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    Storie vere dallo scenario industriale tarantino

    ENI modifica l'AIA, OdorTel chiude e la Legge Regionale salta

    Dettagli e documenti sulle modifiche dei limiti emissivi della raffineria Eni di Taranto
    16 maggio 2016 - Luciano Manna

    Le emissioni della raffineria Eni di taranto A febbraio di quest'anno la Regione Puglia prorogava di un anno i termini della legge regionale sulle emissioni odorigene, la legge è la nr. 23 del 16 aprile del 2015 che quindi per essere applicata deve attendere il 2017. L'assessore all'Ambiente Santorsola chiariva cosi.

    Pochi giorni fa la sospensione da parte di Arpa Puglia del progetto OdorTel che nasceva nel 2013 e coinvolgeva i cittadini di Taranto con segnalazioni all'agenzia regionale in merito alle emissioni odorigene percepite in città.

    Due episodi che sono stati preceduti da un altro molto più rilevante e che in materia ambientale è strettamente legato ai due citati: la raffineria ENI di Taranto ha chiesto ed ottenuto, in parte, dal Ministero dell'Ambiente una modifica dell'AIA che interviene sui limiti delle emissioni di alcuni camini della raffineria e della centrale termoelettrica, entrambi attivi nell'area industriale tarantina.

    Dopo la domanda di modifica da parte della Raffineria ENI di Taranto, il Ministero dell'Ambiente avvia il procedimento il 21 aprile 2015 dove si invita la commissione IPPC a valutare la documentazione atta alla modifica dell'autorizzazione integrata ambientale rilasciata con provvedimento del 24 maggio 2010. Il procedimento è finalizzato alla valutazione delle deroghe previsti ai punti 3.3 e 3.4 della parte I dell'Allegato II della Parte V del D.lgs. 152/06 per l'adeguamento dei limiti emissivi di cui all'art. 273, co. 3 del medesimo decreto (documento in allegato).

    L'iter si conclude con due conferenze dei servizi svolte a Roma, presso la sede del Ministero dell'Ambiente, il 18 e 30 dicembre dove sono convocati i rappresentati degli enti del Ministero dell'Ambiente, della Salute, dell'Interno, dello Sviluppo Economico, del Lavoro e delle Politiche Sociali, la Regione Puglia (assente ad entrambi gli incontri), La Provincia di Taranto (assente ad entrambi gli incontri), il Comune di Taranto (presente solo al primo incontro con il dott. Aimè Lay-Ekuakille), il Comune di Statte (assente ad entrambi gli incontri), la Commissione IPPC ed Ispra. Al Ministero dell'Ambiente giungono a mezzo pec il 18 dicembre 2015, giorno della prima conferenza dei servizi, le osservazioni della Regione Puglia, di Arpa Puglia.

    L'ultimo atto è la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dove si riposrta quanto segue:  Si rende noto che, con decreto del Ministro dell’ambiente edella tutela del territorio e del mare del 30 dicembre 2015 n. DEC/MIN/318/2015, si è provveduto all’aggiornamento dell’autorizzazioneintegrata ambientale n. DVA-DEC-2010-273 del 24 maggio2010 rilasciata alla società ENI S.p.A. - identificata dal codice fiscale 000484960588, con sede legale in piazzale Enrico Mattei, 1 - 00144Roma, per l’esercizio della raffineria ubicata nel comune di Taranto, aisensi del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 e s.m.i.

    Ma in cosa consistono le modifiche AIA della raffineria ENI di Taranto?

    La raffineria chiede, dopo aver rielaborato il suo assetto delle combustioni per il 2016 prevedendo un mix di combustibili, l'aggiornamento dei Valori Limite di Emissione (VLE) e delle percentuali di utilizzo nel mix di combustibili riguardante il Fuel Oil. Inoltre, lo stesso Gestore, specifica che gli impianti interessati dalla richiesta di modifica dei VLE sono già autorizzati dall'AIA del 2010 e che attualmente sono anche in corso le procedure per il rinnovo; inoltre dichiara che tali modifiche, inerenti solo all'anno 2016, non comportano  una variazione della capacità di produzione della raffineria e non influiscono negativamente sui livelli emissivi nè sull'ambiente. Si aggiunge ancora che restano inalterati i limiti emissivi di Bolla. Ma per comprendere meglio cosa sia la misurazione di bolla rimandiamo a questo articolo.

