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Il sogno di Chiara Castellani si avvera e si accende la speranza

Diario da Kimbau. Ecco come abbiamo acceso la prima lampadina

Io sono teso come corda di violino. Ho paura di aver sbagliato tutto e mi vengono mille dubbi. Poi invece...
Mario Caniatti (volontario)

Lunedì 5 marzo 2007 Chiara Castellani attiva l'interruttore della centrale per accendere la prima lampadina a Kimbau

Il pezzo di ricambio è arrivato. Questa mattina l’ho subito installato. Sono molto stressato e in apprensione. Ho paura di aver sbagliato tutto e mi vengono mille dubbi. Ho telefonato alla Zeco ma non c’è Giacomo e nessuno mi da risposte esaustive. Finalmente trovo Giacomo che mi conforta. Mi spiega al telefono satellitare che è ora un problema di regolazione del PLC

Cosa è il PLC
Il PLC (Programmable Logic Controller) è un computer industriale specializzato nella gestione dei processi industriali. Il PLC esegue un programma ed elabora i segnali digitali ed analogici provenienti da sensori e diretti agli attuatori presenti in un impianto industriale.

(Fonte: Wikipedia)
. Non ha con sé i suoi appunti e non si ricorda la pagina del programma che definisce la regolazione del pezzo che ho cambiato. Restiamo d’accordo che questa sera rientra in ditta e, letti i suoi appunti, domani mattina sistemeremo tutto.
Ancora una notte insonne.
Ho montato il telefono satellitare di Chiara Castellani nella pre-sala operatoria (è il luogo più sicuro dell’ospedale). L’antenna l’ho installata all’esterno e sembra che tutto funzioni regolarmente.

Chiara Castellani, con il telefono satellitare, avvisa gli amici che la prima lampadina è stata accesa a Kimbau


MARTEDI' 6 MARZO 2007

Ho scritto la data in maiuscolo perché oggi è il grande giorno. Io sono teso come una corda di violino e forse ho risposto anche male a Chiara quando l’ho incontrata questa mattina. Chiamo subito Giacomo che mi dice di andare sulla pagina K1 del PLC.
Porto i valori dell’adattatore - posizione distributore - a 0 come mi dice; porto a + 24 l’offset, posizione distributore. Non succede nulla e sono quasi nel panico. Ma istintivamente faccio come si fa con i computer: spengo e riaccendo. Avviene il miracolo e l’allarme sparisce. Parto con la turbina, ora è tutta una discesa. Chiudo l’interruttore di BT che alimenta il nuovo trasformatore e la macchina non dà nemmeno segni di rallentamenti. Tutto funziona magnificamente. Provo le protezioni di linea e la macchina si ferma regolarmente. Riparto e faccio ripartire pure le pompe dell’acqua. Metto la linea in tensione ma il relè di max corrente non ne vuole sapere di funzionare e rimane in blocco... Scatta il sezionatore di linea. Lo smonto. E' completamente ossidato. A questo punto lo escludo: sarà da sostituire.
Risalgo al magazzino ma Papà Mbelo, l’autista, non c’è. E' andato a cercare manioca. Impreco e attendo 30 minuti. Poi finalmente lo vedo arrivare.
Parto per l’Ospedale con la linea in tensione e la macchina che gira e canta come un violino.
Arrivo all’ospedale ma non si riesce più ad aprire la porta della cabina: il lucchetto comperato ieri si è bloccato! Per ben 10 minuti proviamo ad aprire la porta e infine faccio rompere il lucchetto perché non ne posso più dell’attesa: ho la fregola.
Foto di gruppo: ecco i partecipanti all'accensione della prima lampadina a Kimbau il 6 marzo 2007


Entro e faccio chiudere il sezionatore di linea. Poi Damien chiude il Vor che alimenta il trasformatore. Sul quadro di BT commuto l’alimentazione da GE a Centrale e apro l’interruttore generale. Il voltmetro mi dà 3 perfette tensioni a 390 Volt.
Papà Mvula mi viene vicino e va per chiudere l’interruttore generale di bassa tensione. Con un urlo che libera tutta la mia tensione lo blocco e faccio chiamare Chiara, ordinandogli che non si permettesse di chiuderlo.
Arriva Chiara e le dico cosa fare. Preparo la macchina fotografica: lei si mette in posa e chiude l’ultimo interruttore: le lampade in cabina si accendono. E così tutte quelle dell’ospedale. Sono le 11.03. E’ un momento magico. Io e Chiara ci mettiamo a piangere. Tutti quelli che sono presenti battono le mani e ci abbracciano. E’ un attimo che ricorderò per tutta la vita. Io non mi sono mai commosso di fronte alla tecnica ma ora per la prima volta ho le lacrime.
Inizio a telefonare: al papà di Chiara, al dottor Menna, all’AIFO, ad Alessandro Marescotti, a Paolo Moro, ecc. e da tutti ricevo complimenti e commozione. E’ valsa la pena di impazzire e lavorare così tanto vedendo la felicità di Chiara e della gente. Forse sono stato prolisso nel descrivere questi attimi ma dovevo farlo per mantenere il ricordo e condividerlo con gli amici di Kimbau. Per tutto il giorno ricevo complimenti e felicitazioni da tutti gli abitanti del posto.

Mercoledì 7 marzo 2007

Durante la notte Chiara ha fatto un cesareo e mi ha detto che le sembra un sogno operare in queste condizioni in mezzo alla luce e all’acqua. E’ andata a dormire alle 3 anche perché con la luce molta gente ha festeggiato questo indimenticabile evento.

Note:

Mario Caniatti è un volontario di Ferrara.

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