Caporetto non è in Italia, lo sapevate?
Nel 1917 vi fu una delle più pesanti sconfitte italiane della prima guerra mondiale, con conseguente rovinosa ritirata.
Alla fine della guerra l'Italia tuttavia l'occupò nuovamente nel 1918. Il "censimento etnico" italiano del 1921 riportava che, tra i 6224 abitanti di allora, 98 erano italiani.
Praticamente sono morti migliaia di soldati italiani (si pensi solo alla disfatta di Caporetto) per una località dove gli "italiani" erano meno del 2 per cento.
Ma D'Annunzio scriveva: "Dio segnò i confini dell'Italia".
Con la crisi della Russia dovuta alla rivoluzione, Austria-Ungheria e Germania poterono trasferire consistenti truppe dal fronte orientale a quelli occidentale e italiano. Forti di questi rinforzi, gli austro-ungarici, con l'apporto di reparti d'élite tedeschi, sfondarono le linee tenute dalle truppe italiane che, impreparate ad una guerra difensiva e duramente provate dalle precedenti undici battaglie dell'Isonzo, non ressero all'urto e dovettero ritirarsi fino al fiume Piave.
Dopo la seconda guerra mondiale il Dio di D'Annunzio si era già dimenticato dei "sacri confini": Caporetto è oggi in Slovenia.
E si chiama Kobarid.
Su un totale di 4472 abitanti, 4237 sono sloveni, 33 macedoni, 24 serbi, 23 serbo-croati, 18 croati, 10 albanesi e 9 bosniaci (1). Nessun italiano. Solo lo 0,2% conosce la lingua italiana.
E' bene saperlo che i confini sono qualcosa di scivoloso e ingannevole, riflettiamoci quando si mandano oggi armi per difendere i "sacri confini" dell'Ucraina.
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