    Ma come si quantifica e si giustifica un "non aumento" delle emissioni se i VLE vengono modificati in relazione agli inquinanti prodotti dagli impianti? Sorgono dubbi.

    La  richiesta di Eni viene accolta in parte già nel parere redatto in base alle indicazioni fornite dalla commissione AIA-IPPC con nota dell'8 luglio 2015 e poi prosegue con l'iter già descritto: le richieste riguardavano la modifica delle percentuali di utilizzo di multicombustibile (fuel oil e fuel gas, nello specifico la modifica riguarda l'utilizzo del fuel oil) e dei  parametri di emissione convogliata relativi agli inquinanti NOx, SO2 e Polveri.

    Per entrare nello specifico e nel dettaglio tecnico è sicuramente più esaustivo e corretto prendere visione della documentazione in allegato, in estrema sintesi quanto segue:

    In merito alle percentuali di utilizzo di Fuel Oil il Gruppo Istruttore ha ritenuto di non poter considerare lo scenario di utilizzo di Fuel Oil pari al 42% proposto inizialmente dal Gestore ENI e successivamente proposto con uno scenario al 30% in quanto dalla documentazione presentata da ENI si evince chiaramente che tale valore risulta fortemente discordante con i dati reali di esercizio dell'impianto della raffineria.

    Pertanto il Gruppo Istruttore dispone che:

    - per i camini E1 (dove convogliano fumi provenienti dagli impianti CDU, HDT, HDS1, PLAT) ed E2 (dove convogliano in fumi degli impianti di recupero zolfo CLAUS2-3-4 e SCOT) l'utilizzo di Fuel Oil non superiore al 20%. Tale percentuale, ribadisce il Gruppo Istruttore, è abbastanza congruo con la media di utilizzo che dalla documentazione storia di ENI è pari a circa il 10%.

    - per quanto riguarda il camino E3 (centrale termoelettrica in assetto cogenerativo), dove convogliano i fumi di combustione proveniente da tre caldaie a fuoco diretto ed un gruppo di cogenerazione costituito da turbogas alternatore e da una caldaia a recupero, il Gruppo istruttore ritiene accoglibile lo scenario proposto dal Gestore dove si utilizza Fuel Oil al 30% con la specifica di utilizzo di Fuel Oil al 20% nel caso in cui la centrale termoelettrica sia alimentata dalle sole caldaie senza il gruppo di cogenerazione.

    - vengono inoltre modificati i limiti di emissione per gli inquinanti NOx, SO2 e Polveri convogliati nei camini E1, E2, E3, E8 ed E9. (I camini E8 ed E9 convogliano fumi da impianti alimentati a mono combustibile)

    Eni aveva proposto, per le emissioni dei camini E1, E2, E3 (medie mensili), di alzare i limiti rispetto ai VLE (Valori Limite Emissione) regolamentati dai D.Lgs 152/06 e D.Lgs 46/2014, con i seguenti parmetri: 390 per NOx, 1000 per SO2 e 32 per le Polveri. Il VLE viene invece fissato nell'AIA con i seguenti valori:  360, 600 e 23 rispettivamente alle modifiche proposte (valori espressi in mg/Nm3 con tenore di 3% di O2 per i camini E1-E2 e del 15% per il camino E3). Per i camini E8 ed E9 vengono fissati i valori AIA, come anche proposto dal Gestore, a 200, 35, 5 sempre rispettivamente agli inquinanti NOx, SO2 e Polveri ed entrambi con un tenore di O2 al 3%.

    In questo nuovo scenario, dove nel il 2016 la raffineria Eni di Taranto modifica i parametri emissivi relativi agli inquinanti emessi dai suoi impianti, il progetto OdorTel viene sospeso e la legge regionale per le emissioni non viene applicata subito ma, forse, l'anno prossimo, risulta davvero poco incidente e privo di competenza tecnica adeguata l'intervento del Comune di Taranto, così come si evince dalla documentazione in allegato. Differente l'intervento, in merito, di Arpa Puglia che con la missiva del 18 dicembre 2015, a mezzo pec,  interviene alla conferenza dei servizi mantenendo una posizione abbastanza chiara e non in linea con le proposte della raffineria ENI di Taranto.

