni dei lavori che sino ad oggi hanno mostrato dubbi in merito al progetto Tempa Rossa non sono stati assolutamente all’altezza della sfida che si pone alla città. 

    Quanto inquinerà Tempa Rossa? Per quanto riguarda l'incremento delle emissioni con questo progetto a regime l'azienda dichiara che "ci sarà solo un aumento delle emissioni complessive dei VOC (convogliate e diffuse) di 36 tonnellate annue, pari al 4,8% delle emissioni stimate dei VOC nella attuale configurazione della raffineria. Non ci saranno variazioni delle emissioni convogliate di macroinquinanti" (fonte Istruttoria VIA-AIA giugno 2011)

    Sui  VOC (Volatile Organic Compounds) o COV (composti organici volatili) si potrebbe fare un approfondimento. In questo articolo del 2 luglio 2014, Peacelink scriveva in merito ai macroinquinanti emessi dalla raffineria di Taranto, VOC compresi. La stima dei VOC da parte dell’azienda erano allarmanti. Parliamo di dati riferiti alla marcia impianti del 2012: 368,48 tonnellate stimate sul documento pubblicato sul sito del Ministero dell'Ambiente mentre il dato reale poi riportato su registro europeo E-PRTR è 505 tonnellate. Ben 136,52 tonnellate di differenza tra stima e dato reale. Quanto può essere affidabile quindi la stima sulle emissioni VOC di Tempa Rossa, progetto ancora non esistente, in virtù di un errore di stima così evidente su un impianto che già esiste, che è in marcia e quindi abbondantemente noto?

    In ultimo un'osservazione tecnica. La raffineria Eni di Taranto è autorizzata a produrre, tra greggi e semilavorati, 6,5 milioni di tonnellate all'anno (autorizzazione Regione Puglia 2004). Nel 2013 (fonte sito web Eni) sono state lavorate 2,87 milioni di tonnellate e la maggior parte di questo greggio è stato trasportato dall'oleodotto Monte Alpi che collega Viggiano a Taranto con una condotta lunga 137 km dal diametro di 20 pollici. Siamo sicuri che la nuova condotta, prevista per il progetto Tempa Rossa, porterà il greggio a Taranto solo per stivarlo sulle navi che a loro volta lo porteranno in altre raffinerie? In virtù di questi numeri qualcosa non torna anche se nel documento d'istruttoria VIA-AIA del giugno 2011 riferito a Tempa Rossa si dichiara che "il progetto incrementerà la capacità di movimentazione greggio via mare, non variando la capacità di lavorazione, ma permettendo l'export del greggio Tempa Rossa per una portata pari a circa 2,7 milioni di tonnellate annue.

    questi i numeri in riepilogo:

    - 2.87 milioni ton/anno di greggio raffinato nel 2013  (quasi tutto proveniente dall'oleodotto Monte Alpi)

    - 2.7 milioni ton/anno che arriveranno dal nuovo oleodotto Tempa Rossa

    - 6.5 milioni ton/anno capacità massima consentita dall'AIA

    Se dovesse cambiare l'assetto economico e logistico delle raffinerie Eni e quello della sua attività di export, quei 2,7 milioni tonnellate arrivati dalla nuova condotta del progetto Tempa Rossa potrebbero essere lavorati nella raffineria di Taranto, andandosi ad aggiungere ai circa 3 milioni di tonnellate prodotte nell'anno 2013, e tenuto conto del fatto che Eni è autorizzata a produrne 6,5 milioni di tonnellate annue. A questo si aggiunga che il Gruppo Eni, nell'istruttoria riferita al documento AIA del 2010, dichiarava di avere in progetto l'incremento produttuvo per arrivare a 11 milioni di tonnellate annue e che il progetto era già sottoposto a procedura di VIA di competenza statale. 

    In conlcusione riprendiamo quanto dichiarato dall'azienza nella documentazione del progetto Tempa Rossa: "non ci saranno variazioni delle emissioni convogliate di macroinquinanti"

    Ma le variazioni di inquinanti, che per lazienda non ci saranno, sono riferite al volume attuale di raffinazione o al volume concesso nell'AIA paragonabile al citato "attuale configurazione della raffineria"? La differenza è notevole e se il concetto è che Tempa Rossa non porterà ulteriori emissioni rispetto alla capacità di raffinazione concessa nell'AIA, pari a 6,5 tonnellate annue e quindi all'attuale cofnigurazione della raffineria, allora possiamo aspettarci un raddoppio di tutte le emissioni di inquinanti rispetto al 2013"

    Peacelink pertanto chiede che venga fatta chiarezza immediata sui punti di cui sopra e che vengano esposte le intenzioni dell’Eni in merito ai volumi di lavorazione e raffinazione del petrolio in arrivo a Taranto. Peacelink presenterà un dossier approfondito in merito alla questione ENI di Taranto alla Commissione Europea e chiederà informazioni alle Autorità Italiane con una interrogazione parlamentare. 

    Note:

    I Macro Inquinanti della Raffineria di Taranto http://www.peacelink.it/ecologia/a/40316.html

    Allegati

    • Dati Eni Taranto 2013 2014 (30 Kb - Formato zip)
      Peacelink - Fonte: Peacelink
      Dati Eni Taranto 2013 2014

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