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    Steadfast Noon è una esercitazione nucleare della NATO che non prevede alcuna informazione della popolazione in merito alla gestione dell’emergenza. I cittadini possono organizzarsi e chiedere alle prefetture i piani di emergenza e di difesa civile. È una strategia di mobilitazione nonviolenta.
    1 ottobre 2026 - Redazione PeaceLink
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    Stop esercitazione nucleare NATO "Steadfast Noon"

    Esprimiamo la nostra profonda preoccupazione per l'imminente avvio dell'esercitazione militare nucleare della NATO denominata "Steadfast Noon" che prevede voli e scenari di attacco con l'impiego simulato di bombe atomiche B61.
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    Il silenzio delle istituzioni battiste internazionali

    Dmytro Koval: un martire battista ucraino lasciato solo dal Consiglio delle Chiese Battiste

    Esaminiamo qui la reticenza delle rappresentanze internazionali battiste nel caso del'obiettore di coscienza ucraino Dmytro Koval. Nei risultati della nostra ricerca non c'è alcuna traccia che abbiano rilasciato dichiarazioni, espresso preoccupazione o inviato lettere aperte sulla morte di Koval.
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    Italia‑Egitto: PeaceLink chiede lo stop al memorandum di intesa militare

    A dieci anni dall’omicidio di Giulio Regeni, i rapporti tra Roma e il Cairo si sono intensificati. Prossimamente i deputati saranno chiamati a votare il rinnovo del memorandum di cooperazione militare con l'Egitto. Quanti deputati riusciranno a portare rispetto verso i genitori di Giulio Regeni?
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Forum: Storie, pensieri, poesie

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18 maggio 2006

Un uomo venuto da lontano

A Giovanni Paolo II
Autore: Rosario Amico Roxas

Un Uomo venuto da lontano (A Giovanni Paolo II) Navigando nel vuoto dell’anima, sconvolto da una solitudine irreale, non mi sono accorto quanto la barca del tempo si era allontanata dalla riva della verità. Porto sempre dentro di me un tatuaggio indelebile, come un panico senza nome, insinuato nell’incertezza, dove la paura conserva sempre il sapore dell’infanzia. Ho vissuto senza tempo con l’esaltata sensualità che hanno solo i dannati ad un destino precario, che temono anche i sogni perché scoloriscono in fretta. Sono stanco di avere paura del tramonto che inghiotte il giorno, del mare che termina nell’orizzonte lontano, della folle utopia dei forti che genera mostri. C’è un Uomo in mezzo a Voi al quale non sono degno neanche di annodare i legacci dei sandali. Così Giovanni il Battista arringò la folla quando Gesù si presentò per il battesimo nel Giordano. Mi attanaglia la paura che quell’Uomo non voglia più tornare in mezzo a noi. Ma sei arrivato Tu, venuto da lontano, e, nuovo Cireneo, Ti sei gravato della Croce appesantita dall’egoismo degli uomini. Ci hai guidati lungo le stazioni dell’eterna Via Crucis mostrandoci il vero volto del mondo. Il volto della gente di Harlem, dove il colore della pelle discrimina la dignità. Il volto dei disperati che annegano nei nostri mari alla ricerca di una vita vivibile. Il volto degli eroi per caso morti senza sapere il perché in guerre che non hanno capito. Il volto dei profughi senza presente e senza futuro, prigionieri di un passato ancestrale. Il volto dei bambini costretti a cucire i palloni di cuoio alla periferia fatiscente di Islamabad. Il volto dei bambini stivati in orridi antri dove annodano i tappeti a Jalalabad. Il volto dei bambini che raccolgono i favi di cacao nell’entroterra di Abidjan. Il volto dei bambini costretti a diventare produttori e fornitori di organi di ricambio. Il volto dei bambini armati come adulti nel gioco della guerra vera in Liberia. E’ la tragedia dei figli indesiderati del mondo opulento, ma Tu ci hai insegnato che sono i figli prediletti di Dio. L’autorità, il potere e l’egoismo, precari come il tempo, ballano con ogni singolo individuo una danza di morte imbevuta di sangue, lavata con fiumi di altro sangue, per far prevalere la ragione dei forti. Ora sei tornato alla casa del Padre, ma morendo hai rinnovato il miracolo della Resurrezione, perché hai fatto risorgere l’Uomo che soffre in ogni angolo del pianeta, diventato, per un giorno, primo attore. Il mondo dei vinti, dei disperati, dei derelitti, il mondo della Speranza, della Fede, della Carità, il mondo senza barriere, il mondo che rifiuta le guerre ma deve subirle, il mondo della solidarietà, il mondo dei giovani che hanno pregato e cantato, il mondo rimasto orfano, si è stretto intorno a Te, costringendo i potenti a piegarsi e, forse, a meditare. Non omnis morieris. Hallau akbar. Shalom. (Rosario Amico Roxas Aprile 2004)

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