Motore di ricerca in

PeaceLink News

...

Articoli correlati

  • Referendum costituzionale del 4 dicembre

    Voto no per tutelare l'ambiente per le future generazioni

    Con la modifica dell’art.117 si arriva ad una concentrazione nelle esclusive “mani“ del governo le autorizzazioni su porti, infrastrutture, energia, inceneritori eliminando qualsiasi possibilità di partecipazione delle comunità e dei governi locali nelle decisioni. Non è un caso che le lobby del petrolio e Confindustria si siano schierate per il Sì. Proprio il presidente di Confindustria Boccia al convegno di Comunione e Liberazione dell’estate scorsa motivava il Sì al referendum non per ragioni politiche ma economiche. E’ qui la sostanza, per nulla segreta, della riforma: far ripartire l’Italia piegando l’ambiente e la sua tutela a quelle logiche che vorrebbero il nostro paese essere terra di conquista per cementificatori, asfaltatori e petrolieri.
    2 dicembre 2016 - Angelo Bonelli
  • Le ragioni del NO alla riforma costituzionale - con Vittorio Agnoletto, Lucrezia Ricchiuti, Loris Maconi, Alessandro Braga
    REFERENDUM

    Le ragioni del NO alla riforma costituzionale - con Vittorio Agnoletto, Lucrezia Ricchiuti, Loris Maconi, Alessandro Braga

    Organizza Il Comitato ANPI e aderenti del NO alle Modifiche Costituzionali di Nova Milanese
    21 ottobre 2016 - Laura Tussi
  • In attesa del referendum costituzionale

    C'è chi dice NO

    Dieci ragioni per bocciare la riforma della Costituzione, scritta sotto dettatura del governo. Renzi dice che "riduce i costi della politica", ma questo obiettivo si poteva raggiungere in altri modi.
    29 agosto 2016 - Giacomo Alessandroni
  • Occorre un pronunciamento popolare che difenda la Costituzione repubblicana

    Perché votare NO al referendum sulla modifica della Costituzione?

    Perché asservisce il parlamento alle sue voglie, di fatto si appropria abusivamente del potere legislativo e rompe la separazione e l'equilibrio dei poteri; con la qual cosa uccide nei suoi medesimi fondamenti la democrazia rappresentativa e lo stato di diritto.
    18 agosto 2016 - Peppe Sini
Costituzione europea

I rischi del gauchisme européen - Le sinistre si devono assumere tutte le proprie responsabilità

Referendum francese: è venuto il momento di scegliere tra l'Europa democratica, del popolo europeo, e l'Europa intergovernativa. La sinistra europea e tutte le forze del progresso devono assumersi la responsabilità di questa scelta.
6 maggio 2005 - Guido Montani (Presidente del Movimento federalista europeo)
Fonte: Rinascita - 06 maggio 2005

In Francia si deciderà il futuro della Costituzione europea. Se vincerà il No, difficilmente il processo delle ratifiche nazionali verrà completato.
Tuttavia, la fiammata gauchiste, che sta appassionando i francesi e tiene l¹Europa con il fiato sospeso, ha forse raggiunto il culmine. Il fronte del Sì si sta riorganizzando e i francesi sembrano cominciare a comprendere che la vera posta in gioco non è chi diventerà il prossimo presidente francese, ma il futuro dell¹Europa. La battaglia decisiva si combatterà dentro la sinistra. I souverainistes ci sono sempre stati. Il fenomeno nuovo è rappresentato dal gauchisme européen.

