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Nel decreto Renzi non c'è neppure un euro per l'ILVA e per Taranto

7 gennaio 2015
Alessandro Marescotti


alessandro marescotti, presidente di peacelink

"Dall'attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica".

Questo c'è scritto nell'articolo 5 comma 3 del decreto legge 5 gennaio 2015 n.1, emanato dal governo Renzi per l'ILVA e per Taranto.

Leggendo in lungo e in largo il testo del decreto non si trova neppure un numero relativo agli stanziamenti. Questa è la sorpresa di chi ha letto con attenzione il decreto che Renzi definisce "il primo dell'anno per salvare azienda e cittadini".

Assistiamo ad una colossale operazione mediatica basata sul nulla perché il decreto legge di Renzi non stanzia neppure un euro, e specifica anzi molto bene che dalla sua attuazione "non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica".

Quindi i due miliardi per ILVA e per Taranto dove sono?

Se fossero stati stanziati due miliardi aggiuntivi per Taranto, già disponibili, il decreto non sarebbe passato per mancanza della copertura finanziaria. L'obbligatorietà della copertura finanziaria è richiesta dall'articolo 81 della Costituzione e Napolitano non avrebbe potuto firmare il decreto se avesse contenuto la cifra di due miliardi di euro.

Men che meno esistono i 30 milioni di euro per la ricerca sui tumori infantili a Taranto: Renzi si è fatto pubblicità gratis sulla sofferenza dei bambini.

E tanti italiani hanno abboccato ad una notizia farlocca.

 

Alessandro Marescotti
Presidente di PeaceLink

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