    L'agenzia regionale chiedeva la riduzione del 20% dei limiti proposti dal Gestore in considerazione che ENI ricade in aree ad elevato rischio ambientale, ai sensi dell'art.5 della Legge Regionale 7/99, con l'interessamento di tale riduzione anche per i metalli e i loro composti. Arpa specificava, inoltre, che non condivideva il limite proposto dal Gestore per VLE relativo a SO2 (1000). Il calcolo effettuato e che rispetta il punto 3.3 del D.Lgs. 152/06 porta a 842 mg/Nm3, non 1000. Arpa Puglia comunque specifica che tutti i valori proposti sono ben al di sopra delle medie storiche fornite dalla stessa ENI per gli anni 2012, 2013 e 2014. Arpa Puglia segnala che ENI contribuisce in maniera significativa a creare una zona critica di richio non cancerogeno per via inalatoria accentrata intorno alla raffineria, tale segnalazione come da risultanze della Valutazione del Danno Sanitario.

    Arpa Puglia coglieva anche l'occasione per segnalare ad ENI che il Gestore dovrà rendere disponibili e trasmettere in continuo ad Arpa i dati relativi al Sistema di monitoraggio delle emissioni (SME) adeguando l'attuale sistema alle procedure di visualizzazione/reporting; segnalazioni, specifica Arpa Puglia, più volte indicate ma tuttora rimaste inevase.

    Ricordiamo che a luglio del 2015 la Procura di Taranto ha aperto un'indagine sulle emissioni di gas provenienti dalla zona industriale tarantina e dirigendo le indagini su ENI e su Hidrochemical Service iscrivendo nel registro degli indagati otto persone della dirigenza, o nella dirigenza ai tempi dei reati contestati, degli stabilimenti citati. Per tutti l'accusa formulata dai pubblici ministeri è di getto pericoloso di cose in concorso ed in violazione del  testo unico sull'ambiente. La procura ha chiesto di “accertare se dallo stabilimento Eni di Taranto (raffineria), nonché dallo stabilimento Hidrochemical di Taranto si diffondano in modo illecito, gas, vapori, sostanze areiformi o altri composti contenenti sostanze pericolose per la salute dei lavoratori operanti all’interno degli impianti e per la popolazione del vicino centro abitato di Taranto ed eventualmente di altri centri vicini, con particolare riferimento alle emissioni odorigene segnalate nelle decine di denunce in atti”.

    Proprio nel 2015 Peacelink aveva già depositato in Procura della Repubblica di Taranto un esposto nei confronti di ENI. Nell'esposto consegnato è contenuto un dossier relativo agli anni 2013, 2014 e parte del 2015 fornito di documentazione fotografica e video che attestano le emissioni della reffineria, ed ancora più importanti, di documentazione sanitaria comprendente referti medici di cittadini di Taranto che nei giorni in cui sono state accertate le emissioni odorigene da parte di Arpa Puglia si sono recate al pronto soccorso. Questo dossier inoltre si avvale dell'importante documentazione prodotta dal progetto OdorTel.

    La cittadinanza attiva e scientifica ha il dovere di denunciare nelle proprie competenze ciò che mette a rischio l'ambiente la salute dei cittadini, così come sino ad oggi è accaduto, al fine di attivare le autorità competenti. Abbiamo bisogno dell'applicazione della Legge Regionale sulle emissioni odorigene; non possiamo fare a meno del progetto OdorTel che si è rilevato fondamentale ed efficace nella documentazione prodotta durante gli anni di attività. 

    Chi prova a delegittimare il coinvogliemnto della popolazione nei progetti conoscitivi e partecipativi in materia ambientale non auspica l'elevazione culturale della popolazione tarantina che è l'unica potenziale protagonista del cambiamento della città di Taranto. Se tali delegittimazioni, poi, provengono oltre che da una "politica malata" anche da una frangia impazzita di soggetti apparentemente "vicini" all'ambiente allora vuol dire che anni di lavoro proprio di quella "politica malata" hanno ottenuto il loro risultato.

    Ma la speranza continua ad alimentarsi da un dato storico: questo mondo è stato cambiato e stravolto solo dalle minoranze, quelle stesse che sono state prima ignorate, derise, combattute... ma che poi hanno vinto.

    Note:

    I Macro Inquinanti della Raffineria di Taranto http://www.peacelink.it/ecologia/a/40316.html
    Raffineria Eni di Taranto, una "bolla" di inquinanti http://www.peacelink.it/ecologia/a/40747.html
    Eni Taranto: Arpa Puglia "ammonisce" la raffineria http://www.peacelink.it/ecologia/a/41870.html
    Puglia maleodorante: le conseguenze della legge Regione su emissioni odorigene http://www.peacelink.it/ecologia/a/42738.html

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