Costoro contestano la Costituzione europea in nome di più Europa. E' una posizione insidiosa, perché apparentemente progressista. Vi è una parte di ragione in questa protesta. L'Unione europea appare sbilanciata verso un liberismo selvaggio, che privilegia la concorrenza rispetto alle politiche di solidarietà sociale. Tuttavia, questa accusa si fonda su una profonda incomprensione della logica che ha dominato la costruzione europea. Quando a Maastricht venne approvato il progetto di Unione monetaria, l'allora Presidente della Commissione, Delors, riconoscendo i limiti di una Unione fondata solo sulla moneta, propose un piano di investimenti europei nelle grandi reti di comunicazione che avrebbe potuto creare 15 milioni di posti di lavoro. Il piano non venne mai realizzato perché i governi nazionali (compresa la Francia di Mitterrand) non ne autorizzarono il finanziamento, che avrebbe richiesto l¹emissione di Eurobonds sul mercato finanziario
europeo. Oggi, la storia si ripete con la Strategia di Lisbona. I governi pretendono il monopolio nazionale della crescita economica. Negano al bilancio europeo le risorse necessarie per un¹efficace politica di investimenti nella ricerca d'avanguardia, nelle grandi opere pubbliche, ecc.

Il risultato è che l¹Unione europea ha una moneta più forte del dollaro, ma, a differenza degli USA, non ha un governo capace di promuovere la crescita e l'occupazione. Perché negare alla Commissione il potere di raccogliere capitali privati sul mercato finanziario europeo per impiegarli a fini sociali e per beni pubblici europei? Il nemico da battere non è il liberalismo. E' l'Europa intergovernativa, che impedisce all¹Unione di esprimere un proprio governo democratico, responsabile di fronte ai cittadini europei e al Parlamento europeo. La sinistra deve battersi per un'Europa democratica e federale. Il gauchisme européen è una protesta senza alternativa.

La Costituzione europea non consentirà ancora di esprimere un vero governo democratico europeo. Ma poiché allarga considerevolmente i poteri del Parlamento europeo, che potrà ora chiedere una nuova Convenzione per emendare la Costituzione, è con il Sì che i cittadini francesi, i cittadini europei e i partiti che li rappresentano potranno imprimere un impulso democratico decisivo alla costruzione europea. Se il No dovesse prevalere, le chiavi del futuro dell¹Unione ritorneranno nelle mani dei governi e si aprirà una fase di grande incertezza. Già ora si sostiene che un No francese significherebbe il rifiuto dei cittadini dell'Europa politica. La partita ritornerà nelle mani dei governi più influenti. In pratica, si formerà un Direttorio dei paesi forti, dentro il quale certamente avrà un ruolo decisivo quello inglese, il cavallo di Troia della politica estera statunitense in Europa. Con la Francia fuori gioco, avremo un¹Europa ancora più subalterna agli USA.

Se il No dovesse prevalere in Francia, vi è una sola via che le forze progressiste, quelle che vogliono un'Europa democratica, sociale e pacifica, dovrebbero seguire: togliere ai governi nazionali il monopolio di decidere il futuro dell'Europa, affidando questo compito a un¹Assemblea costituente europea. I federalisti si batteranno per questa opzione. Il Movimento Federalista Europeo è stato fondato da Altiero Spinelli per costruire la Federazione europea mediante la partecipazione popolare, con il metodo costituente. Questa richiesta, che poteva apparire visionaria nell'immediato dopoguerra, oggi non lo è più. La Convenzione europea che ha approvato il progetto di Costituzione (poi stravolto dai governi) aveva già la forma di una Costituente. Le è tuttavia mancato il coraggio di parlare e di agire in nome del popolo europeo. Ora il Parlamento europeo e i partiti sinceramente europeisti che lo compongono devono trovare il coraggio di rivendicare una Convenzione costituente. Essa dovrà avere anche il potere di decidere la procedura per l'approvazione della nuova Costituzione europea: se si fosse accolta la richiesta federalista di un referendum europeo, oggi non saremmo ricattati dalle piccole rivalità di partito che paralizzano la Francia e l'Europa.

E' venuto il momento di scegliere tra l'Europa democratica, del popolo europeo, e l'Europa intergovernativa. La sinistra europea e tutte le forze del progresso devono assumersi la responsabilità di questa scelta.

PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.5.8 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)