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    Un ricordo personale, attraverso anni di messaggi scambiati per le attività di PeaceLink

    In ricordo di Patrick Boylan

    La sua voce era puntigliosa, ironica, generosa, a volte polemica, mai indifferente. Si sentiva insieme statunitense e romano, e da quella doppia appartenenza guardava con occhio lucido le guerre del suo paese d'origine e le complicità di quello d'adozione.
    16 ottobre 2026 - Francesco Iannuzzelli
  • Disarmo
    Ben 250.000 cinesi morirono tra il 1937 e il 1945 come risultato dell'esposizione a tali armi

    Ritrovato uno stabilimento per i test di armi chimiche durante la II Guerra Mondiale

    La notizia riapre il dibattito sulla famigerata Unità 731 dove venivano compiuti esperimenti sugli esseri umani da militari e medici giapponesi privi di scrupoli dal 1936 al 1945.
    14 luglio 2005 - David Eimer
  • Storia della Pace
    La Cina interviene oggi con una dichiarazione di fronte al negazionismo del governo nipponico

    Giappone: i crimini contro l'umanità dell'Unità 731

    Pechino teme un colpo di spugna sulla memoria storica da parte del "governo di destra" giapponese. Alle vittime dell'Unità 731 tra il 1936 e il 1945 si iniettavano agenti patogeni mortali e, per esplorare i limiti della resistenza, si praticava l'amputazione di braccia e gambe senza anestesia.
    16 ottobre 2026 - Redazione PeaceLink
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    La migliore deterrenza è il dialogo

    Steadfast Noon (e la possibile risposta russa)? Perfettamente inutili!

    Ripresentato da IPPNW il documento "Nuclear Famine".
    Anche una guerra nucleare "limitata" causerebbe nel mondo miliardi di morti, soprattutto per fame.
    16 ottobre 2026 - Roberto Del Bianco
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    Noi pacifisti l'avevamo previsto e si è verificato

    La Russia annuncia una propria contro-esercitazione nucleare

    L'agenzia stampa russa Tass annuncia esercitazioni nucleari in risposta alle esercitazioni nucleari francesi e alla Steadfast Noon della NATO.
    16 ottobre 2026 - Redazione PeaceLink

Forum: Storie, pensieri, poesie

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18 maggio 2006

Un uomo venuto da lontano

A Giovanni Paolo II
Autore: Rosario Amico Roxas

Un Uomo venuto da lontano (A Giovanni Paolo II) Navigando nel vuoto dell’anima, sconvolto da una solitudine irreale, non mi sono accorto quanto la barca del tempo si era allontanata dalla riva della verità. Porto sempre dentro di me un tatuaggio indelebile, come un panico senza nome, insinuato nell’incertezza, dove la paura conserva sempre il sapore dell’infanzia. Ho vissuto senza tempo con l’esaltata sensualità che hanno solo i dannati ad un destino precario, che temono anche i sogni perché scoloriscono in fretta. Sono stanco di avere paura del tramonto che inghiotte il giorno, del mare che termina nell’orizzonte lontano, della folle utopia dei forti che genera mostri. C’è un Uomo in mezzo a Voi al quale non sono degno neanche di annodare i legacci dei sandali. Così Giovanni il Battista arringò la folla quando Gesù si presentò per il battesimo nel Giordano. Mi attanaglia la paura che quell’Uomo non voglia più tornare in mezzo a noi. Ma sei arrivato Tu, venuto da lontano, e, nuovo Cireneo, Ti sei gravato della Croce appesantita dall’egoismo degli uomini. Ci hai guidati lungo le stazioni dell’eterna Via Crucis mostrandoci il vero volto del mondo. Il volto della gente di Harlem, dove il colore della pelle discrimina la dignità. Il volto dei disperati che annegano nei nostri mari alla ricerca di una vita vivibile. Il volto degli eroi per caso morti senza sapere il perché in guerre che non hanno capito. Il volto dei profughi senza presente e senza futuro, prigionieri di un passato ancestrale. Il volto dei bambini costretti a cucire i palloni di cuoio alla periferia fatiscente di Islamabad. Il volto dei bambini stivati in orridi antri dove annodano i tappeti a Jalalabad. Il volto dei bambini che raccolgono i favi di cacao nell’entroterra di Abidjan. Il volto dei bambini costretti a diventare produttori e fornitori di organi di ricambio. Il volto dei bambini armati come adulti nel gioco della guerra vera in Liberia. E’ la tragedia dei figli indesiderati del mondo opulento, ma Tu ci hai insegnato che sono i figli prediletti di Dio. L’autorità, il potere e l’egoismo, precari come il tempo, ballano con ogni singolo individuo una danza di morte imbevuta di sangue, lavata con fiumi di altro sangue, per far prevalere la ragione dei forti. Ora sei tornato alla casa del Padre, ma morendo hai rinnovato il miracolo della Resurrezione, perché hai fatto risorgere l’Uomo che soffre in ogni angolo del pianeta, diventato, per un giorno, primo attore. Il mondo dei vinti, dei disperati, dei derelitti, il mondo della Speranza, della Fede, della Carità, il mondo senza barriere, il mondo che rifiuta le guerre ma deve subirle, il mondo della solidarietà, il mondo dei giovani che hanno pregato e cantato, il mondo rimasto orfano, si è stretto intorno a Te, costringendo i potenti a piegarsi e, forse, a meditare. Non omnis morieris. Hallau akbar. Shalom. (Rosario Amico Roxas Aprile 2004)

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