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    I cittadini occupano il cantiere dove dovrà sorgere il termovalizzatore e la polizia carica. Vicensindaco e diversi assessori vengono fermati, portati in questura e denunciati.Una lettera del primo cittadino

    La rabbia di un'intera città

    "Non credevamo davvero che la mobilitazione gigantesca delle forze dell'ordine sbandierata ai quattro venti dal ministro Pisanu in questi giorni potesse riguardare anche Acerra. Ed invece è stato proprio così"
    18 agosto 2004 - Espedito Marletta, sindaco di Acerra
    Fonte: www.liberazione.it
    18.08.04

    Sgombero Acerra agosto 2004 Non credevamo davvero che la mobilitazione gigantesca delle forze dell'ordine sbandierata ai quattro venti dal ministro Pisanu in questi giorni potesse riguardare anche Acerra. Ed invece è stato proprio così.

    Un migliaio di poliziotti, carabinieri e guardie di finanza hanno bloccato l'intera area destinata alla costruzione del famigerato megainceneritore, da un anno e mezzo oggetto di un braccio di ferro durissimo tra la popolazione locale ed il commissariato straordinario all'emergenza rifiuti della Campania. Una mattinata intera di tensione, di picchetti, di blocco del cantiere, fino all'aggressione conclusiva che ha portato al fermo di decine di manifestanti con l'accusa di resistenza alle forze dell'ordine. La situazione resta tesissima; né il rilascio dei fermati nel pomeriggio ha affievolito la rabbia di un'intera città.

    Acerra si vede non soltanto minacciata nel suo diritto alla salute e all'integrità del territorio, ma si scopre anche calpestata nella propria dignità. In gioco, infatti, non è solamente la questione dell'inceneritore, col suo corredo di diossina e veleni, ma lo stesso principio democratico.

    La comunità acerrana si è sempre espressa con chiarezza, da ultimo con le stesse elezioni amministrative del 12 giugno, contro la costruzione del megainceneritore. Questo intervento militare dimostra che il commissario straordinario Catenacci ed il governo che lo sostiene non tengono in alcun conto la volontà popolare e il pronunciamento degli enti locali.

    Eppure c'erano, e ci sono, tantissime buone ragioni per evitare una precipitazione sciagurata della vicenda, dal momento che la stessa magistratura ha messo sotto inchiesta il contratto con la Fibe, la società aggiudicatrice dell'appalto, per varie e manifeste inadempienze. E' d'altronde è ancora in corso la valutazione d'impatto ambientale, procedura prevista dalla legge e mai finora attuata.

    In tale situazione, la scelta governativa di arrivare al fatto compiuto e di rompere gli indugi con un schieramento inaudito di polizia toglie ai cittadini di Acerra qualsiasi fiducia sulla ragionevolezza del commissario Catenacci e dei vari ministri che nel corso dell'ultimo anno pure avevano ammesso come gli acerrani avessero ragione. Cosa dicono ora il ministro Alemanno, il ministro Mattioli, il presidente della commissione ambiente della Camera Paolo Russo? Essi che avevano avuto modo di constatare di persona quanto il nostro territorio fosse già stato sfregiato ed avvelenato finanche nelle falde acquifere, nonchè martoriato da un'altissima incidenza di tumori?

    Acerra non si aspetta da loro nessun aiuto. Sappiamo che dovremo contare solo sulle nostre forze, sull'aiuto delle comunità vicine e sul sostegno di quanti hanno a cuore la salvaguardia della democrazia, oltre che i diritti dell'ambiente e la salute dei cittadini. Se la Fibe, il commissariato straordinario ed il governo pensano che si tratti di forze da poco, avranno modo e tempo per ricredersi.

    Espedito Marletta,
    sindaco di Acerra  

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