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    L'economista statunitense Paul Krugman smonta il mito dell'autosufficienza energetica e mostra chi guadagna e chi perde quando scoppia un conflitto in una regione petrolifera. Chiedersi a chi serve la guerra non è retorica pacifista. È economia applicata.
    16 marzo 2026 - Redazione PeaceLink
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    15 marzo 2026 - Redazione PeaceLink
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    15 marzo 2026 - Redazione PeaceLink
  • Editoriale
    Nel 2003 i pacifisti avevano ragione e ce l'hanno anche oggi

    La guerra di Trump in Iran sarà un disastro come quella di Bush in Iraq?

    Nel 2003 chi avvertì i rischi di un disastro militare e umanitario aveva visto giusto. Valeva la pena riflettere allora. Vale ancora più riflettere oggi prima che sia troppo tardi. PeaceLink si è schierata contro la guerra nel 2003. Lo fa di nuovo oggi.
    15 marzo 2026 - Redazione PeaceLink

Forum: Lettere

18 maggio 2005

Il mondo va alla rovescia!!!

Pensieri e riflessioni di una trentenne d'oggi.
Autore: Stefania Santangelo

Alle 7:45 sono già nella mia postazione di lavoro, davanti alla mia tastiera. Senso del dovere? Arrivismo? Carrierismo? No. Nulla di tutto questo. Piuttosto qualcosa che si avvicina alla disperazione, alla tristezza, che al vuoto delle quattro mura di casa mi fa preferire il vuoto delle quattro mura dell’ufficio, al silenzio assordante delle prime la chiassosa ipocrisia delle seconde. Un caffè fra sorrisi e confidenze vacue, un pettegolezzo maligno ed una pugnalata alle spalle, di nuovo un caffè e il ticchettare su una tastiera dati, numeri, pensieri inconfessati, invidie, frustrazioni.
Ritorno a casa con la schiena sanguinante, le mascelle doloranti per la maschera di perbenismo che occorre indossare per poter sopravvivere in questa giungla e la triste consapevolezza che il mio contributo al benessere del mondo è stato nullo. Infilo la chiave nella toppa di casa e già avverto, ovattate, le grida dei vicini disperati contro i loro capricciosi ed isterici figli. Chissà qual è il male minore! Certo è che i “rumori di famiglia” da cui sono circondata nel mio appartamento di periferia mi immalinconiscono un po’…più di quanto non lo sia già. Accendo la tv per sovrastare il silenzio e il ruminare dei miei pensieri, per camuffare i miei soliloqui alle mie stesse orecchie. Guardo in tralice lo schermo luminoso ed il gossip ingrossa la mia rabbia per le palesi ingiustizie. Lei, fotomodella, bellissima e magrissima dopo il primo figlio: “Ho deciso che voglio averne altri due e dedicarmi completamente alla famiglia” . E diamine! Lo farei pure io, avendo come te un miliardario per marito! Una volta i proletari erano i poveracci che non possedevano nulla se non la ricchezza dei figli, la prole. Oggi tutto va al contrario. I nuovi poveri sono le single che devono sperare di non rimanere gravide a causa di qualche rapporto più o meno occasionale e le coppie senza figli, che aspettano il quarantesimo genetliaco per poter mettere al mondo il loro primogenito. E lo fanno pure con infantile paura chiedendosi se sono davvero maturi, se è il momento giusto o forse sarebbe meglio aspettare ancora un po’. I proletari di oggi, nel senso letterale del termine sono i capitalisti, gli imprenditori con il loro sciame di modelle ed attrici, icone della perfezione chirurgica e delle anoressiche ed insoddisfatte donne d’oggi. Il mondo va proprio alla rovescia!

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