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Ai cittadini di Caorso

Il movimento lucano "No Scorie Trisaia" lancia un appello ai cittadini di Caorso per superare le distanze geografiche e rispondere a chi, in Italia, vuole riaprire le vecchie centrali nucleari.
7 febbraio 2005 - Andrea Minini

Ai Cittadini di Caorso, vi scriviamo dalla Basilicata (da Scanzano e Rotondella) a nome del nostro movimento e di quei lucani che hanno detto di no al nucleare e che già troppe volte sono stati illusi e ingannati dalle scelte politiche, sulle quali pesano tanti interessi tranne quelle dei cittadini.
Siamo, purtroppo, all’avvio del pieno rilancio mediatico del nucleare in Italia, in quanto sembra che l’unica forma di energia in grado di soddisfare i bisogni dell’umanità sia legata all’atomo, nonostante si stiano combattendo guerre, con tanto spargimento di sangue, a causa del petrolio.

Siamo in ritardo di quasi vent’anni sulle energie alternative e rinnovabili e si vuole investire su una fonte di energia altamente pericolosa e, soprattutto, dai costi di gestione millenari di cui molti nuclearisti si dimenticano!

Il riprocessamento all’estero del combustibile nucleare non certo allontana l’incubo delle scorie che, comunque, dovranno ritornare in Italia (in quantità decisamente maggiore di quelle in partenza) e con combustibile buono per far ripartire le centrali. L’opzione trattamento e smaltimento estero andrebbe opportunamente discussa con i cittadini delle Scanzano del mondo.

L’intenzione di realizzare un sito unico (anche provvisorio) e far ripartire nuove centrali nucleari è la scommessa del governo per un nuovo futuro dell’energia in Italia. Questa intenzione è stata sostenuta nel recente incontro di DAVOS sul futuro dell'energia in Europa, dove si rilancia il nucleare e gli accordi per la nuova tecnologia atomica per la quale l'Italia è interessata dall'accordo franco-italiano EDF-Enel.

Questi programmi vengono pagati quasi inconsapevolmente dai cittadini con la bolletta elettrica ed il contributo su ogni kwh che pagano, prelevato dallo Stato per la messa in sicurezza delle scorie radioattive, rischia di trasformarsi in un contributo per il rilancio e la pubblicità alla produzione atomica. Pochi eletti della filiera corta del nucleare (imprese e grossi gruppi) ne trarranno beneficio e i prati verdi protetti dai militari saranno oggetto di studio per un utilizzo produttivo dei siti.

Alcune stime evidenziano che solo tra 10 anni si potranno mettere in produzione nuove centrali nucleari in Italia. Alcuni esperti ritengono, però, che se si smantellano quelle esistenti e si riutilizzano gli stessi siti per le nuove centrali nucleari, potrebbero bastare solo 5 anni!
Caorso e Trino, in un simile contesto, diventerebbero altamente produttive.

Nessuna comunità vuole le scorie o le centrali nucleari, per questo riteniamo che le scorie e il combustile devono essere sistemate in sicurezza in “mausolei dedicati alla stupidità umana” e non devono alimentare nessun commercio di materiale nucleare.

Il nucleare lucano, inoltre, non è da dimenticare! Custodiamo combustile americano che non ci appartiene ed il Centro della Trisaia è al secondo posto, come pericolosità, dopo Saluggia. Custodiamo, oltre al resto, l’unico esemplare di impianto di riprocessamento del ciclo uranio-torio.
Con il ritorno al nucleare il centro lucano rischia di diventare non solo deposito provvisorio ma, peggio ancora, potrebbe diventare, con l’impianto di riprocessamento, la Sellafield Italiana.

Il capitolo “nucleare civile”, inoltre, non può essere assolutamente separato da quello “militare”. Non pensiamo di essere un popolo “da armi strategiche” e, nonostante tutto, abbiamo troppe vittime con l’uranio impoverito tra i soldati e civili nelle missioni di pace.

Riteniamo che i cittadini non devono essere illusi o ingannati su questioni che interessano la salute, la sicurezza e il futuro del prossimo!
Questo è il nostro messaggio di speranza e di pace alla comunità di Caorso.

Movimento Antinucleare Pacifista
NOSCORIE TRISAIA …
(Basilicata – Italia – Europa – Mondo)
E.mai: nonucleare@email.it

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