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    Eni Taranto: Arpa Puglia "ammonisce" la raffineria

    Le comunicazioni inviate ad operazioni impianti in corso
    3 luglio 2015 - Luciano Manna

    emissioni raffineria eni di taranto

    Fiamme dantesche e fumo nero nei cieli di Taranto nel pomeriggio del 17 giugno 2015. L'evento emissivo visibile da diversi quartieri della città ed accompagnato da odori non proprio gradevoli viene comunicato dalla raffineria Eni di Taranto solo ad operazioni sugli impianti in corso.

    E' quanto ci comunica Arpa Puglia (documento in allegato) dopo che Peacelink ha chiesto evidenza documentale riferita a quelle emissioni:

    "Si comunica che in concomitanz acon l'evento emissivo di cui all'oggetto, la raffineria Eni di taranto ha trasmesso esclusivamente le note RAFTA/DIR/LA/181 e RAFTA/DIR/LA/181del 17.6.15, acquisite al protocollo Arpa Puglia rispettivamente con n.34879 e n. 34881 del 18.6.15 con le quali il gestore ha informato i vari Eti delle operazioni di fermata/riavviamento degli impianti RHU/HDC (Residue Hydroconversion Unit/Hydrocracking) ed ancillari che risultavano già in corso, e dei possibili conseguenti fenomeni di visibilità delle torce di raffineria.

    Con nota Prot. n.35421del 23.6.15, Arpa Puglia ha intimato al gestore di inviare con congruo anticipo le comunicazioni su attività programmate di fermata/riavvio impianti, manutenzione impianti, manutenzioni SME in modo da consentire l'attività di controllo all'agenzia. Si allegano alla presente le note richiamate"

    Alla risposta a Peacelink precedeva quella che la stessa Arpa Puglia inviava alla raffineria Eni di Taranto:

    "...Si ribadisce la necessità che ENI, al fine di consentire l'attività di controllo della scrivente Agenzia invii con congruo anticipo le comunicazioni inerenti tutte le operazioni di tipo programmato, che possano avere un impatto diretto sulla matrice dell'aria e sull'ambiente (fermata/riavvio impianti, manutenzione impianti, manutenzioni SME, ecc.)

    Si rammenta che l'Art. 452-septies C.P., salvo che il fatto costituisca più grave reato sanziona con la pena della reclusione da sei mesi a tre anni chiunque intralcia o elude l'attività di vigilanza e controllo ambientali e di sicurezza ed igene del lavoro, ovvero ne compromette gli esiti".

     

    La redazione di Peacelink coglie l'occasione per ringraziare tutte le eco sentinelle che ogni giorno si attivano sul territorio e ci forniscono documenti che ci consentono di segnalare eventi emissivi alle autorità competenti.

    Allegati

    • Risposta Arpa a Peacelink su Eni (256 Kb - Formato pdf)
      Arpa Puglia - Fonte: Arpa Puglia
      Risposta Arpa a Peacelink su Eni

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