Enzo Baldoni

La terra, il tepore, la morte

Messaggio di Enzo Baldoni, pubblicato sul suo blog, prima di partire per l'Irak, il 24 luglio 2004.
27 agosto 2004

LA VITA E NON LA MORTE
"Non ho una particolare paura della morte. L'ho conosciuta abbastanza bene.
Alla mia sono andato vicino un paio di volte. Poi mi sono morte diverse
persone tra le braccia. Ormai è una vecchia compagna di viaggio".

Enzo Baldoni

Non siamo qua a piangere una vita in piu' stupidamente spezzata dalla guerra, dalla violenza, dalla logica che mette gli interessi economici prima delle persone.
Siamo qua ad affermare che la vita e' meglio della morte, che chi cerca la vita e' un saggio e chi cerca la morte uno stupido.
Ancora piu' stupido e' chi cerca la morte degli altri per i propri meschini interessi personali.
Le persone come Enzo Baldoni hanno una trascendenza grande, quella data dalla forza morale delle proprie azioni. Quella forza che ci rende sicuri che Enzo sta continuando il suo viaggio in un altro tempo e in un altro spazio, in compagnia di grandi maestri e di grandi ispiratori dell'umanita', in compagnia di umili lottatori per la pace, la nonviolenza, la liberta' e la giustizia.
Per cui non abbiate nessuno sconforto se il corpo ha abbandonato lo spirito, se il mistero della morte si e' ripetuto in modo sconcertante e inatteso.
Noi non piangiamo i corpi. Rendiamo omaggio allo spirito ed offriamo conforto a chi ne ha bisogno in questo momento.
E, soprattutto, continuamo a portate alta l'unica bandiera che ci piace, quella multicolore del pacifismo nonviolento.
Per la famiglia di Enzo e per tutti voi un abbraccio di pace, di forza e di allegria.

Olivier Turquet
redazione PeaceLink
Buone Nuove

E' tornato. E' tornato il momento di partire.
Da un po' di tempo la solita vocina insistente tra la panza e la coratella mi ripeteva: "Baghdad! Baghdad! Baghdad!". Ho dovuto cedere.
Come sempre, quando si prepara un viaggio importante, cominciano a grandinare le coincidenze. E chissà quanto sono segni e quanto le provochiamo noi.

Ancora una volta, prima di una partenza, mi sono sdraiato sotto le stelle, nella Romagna dei miei nonni e della mia infanzia, in cima a Monte Bora, sulla terra notturna ancora calda del sole di luglio.
La terra, sotto, mi riscaldava il corpo. La brezza, sopra, lo rinfrescava.
Lucciole, profumo di fieno tagliato, il canto di milioni di grilli.
E' qui che da piccolo studiavo spagnolo su un libro trovato in soffitta. E' qui, davanti a un piatto di tagliatelle, che tre anni fa si è fatta sentire la solita vocina che ripeteva: "Colombia, Colombia, Colombia!"

Si è parlato molto di morte in questi giorni: della morte serena di Zio Carlo, filosofo e yogi, che forse sapeva la data del suo trapasso. Guardando il cielo stellato ho pensato che magari morirò anch'io in Mesopotamia, e che non me ne importa un baffo, tutto fa parte di un gigantesco divertente minestrone cosmico, e tanto vale affidarsi al vento, a questa brezza fresca da occidente e al tepore della Terra che mi riscalda il culo. L'indispensabile culo che, finora, mi ha sempre accompagnato.

Note: BLOGHDAD
il blog di Enzo Baldoni dall'Irak:
http://bloghdad.splinder.com

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una serie di articoli di Enzo Baldoni pubblicati sul sito di balene.it
http://www.balene.it/enzo/
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