L'altra Lombardia per la costruzione dal basso di un'Europa federale
In vista delle elezioni regionali del 2005 in Lombardia oltre 200 firmatari promuovono il documento Spunti programmatici per un'alternativa al centrodestra in Lombardia. Il documento verrà presentato e discusso nell'assemblea di mercoledì 1 dicembre alle ore 20.30 presso la Camera del lavoro di Milano (Corso di Porta Vittoria 43). Al dibattito introdotto da Mario Agostinelli (Forum Mondiale delle Alternative) partecipano : Alberto Asor Rosa (Università di Roma), Maura Cossutta (deputata Pdci), Paolo Ferrero (Segreteria Prc), Alberto Magnaghi (Università di Firenze), Gianni Mattioli (Università di Roma), Achille Occhetto (senatore), Giampaolo Patta (Segr. Naz. Cgil), Gianni Rinaldini (Segr. Fiom), Cesare Salvi (senatore Ds), Sabina Siniscalchi (Fondazione Culturale Banca Etica), Aldo Tortorella (Ars), Pacho Pardi (Univ. di Firenze) e altri interventi della società civile lombarda. Nel documento si afferma che "si è venuta manifestando in questi ultimi anni una comune volontà tra movimenti, associazioni, forze politiche di opposizione, nella lotta contro la guerra, per la difesa della democrazia e per l’allargamento della partecipazione, per una nuova centralità del lavoro, per una politica antiliberista che proponga all’Italia e all’Europa uno sviluppo coerente con l’estensione dei diritti ed il rispetto dell’ambiente e, dunque, capace di cambiare una crescita cieca e rovinosa". Mai come in questa fase - si legge nell'introduzione al documento - le classi dominanti sono apparse incapaci di una proposta attrattiva per la nuova generazione, di un orizzonte inclusivo per tutti i popoli del pianeta, di una risposta per la sopravvivenza della specie umana. Si tratta di una crisi rilevante, a cui sembrano rispondere con lucidità i movimenti che hanno assunto la lotta per la pace come una forma costituente della politica e che hanno articolato proposte alternative sempre più incisive sulle questioni di lungo periodo, ma che non sono in grado di reggere senza la politica il peso di uno scontro sui poteri in un passaggio epocale in cui enorme è la posta in gioco. Per questo sentiamo il bisogno - affermano i sottoscrittori del documento - di un nuovo modo di far politica, di un circuito produttivo tra sinistra e movimenti, tra programma partecipazione e rappresentanza, di una aggregazione che vada oltre la pratica dei poteri e che circoscriva con chiarezza gli obiettivi per cui mobilitare e mobilitarsi.
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