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    Nobel per la pace: ne parla Alex Zanotelli

    “Per la prima volta viene riconosciuto il legame tra pace e ecologia, nel senso di rispetto dell’ambiente e distribuzione delle risorse, e a dimostrarlo al mondo è una donna africana”

    13 ottobre 2004
    Fonte: www.misna.org
    11.10.04

    Alex Zanotelli “Per la prima volta viene riconosciuto il legame tra pace e ecologia, nel senso di rispetto dell’ambiente e distribuzione delle risorse, e a dimostrarlo al mondo è una donna africana”
    Così padre Alex Zanotelli, religioso comboniano per molti anni missionario in Kenya, e tutt’oggi impegnato contro le disuguaglianze e le violazioni nel sud del Mondo, commenta alla MISNA il riconoscimento del Premio Nobel a Wangari Maathai, l’ecologista kenyana.
    “Quando vivevo a Nairobi ho avuto modo di incontrare spesso Wangari e di lavorare insieme a dei progetti per la popolazione” racconta padre Zanotelli, ricordando che la neolaureata al Nobel ha partecipato alla protesta avviata dai missionari comboniani e dagli abitanti delle bidonville per il diritto alla proprietà della terra dove sorgono le baraccopoli; e nel 1999, il movimento ‘Green Belt’ di Wangari fu tra le prime organizzazioni kenyane ad aderire alla campagna internazionale di boicottaggio e pressioni lanciata da Zanotelli contro la ‘Del Monte’, che spinse la multinazionale agrolimentare a migliorare le condizioni dei lavoratori nelle piantagioni in Kenya.

    “Wangari è una donna che ha pagato in prima persona il suo impegno contro l’oligarchia politica, in particolare per i suoi attacchi all’ex-presidente kenyano Daniel Arap Moi” continua Zanotelli. “Ricordo la sua acerrima battaglia per impedire la costruzione di un grattacielo di 60 piani in un parco nel cuore di Nairobi, che Moi voleva destinare a sede di televisioni e giornali a lui vicini. Nella società kenyana, contraddistinta dal maschilismo, fu emozionante vedere una donna sfidare il capo dello Stato e vincere”.
    La Maathai è, secondo Zanotelli “un esempio e un incoraggiamento per tutte le donne africane” che ella stessa ha contribuito con il suo movimento a rendere coscienti dei loro diritti, affidando a loro il compito di curare le ferite della terra del Kenya, in gran parte desertificata. “Collegare donne e ambiente è stata una grande intuizione” ribadisce Zanotelli, che ha solo un appunto da rivolgere all’amica, l’essersi data alla politica istituzionale.

    Maathai è infatti sottosegretario al ministero dell’Ambiente nel nuovo governo kenyota, guidato dal presidente Mwai Kibaki della Narc (Coalizione nazionale dell’Arcobaleno), che al voto del 2002 ha sbaragliato il Kanu dell’allora presidente Moi. Secondo Zanotelli, Maathai e altri importanti attivisti kenyani non avrebbero dovuto candidarsi e entrare nella politica di Palazzo: “Certe persone è importante che restino nella Società Civile e che combattano dal basso” sostiene il religioso, che non per questo ha smesso di stimare la compagna di molte battaglie

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