La guerra e l'unità europea

di Luigi Einaudi, Il Mulino
15 settembre 2004

Nel 1918, quando infuriava ancora la guerra, Luigi Einaudi pubblicò sul "Corriere della Sera" un memorabile articolo per mettere in guardia i fautori della Società delle Nazioni che essa sarebbe stata non uno strumento di pace, come tutti pensavano, bensi un paravento dietro il quale potevano agire indisturbati i fautori della guerra. In poche pagine di rara chiarezza Einaudi aveva saputo andare alla radice dei problemadenunciando leverecausedellaguerrae indicando nella federazione la sola via per costruire una pace duratura. Nessuno lo ascoltò, ma Einaudi mantenne fermo il suo punto di vista che trovò una tragica conferma nella corsa agli armamenti scatenatasi fra le due guerre e nello scoppio dei secondo conflitto mondiale. Mentre l'Europa era devastata dagli eserciti di Hitier, Einaudi ma- turò la convinzione che, una volta cessate le ostilità, sarebbe stato necessario creare una Federazione europea per garantire la pa- ce e la prosperità degli abitanti dei vecchio continente. Lo scoppio della bomba atomica lo indusse, a trent'anni di distanza, a riprendere il profetico articolo dei 1918 concludendo il suo scritto "Chi vuole la pace?" con queste parole ammonitrici: "Quando noi dobbiamo distinguere gli amici dai nemici della pace, non fermiamoci alle professioni di fede, tanto più clamorose quanto più mendaci. Chiediamo invece: volete voi conservare la piena sovranità dello stato nel quale vivete? Se si, costui è nemico acerrimo della pace. Siete invece decisi a dare il vostro voto, il vostro appoggio soltanto a chi prometta di dar opera alla trasmissione di una parte della sovranità nazionale ad un nuovo organo detto degli Stati Uniti d'Europa? Se la risposta è affermativa e se alle parole seguono i fatti, voi potrete veramente, ma allora soltanto, dirvi fautori della pace. Il resto è menzogna".

Luigi Einaudi (1874-1961) è stato una delle personalità più eminenti dei nostro secolo. Studioso di economia e di politica, Ministro dei Bilancio, Governatore della Banca d'Italia, Presidente della Repubblica, non ha mai cessato di interessarsi ai problemi della pace e della federazione europea ai quali ha dedicato una serie di saggi che mantengono ancora oggi intatta la loro attualità.

Articoli correlati

  • «Occorre chiamare le cose col loro nome»
    Pace
    L’intervista al ministro degli Affari esteri palestinese

    «Occorre chiamare le cose col loro nome»

    Come fermare la guerra? Il ministro Riyad al-Maliki ripone le sue speranze nella comunità internazionale e resta fedele alla soluzione dei due Stati
    20 febbraio 2024 - Daniel Bax e Lisa Schneider
  • A Napoli un'iniziativa contro la guerra ha attraversato la città
    Alex Zanotelli
    Il 24 dicembre per ricordare la strage degli innocenti a Gaza

    A Napoli un'iniziativa contro la guerra ha attraversato la città

    Gli organizzatori: "A poche ore dal momento in cui porrete la statuetta del Gesù Bambino nei presepi, vogliamo ricordare i bambini che non sono più nelle proprie culle in tutta la Palestina: una strage degli innocenti barbaramente uccisi". Il corteo è stato guidato dal missionario Alex Zanotelli
    24 dicembre 2023 - Redazione PeaceLink
  • La tregua di Natale
    Editoriale
    Il nostro auspicio per questo Natale è che la lezione della Tregua del 1914 si ripeta

    La tregua di Natale

    Nel Natale del 1914, nelle trincee della Prima Guerra Mondiale, i soldati, stanchi della guerra, vollero condividere momenti di fraternità. Insieme, possiamo costruire un futuro in cui la Tregua di Natale non sia solo un ricordo del passato, ma un faro di speranza per generazioni a venire.
    24 dicembre 2023 - Redazione PeaceLink
  • Problemi di salute mentale dei veterani e militari americani
    Disarmo
    Un recente studio scientifico ripropone la questione

    Problemi di salute mentale dei veterani e militari americani

    Dopo due decenni di guerra continua in Afghanistan, una crescente popolazione di veterani si presenta per cure di salute mentale. La depressione rimane una delle principali condizioni di salute mentale nei militari. E ogni anno più di seimila si suicidano.
PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.7.15 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)