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    Ilva, inquinamento acustico: la diffida del Ministero. Ispra "risultano carenze e la prescrizione non è ottemperata"

    I documenti di Ilva, Ispra e Ministero dell'Ambiente in merito alla diffida per inosservanza della prescrizione UA21 dell'AIA rilasciata all'azienda
    5 maggio 2016 - Luciano Manna

    Un nebulizzatore nello stabilimento ilva di taranto nella zona parchi minerali

    L'Ilva di Taranto è stata diffidata dal Ministero dell'Ambiente per inosservanza delle prescrizioni autorizzative e nello specifico in merito alla prescrizione UA21 "interventi in materia di inquinamento acustico".

    L'iter documentale inizia a novembre del 2015 quando la società Ilva S.p.A. presenta l'aggiornamento della valutazione di impatto acustico ed a questa segue la nota di Ispra, proposta di diffida, inviata al Ministero a dicembre 2015, anche a seguito dei controlli effettuati sull'impianto.

    In sintesi la proposta di diffida inviata da Ispra al Ministero dell'Ambiente fa presente che risultano "carenze":

    - il mancato aggiornamento sulla rumorosità delle principali sorgenti interne allo stabilimento e degli eventuali interventi di mitigazione, soprattutto in riferimento all'applicazione delle BAT;

    - il mancato confronto con i limiti di emissione ed inoltre il confronto con i limiti di immissione ipotizzati dall'azienda non sono stati effettuati mediante misure in facciata agli edifici come previsto dal D.M. 16.3.1998;

    - il mancato utilizzo di un modello di simulazione acustica;

    - la mancata specificazione della logica di attivazione dei nebulizzatori oltre a non essere chiaro se esiste correlazione tra la velocità e/o direzione del vento ed accensione delle macchine;

    - la necessità di chiarimento dello scenario in cui i nebulizzatori si accensono contemporaneamente sui lati opposti dei parchi minerali;

    - in ultimo, in merito al rispetto del criterio differenziale per la verifica dei valori limite, si evidenzia che le modalità di verifica non sono conformi a quanto prescritto dalla legislazione vigente (Legge447/95 e successivi decreti attuativi) contrariamente a quanto affermato dal gestore nella relazione tecnica del 2015.

    A seguito di quanto riportato da Ispra, a gennaio 2016, il Ministero notifica la diffida ad Ilva

    L'azienda risponde in merito alla diffida ricevuta a marzo 2016 presentando una ulteriore relazione tecnica fornita di allegati. Ma non basta.

    Alla relazione tecnica di Ilva risponde ancora Ispra, ad aprile 2016, con una nota dove si riprende l'elenco incluso nella notifica di diffida e dove si facevano notare le carenze della relazione dell'azienda. Anche in questa ulteriore risposta, alla seconda relazione tecnica di Ilva, si aggiornano le "criticità" in merito alla prescrizione.

    Ispra ribadisce che alcune informazioni non sono esaustive ed in ultimo che "non si ritiene ottemperata la relativa prescrizione"

    In ultimo l'azienda, nello stesso mese di aprile, comunica ad Ispra ed Arpa che nel mese di aprile e maggio 2016 verranno effettuate ulterioni misurazioni interne in prossimità delle macro sorgenti mentre nei mesi di giugno e luglio saranno fatte altre misurazioni ai confini dello stabilimento e in prossimità dei ricettori sensibili.

    Tutti i documenti sono disponibili in download nel link sottostante: diffida del Ministero, relazione di Ilva con allegati, risposta di Ispra ed ulteriore risposta di Ilva.

     

    Link documenti diffida prescrizione AIA UA21 - 79 mb https://www.dropbox.com/s/yt5ijgdtqzastjp/DiffidaIlvaAIAUA21.zip?dl=0

    per problematiche sul download scrivere a info@peacelink.it

    Note:


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