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    "Scorie per ricchi & scorie per poveri"

    Il 25 novembre scorso la Sogin ha organizzato a Saluggia, (sito dell' Impianto Eurex che stocca 227 m3 di rifiuti radioattivi allo stato liquido) alla presenza dei cittadini e delle istituzioni, l'illustrazione del progetto Cemex (impianto di solidificazione di scorie radioattive liquide) nonché la necessità, in attesa che l'impianto sia predisposto, di costruire nuovo parco serbatoi (NPS) atto a stoccare in condizioni di maggiore sicurezza tali rifiuti.
    4 dicembre 2004 - Nadia Redoglia

    Il 25 novembre scorso la Sogin ha organizzato a Saluggia, (sito dell' Impianto Eurex che stocca 227 m3 di rifiuti radioattivi allo stato liquido) alla presenza dei cittadini e delle istituzioni, l'illustrazione del progetto Cemex (impianto di solidificazione di scorie radioattive liquide) nonché la necessità, in attesa che l'impianto sia predisposto, di costruire nuovo parco serbatoi (NPS) atto a stoccare in condizioni di maggiore sicurezza tali rifiuti. Folto pubblico, giustamente interessato. Il processo di cementazione è ormai consolidato, il suo livello di sicurezza è ottimale. Per intanto verranno messe al sicuro le scorie liquide, tra media e alta radioattività, nonché i rifiuti organici da esse prodotte, in 8 nuovi serbatoi bunkerizzati. Entro il 2007 potrebbe entrare in funzione l'impianto Cemex. Una specie di tassidermia provvisoria nell'attesa del sito nazionale.

    Il direttore della parte ambientale Sogin, Ing. Papa, ha descritto l'attività della Sogin, che, sollecitata dal Ministero della Attività Produttive, in sinergia con gli altri Ministeri preposti al definitivo smaltimento delle scorie, ha il compito di ottemperare a tutte le scadenze previste dal Governo.

    Ultimo tempo massimo 2020.

    Per quella data la Sogin dovrebbe poter fruire del famoso sito nazionale, previsto dal Governo per il 2009 e individuato, come sappiamo, in Scanzano. Una Scanzano che, grazie alla sollevazione di popolo, ha paradossalmente facilitato i nostri legislatori nell'emanazione di un'ulteriore leggina di provvisorietà con buona pace loro e del popolo scanzanese….. Come sempre la Sogin riveste la parte tecnica del problema.

    Tutto ciò che fa parte della politica decisionale è compito del Governo.

    Il Commissario Jean emette ordinanze, potendolo fare come da mandato e, in nome della "sicurezza", prioritaria su qualsiasi limite regionale, provinciale e comunale, scavalca qualunque impedimento. Ciò che a noi comuni mortali, già edotti del fatto che la Sogin è competente a levarci dai piedi i rifiuti, interesserebbe sapere, e di molto, per quanto tempo ci terremo…la provvisorietà.

    Allo stato dei fatti pare che il Paese si tenga le sue scorie a mo' di siti nazionali sparsi a macchia di leopardo, che, percentualmente all'emissione di radioattività delle stesse, le istituzioni locali introiteranno una specie di "quanto le devo per il disturbo" Si pensa che il trasloco delle barre di combustibile non cesserà a gennaio 2005, direzione Sellafield, ma continuerà anche con quelle che permangono, soprattutto a Caorso.

    Sentiamo che ne pensa Gianpiero Godio (responsabile Legambiente Energia): "…Il Governo sta predisponendo l'invio all'estero per il "riprocessamento" di tutti gli elementi di combustibile presenti in Italia (Saluggia, Trino e Caorso): si tratterebbe di centinaia di convogli nucleari, che, tra l'altro, transiterebbero tutti per il Piemonte!"

    Tutto questo, nonostante l'evidenza dei problemi gravissimi creati dal "riprocessamento" persino qui in Italia, a Saluggia (VC), dove proprio di recente la Sogin ha illustrato con dovizia di particolari, purtroppo solo tecnici, la storia di quegli anni 70-80 e dove oggi, a conclusione senza lieto fine, della storia, vi è una paurosa concentrazione di rifiuti ad altissima radioattività in forma liquida.

    "Il riprocessamento - aggiunge Godio - non serve a ridurre la radioattività, ma solo a poter recuperare il Plutonio e l'Uranio. Per farne che? Proviamo ad indovinare! Dopodiché i rifiuti residui ad altissima radioattività verranno rispediti in Italia, con altrettanti convogli nucleari! " l decommissioning costerà 3,5 miliardi di Euro, nei prossimi vent'anni. L'Enel ha prodotto un fondo di 333 milioni di euro all'atto dello scorporo della attività nucleari. Noi si continua a pagare circa 0,06 cent. per kWh. Il Governo dunque non dovrebbe c'entrare per erogare quattrini, ma allora perché nella finanziaria 2005 è previsto un taglio alla Sogin di 300milioni di Euro suddivisibili nei prossimi 3 anni? Lo impareremo solo…vivendo Sicurezza nazionale affidata alla Sogin…."

    Evidentemente il nostro Governo non considera però connazionali, per lo più con permessi di soggiorno, quegli operai che rischiano la vita a contatto con i forni ad arco delle fonderie ove si continua a smaltire nella totale illegalità, in buona o malafede, "innocenti" latte di vernice contenenti sostanze altamente radioattive.

    E se si cominciasse a monitorare tutte le fonderie italiane ed eseguire controlli medico/radiologici sui dipendenti, anziché ignorare che questa attività illecita e delinquenziale è realtà quotidiana? Qualche volta è materia di cronaca solo perché sono coinvolte delle acciaierie importanti che, anche se in ritardo, almeno lanciano l'allarme, ma tutte le altre abusive e non, quanti dipendenti hanno contaminato o irraggiato? Altro che cask, bunker, decommissioning! Questi non se li fila nessuno……

    Parliamo meno di stupori da "effetti speciali" e operiamo di più sugli "effetti speciali" che producono le contaminazioni da smaltimenti illeciti pari al 33% del sistema smaltimento nel nostro Paese. Chissà che da quei 3.5 miliardi di Euro non si possa fare un po' di cresta per tutelare quei lavoratori che di Euro ne prendono circa 1000, ma al mese: è il loro stipendio.

    Un po' pochino per ripararsi dal cancro!

     

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