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L'Europa motore dell'azione internazionale del Governo

Confronto su quale ruolo dell’Italia in Europa e su quale futuro dell’Europa nel mondo
14 agosto 2006 - Paolo Acunzo

Durante l’ultima Festa de l’Unità di Roma si è tenuto una serata di dibattito dedicato alle spinose vicissitudini dell’attualità comunitaria in cui si sono affrontate questioni complesse, alla presenza di un pubblico di non addetti ai lavori, quale l’iniziativa politica che il nuovo governo debba intraprendere per tornare protagonista nel rilancio della Costituzione europea e del processo d’integrazione in genere, dopo un quinquennio in cui l’Italia ne è rimasta quantomeno ai margini.

I relatori intervenuti si sono trovati d’accordo sulla provocazione da cui nasceva il dibattito. Infatti, come era solito affermare Altiero Spinelli, “L’Europa non cade dal cielo!”, e dunque ci si deve rimboccare le maniche per rinnovare le motivazioni che legano le popolazioni dei 25 stati membri, divulgare al meglio l’azione comunitaria in favore dei cittadini e impegnarsi attivamente per il rilancio dell’Europa unita. In questo contesto Pasqualina Napoletano, vice presidente del gruppo del PSE al Parlamento Europeo, ha aperto la discussione sottolineando che oggi è ancora più importante avere una coesa Unione Europea se si desidera dar vita ad un forte soggetto internazionale promotore di pace, democrazia, diritti in un nuovo ordine globale multipolare. Gabriele Panizzi, Presidente del Movimento Federalista Europeo di Roma, ha convenuto su tale visione, riproponendo l’idea spinelliana che ciò sarà possibile solo se l’Europa si doterà di un vero governo politico comune in grado di costruire la Federazione Europea. Luciano Vecchi, responsabile esteri dei DS, ha fatto notare come l’obiettivo dello sviluppo dell’integrazione europea sia il punto di riferimento per tutta l’azione di governo nel programma del centro-sinistra. Inoltre l’Italia riuscirà ad esprimere una efficace azione internazionale solo se riuscirà a recuperare un forte ruolo propositivo all’interno dell’Unione Europea. Concetto ripreso da Sandro Gozi, deputato dell’Ulivo, il quale ha evidenziato che il rilancio del processo costituente europeo è l’elemento qualificante della politica estera del governo italiano, visto lo stallo verificatosi nelle procedure di ratifica nazionale a seguito della doppia bocciatura della Costituzione europea nei referendum francese e olandese.

Dunque nell’odierno contesto internazionale è ancora più necessario e urgente che l’Europa si doti di una Costituzione europea in grado di rispondere efficacemente alle nuove sfide globali contemporanee. Ovviamente i relatori hanno concordato sulla necessità di continuare nel processo di ratifica nei paesi in cui si deve ancora adottare il Trattato costituzionale, ma si è discusso anche di altri possibili scenari. Ad esempio si è convenuto sulla validità delle proposte del Primo Ministro belga Guy Verhostadt, presentate nel suo recente libro “Stati Uniti d’Europa”, il quale auspica una maggiore integrazione politica tra chi lo volesse, anche se ciò fosse condiviso solo da alcuni degli attuali paesi membri dell’Unione Europea.

Infine i relatori, insieme ad altri centinaia di visitatori della Festa, hanno aderito al Manifesto scaturito dalla Convenzione dei cittadini di Genova, promosso dal Movimento Federalista Europeo. Questo prevede il rilancio del processo costituente attraverso il massiccio coinvolgimento di diverse forze politiche e sociali continentali, anche tramite l’indizione di un referendum europeo al fine di ratificare la Costituzione europea, dando direttamente agli elettori la possibilità di pronunciarsi, sul medesimo testo e nello stesso momento, in occasione delle prossime elezioni europee. Ciò aiuterebbe a fare del tema del futuro dell’Europa una priorità per l’opinione pubblica europea, consentendo democraticamente a tutti i cittadini di maturare consapevoli scelte politiche, non dettate unicamente da dinamiche nazionali. A tal fine è essenziale che si moltiplichino momenti di confronto aperti come quello della Festa dell’Unità di Roma, se si è realmente convinti che l’Europa non cada dal cielo.

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